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6-7 Giugno Master L’arte di guidare un team vincente.

Strumenti e tecniche per condurre al massimo la nostra squadra di lavoro. Focus del seminario Acquisire strumenti per sviluppare la leadership, definire gli obiettivi aziendali e personali, comprendendo come rispondere efficacemente alle richieste prodotte dal continuo cambiamento ed evoluzione del...

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trasforma i tuoi desideri in obiettivi

Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 21-02-2009

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anno-straordinarioAbitare il tempo è la possibilità per navigare la propria vita reggendo il timone delle proprie azioni.
Se evitiamo di scegliere e decidere saranno gli altri a farlo per noi…
Quante volte ci capita di organizzare la nostra giornata, programmare il nostro tempo e poi finire col lasciare ad altri la gestione delle nostre ore?
Continua a leggere e dimmi se ti è mai capitato quanto segue:
sei in ufficio e stai svolgendo i compiti che avevi deciso… quando un collega totalmente occupato dai suoi pensieri e dalle sue preoccupazioni si presenta davanti la tua scrivania chiedendoti di aiutarlo a fare un’altra cosa. Molli lì il tuo lavoro… abbandoni la tua organizzazione e lasci che altri occupino il tuo tempo… Mentre lo stai seguendo per dare il tuo apporto e contributo, squilla il telefono e resti al telefono per altri 5/10 min… Al contempo un altro collega ti chiede come procede il lavoro che stavi svolgendo 20 min. prima dato che tra 15 min avete una riunione molto importante…
Le emergenze si sommano, le priorità si accavallano, ed alla fine si genera una gran confusione. Il tempo che avevi programmato e pensavi di possedere lo hai sperperato e svenduto ad altri e sopra ogni cosa a poco prezzo…
Prima di parlare di priorità… urgenze… programmazione ed organizzazione è fondamentale avere ben chiaro cosa si vuole chiedere alla vita.
Quindi come possiamo formulare in maniera efficace un obiettivo che possa essere realizzabile?
-specifico: esplicitato in positivo (cosa..quanto..entro quando)
-decisivo : che dipendente cioè dalla propria responsabilità
-attrattivo: essere come un magnete che attrae verso di se le nostre azioni… se la mattina ci alziamo e siamo entusiasti di dedicare le nostre ore alle nostre azioni per utilizzarle al fine di raggiungere ciò che abbiamo deciso di avere, allora siamo attratti dal nostro obiettivo.
-realistico: l’obiettivo è  efficace se da un lato è attraente e sognante… dall’altro è comunque reale… tangibile deve in qualche modo avere le fondamenta per poter erigere la nostra cattedrale.
-misurabile: più che dire voglio più tempo da dedicare alla famiglia, agli amici, a noi stessi, l’obiettivo è fondamentale specificare quanto tempo, ad esempio 1 giorno la settimana… altrimeti lasciamo vago il nostro obiettivo e perdiamo la chiarezza per determinare il nostro tempo.
-scadenzato: diamo un termine ai nostri obiettivi, segniamo nel tempo la meta… la domanda a cui rispondere è: entro quando voglio realizzare…
-ecologico: cioè in armonia e fecondante per il sistema che abitiamo e viviamo “per noi stessi – per gli altri – per noi tutto-i”
-scritto: scrivere i nostri obiettivi è l’azione determinante per poterli realizzare… scrivere i nostri desideri e formularli secondo le caratteristiche sopra espresse è la condizione senza la quale l’obiettivo rimane semplicemente un buon proposito con poche possibilità di concretizzarsi e materializzarsi in azioni costanti e continue.
Utilizza queste indicazioni per fare della tua vita ciò che desideri… a noi la scelta… per noi le emozioni che ci consentono di navigare la vita, a noi la scelta per decidere di fare della nostra vita una splendida opera d’arte.

[Decidi adesso di costruire un 2009 straordinario]

realizza la tua ricchezza

Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 12-02-2009

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ricchezzaPer ottenere ciò che desideriamo basta concentrarsi sulle attività che ci consentono di ottenere buoni risultati evitando di sperperare le nostre risorse (tempo, denaro, forza…) in attività a bassa produttività.
Spesso siamo inclini a perdere il nostro tempo, le nostre risorse finanziarie, concentrandoci su attività fuorvianti. Stiamo parlando di coloro i quali sperperano lo stipendio anziché sviluppare la capacità finanziaria, di sviluppare una solida base finanziaria per il futuro.
Molti di noi sono intrappolati in un lavoro o in una carriera di cui sono disinnamorati, perché sono defocalizzati dallo sviluppo dei propri campi di eccellenza.
Una recente ricerca americana ha evidenziato come il 63% degli uomini americani ed il 55% delle donne (che superano i 25 anni) sono in sovrappeso, e questo si traduce in una eccessiva focalizzazione sul cibo lasciando un tempo limitatissimo alle attività fisiche.
Quindi studiamo attentamente le categorie della nostra vita che ci fanno ottenere grandi risultati e quelli che ci rendono perdenti..
Quali sono le attività della nostra vita che ci hanno consentito di ottenere grandi risultati ed estrarre tanta ricchezza?
Quali sono le attività sulle quali vi state concentrando che hanno una minima percentuale di riuscita?
Prenditi del tempo per te, stampa questo articolo e svolgi l’esercizio di focalizzazione ed ottimizzazione delle risorse che segue:
1) Elenca tutte le attività lavorative perditempo
Ad esempio: telefonate, riunioni, scartoffie, progetti, vendite promozionali, appuntamenti o telefonate di risposta. Suddividetele in macro categorie, quali telefonate e riunioni. Concentratevi e segnate tutte quelle attività che vi rubano tempo, energia e forza:
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4_________________________
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Utilizzate un altro foglio se ne avete più di 5

2) Descrivete le tre attività che svolgete in modo eccellente:
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3) Indicate le tre attività più importanti in termini remunerativi per la vostra società.
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4) Indicate le tre attività più importanti che svolgete in modo mediocre e che fate mal volentieri
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c)_________________________________________________________________________

5) Chi potrebbe occuparsi di queste attività al posto vostro?
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b)_________________________________________________________________________
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6) A quale attività perditempo direte di no o delegherete immediatamente?
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7) Quali sono i vantaggi immediati che deriveranno da queste decisioni?
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eMOTIONpnl l’arte di esistere è il metodo per estrarre dal proprio giorno quanta più ricchezza possibile scopri i vantaggi di frequentare i nostri master

“il coraggio di costruire un 2009 straordinario”

vivere la ricchezza

Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 28-01-2009

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abbondanzaLo stato naturale delle cose sul pianeta terra è l’abbondanza. Osservando la natura notiamo la straordinaria capacità di ri-crearsi. Ogni luogo sulla terra è colmo di vita: piante, animali, insetti ed uccelli. Persino nel deserto e nei luoghi più inospitali c’è un’incredibile ricchezza di vita. Un chiaro esempio riguarda le città del passato che furono abbandonate dalla civiltà e riconquistate dalla natura.
Viviamo in un universo di fantastica abbondanza. È la coscienza di povertà che ci impedisce di percepire questa abbondanza naturale che si rinnova continuamente e di raccoglierne i frutti.
La coscienza di povertà e sterilità è uno stato mentale creato da noi stessi.
È la posizione in cui ci mettiamo quando diciamo “non ho abbastanza. In qualunque modo non avrò mai abbastanza. Questo è il momento in cui sperimentiamo di essere poveri e lamentosi.
Questa convinzione viene sostenuta da un utilizzo raffinato dell’intelligenza che viene messa al servizio della povertà e delle infinite giustificazioni: “ho solo ciò che è sufficiente per vivere, non mi servirebbe più di quel tanto per farcela…”

Quando ci iscriviamo al club del lamento “nati per soffrire” crediamo che la mancanza è più nobile della ricchezza. Pensiamo davvero che essere poveri significhi essere moralmente superiori e ci gonfiamo d’orgoglio per la povertà che stiamo sperimentando. Spesso siamo orgogliosi di essere poveri e quindi cominciamo a ricercare persone che possano confermare questo unendoci ad altri partecipanti al club suddetto e che sperimentano un livello socio-economico simile al nostro. Abbondano le definizioni del tipo: “con i ricchi non mi trovo bene, sono così diversi da me! “. Se questo è quello che pensiamo , consideriamo in che categoria ci stiamo mettendo!
Un altro aspetto molto interessante è il vivere la ricchezza.
Spesso diciamo: “voglio essere ricco, voglio più soldi”. Così stiamo dicendo che vogliamo ciò che ci manca e quindi siamo nella perenne ricerca dell’oggetto di desiderio.
Quando sperimentiamo l’abbondanza e ci iscriviamo al club dei nati per godere della vita, scopriamo che crediamo realmente nell’abbondanza e nella ricchezza. Scopriremo che dal nostro vocabolario è assente la parola volere.
Il concetto di volere è assente dal nostro vocabolario… noi creiamo, materializziamo, attuiamo, viviamo, abitiamo.

scopri come realizzare un’esistenza ricca e meravigliosa

flessibilità e comunicazione

Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 13-11-2008

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Abbiamo più volte affermato che il comportamento è una parte importantissima dell’azione di comunicazione.
Se diciamo che siamo molto appassionati al nostro gioco lavoro ed arriviamo sistematicamente con quindici minuti di ritardo ogni mattina, che cosa è più importante? Quello che diciamo o quello che facciamo?
L’informazione migliore quella più chiara ed efficace è quella che agiamo col corpo, col comportamento col fare più che con le parole. Le parole costituiscono solo il 7% dell’azione comunicativa. Proprio per questo è fondamentale la congruenza tra parola e linguaggio del corpo. Tra due persone in interazione avviene un continuo scambio di feedback, ed è come se la parte più importante della comunicazione avvenisse al centro tra i due attori della comunicazione, nel punto in cui comportamenti, forme, materia, volumi, colori e parole di entrambi si incontrano e si combinano per creare la danza comunicativa.
Riuscire a vedere, percepire ed ascoltare come la nostra comunicazione riesce a modificare ed armonizzare i comportamenti, le forme, la materia, i volumi, i colori e le parole in questo spazio di incontro, è la chiave per una comunicazione efficace e potente.
Che cosa sta succedendo nell’altro?
Cosa sta pensando?
Cosa sente?
Capita a volte di trovarsi d’accordo sui significati e di verificare poi comportamenti che indicano che invece si era in disaccordo. In queste situazione è fondamentale avere la capacità di ascoltarsi ed ascoltare, ascoltare le proprie emozioni ed essere capaci di leggere ed interpretare i cambiamenti fisiologici ed emotivi del nostro interlocutore.
Per riuscire a danzare nel teatro della comunicazione è fondamentale allenare la flessibilità. Riuscendo ad essere abbastanza flessibili, riusciamo a modificare le nostre azioni comunicative anche in funzione dei feedback e determinare l’efficacia della nostra comunicazione.
Spesso le risposte stereotipate ed unidirezionale tendono ad istaurare circoli viziosi di azioni e reazioni, tendiamo a rispondere con aggressività ad una risposta aggressiva senza comprendere che l’escalation di aggressività e senza via d’uscita, a meno ché siamo capaci di modificare la nostra azione comunicativa per dirigere la nostra relazione verso al comprensione e l’ascolto. Quando riscusciamo a sciogliere un loop di azione e reazione cambiando e modificando la nostra comunicazione riusciamo a condurre anche il nostro interlocutore verso luoghi nuovi in cui è possibile ascoltarsi e scegliere di raggiungere obiettivi condivisi.
Aumentando la nostra flessibilità, aumenteranno i numeri dei nostri comportamenti, acquisiremo una personalità più integrata e sfaccettata, potremmo cominciare a scegliere quali azioni fare, cosa comunicare e come comunicare e così possiamo cominciare a giocare nel grande gioco della vita con il primo strumento del Grande gioco: la comunicazione.
Proprio per quando abbiamo espresso sopra è fondamentale allenarsi ed esercitarsi, interrompere le nostre abitudini e cominciare a fare qualcosa di diverso, cogliendone i frutti.
Rilassiamoci anche fisicamente dato che le risposte mentali producono azioni fisiche abbinate: se cambiate i comportamenti, cambieranno le risposte mentali e quindi quelle fisiche… cominceremo a vivere un circolo virtuoso che ci consentirà di godere della vita.

Alleniamoci a cambiare le lenti col quale guardiamo il mondo, quando abbiamo allenato la nostra flessibilità comunicativa, quando navighiamo l’insicurezza con coraggio e passione, acquisiamo anche flessibilità nella definizione degli obiettivi, nella comunicazione, nelle percezioni, nel pensiero e nelle azioni: così abbiamo anche aumentato la nostra capacità di influenza sulla realtà.

Condurre le nostre riunioni

Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 11-11-2008

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la responsabilità fondamentale di chi gestisce una riunione è far si che essa funzioni tanto da giungere a risultati concreti e condivisi.
L’abilità di chi guida il gruppo, la squadra ed anche il singolo nello stabilire gli obiettivi chiaramente, nell’ottenere il consenso dei partecipanti, nel rifiutare obiettivi nascosti dei singoli che distraggono e de focalizzano dalla meta del gruppo di lavoro, nel sapere porre le domande sulla rilevanza delle eventuali obiezioni al fine di mantenere la discussione centrata sugli obiettivi prescelti.
L’acutezza emotivo-sensoriale è lo strumento principe del metodo eMOTIONpnl, molto utile quanado si presiede e coordina una riunione. È il metodo che prescinde ogni azione e procedura per comprendere quale emozione viviamo e come utilizzare i sensi per comprendere la realtà e scegliere dove direzionare le proprie azioni. L’acutezza emotivo-sensoriale è una capacità che si allena attraverso sessioni di coaching o team building e ci consente di fare immediatamente il punto barca per comprendere dove siamo e decidere dove andare.
Ad esempio l’incongruenza fa riferimento all’evento in cui qualcuno dice si con le parole mentre la fisiologia e le emozioni comunicano altro, come disaccordo o disconferma. Se la bocca sorride ma sono freddi. L’incongruenza può essere esplorata ed utilizzata o ignorata e subita. Spetta a chi gestisce, coordina o guida decidere come utilizzare i segnali della comunicazione che riceve. Sarà anche la situazione nel suo aspetto generale a consentire il processo decisionale. Chi guida la riunione ha anche il compito di sommare, riassumere, ricapitolare ogni decisione importante.
Riassumendo e ricapitolando mettiamo in grado i partecipanti di capire a che punto siamo del processo decisione e di assunzione di responsabilità rispetto all’obiettivo finale.
Spetta a noi, che guidiamo il gruppo, gestire le obiezioni velocemente ed efficacemente. A questo scopo si possono utilizzare le domande sulla rilevanza dell’obiezione rispetto all’obiettivo finale della riunione. La domanda da fare è: “come è rilevante questo aspetto rispetto a quanto concordato all’inizio?”.
Se la rilevanza rimane confusa, l’obiezione e superata. Se invece chi pone l’obiezione porta chiarimenti e specificazioni rispetto alla coerenza tra obiezione ed obiettivo della riunione, allora è fondamentale trovare un livello condiviso di comprensione per consentire un nuovo sviluppo della riunione.
Le domande sulla rilevanza possono sembrare aggressive per chi le riceve. È fondamentale adeguare la schiettezza della domanda alla effettiva voglia di comprendere e trovare chiarimento dall’obiezione sollevata.
In ogni azione di coordinazione e conduzione del gruppo in riunione è indispensabile verificare la qualità del rapporto interpersonale tra i partecipanti ed il conduttore. Nel caso in cui alcune domando lo pongono a rischio è necessario ristabilirlo subito!
Nel caso sorgono problemi è fondamentale comprendere quali opportunità conservano e farle emergere.
Quindi identifichiamo il problema chiaramente, pensiamo e sentiamo cosa ci serve per risolverlo.
Di chi è il problema?
Se è degli ALTRI, meglio rinegoziare il contratto iniziale e l’accordo sugli obiettivi; ricreare i rapporti che si sono interrotti; offrire strumenti per procedere e trovare insieme soluzioni alternative e migliorative per ognuno di NOI.
Se il problema è NOSTRO…
Possiamo essere spaventati. Diciamoci allora che è inutile avere paura per condurre la riunione… andiamo nella nostra cassettina degli strumenti è riappropriamoci della nostra forma migliore, attingiamo all’attenzione, alla capacità empatica e di ascolto, ri-focalizziamo il nostro obiettivo personale e quello del gruppo.
Rimaniamo rispettosi di noi stessi e degli altri, applichiamo l’ascolto attivo, trasudiamo empatia, apprezziamo e valorizziamo i vari pareri espressi e portate il vostro punto di vista come fondamentale per la guida del gruppo.
Se perdiamo di essere sufficientemente assertivi, cadremo nella compiacenza fasulla. Per farvi benvolere lasciamo cadere la nostra leadership ed accetteremo per buono quello che ognuno dice…
Ho un sogno che voglio condividere ed è quello di ridurre uno dei nostri master sulla comunicazione da 2 giorni a 30 secondi:


“ esistono tre step per una comunicazione efficace e cioè che ci conduce a produrre il risultato atteso.
Il primo è avere chiaro cosa vogliamo noi.
Il secondo è ascoltare e comprendere cosa vuole la controparte.
Il terzo è condurci verso il territorio del noi tutti, dove entrambi possiamo vincere.
Ognuno di noi ha le capacità che servono. Tutto quello che possiamo fare, è di cambiare le nostre parole e comportamenti per godere della vita ed estrarre quanta più gioia possibile…”

la comunic-azione integrativa

Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 30-10-2008

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La comunicazione è il processo principe che consente il funzionamento e lo sviluppo del gruppo di gioco lavoro garantendo lo scambio di informazioni finalizzato al raggiungimento dei risultati del singolo e del collettivo.
L’azione comunicativa funziona in quanto orienta le relazioni interpersonali, partecipa al gioco dell’attrazione e dell’ostilità, determina accordo e disaccordo tra le parti del gruppo, alimenta collaborazione, conflitto e problem solving.
Quanto detto rende evidente l’importanza e la crucialità della comunicazione per consentire il funzionamento e la crescita del singolo individuo e del gruppo di gioco lavoro.
LA COMUNICAZIONE E’ MADRE DEL GRUPPO
Il gruppo si fonda come luogo e territorio comunicazionale.
La comunicazione per i gruppi come per qualsiasi sistema relazionale è un processo interattivo, informativo e trasformativo.
La questione interattiva è connessa alla posizione ed ai ruoli dei membri costitutivi del gruppo.
Anche la connotazione simbolica della comunicazione alimenta i vissuti e le azioni dei partecipanti al gruppo in quanto veicolo di significati molteplici che hanno per oggetto primario la relazione ovvero la struttura relazionale del gruppo.
l’altro elemento dell’attività comunicativa è il livello informativo. L’attività del gruppo si articola nello scambio informativo tra lettura, analisi, correlazione, sintesi di dati. Tutto quanto assume carattere di definizione di ciò che si conosce, dei dati mancanti, di quanto si suppone, si ipotizza, ricerca e ricostruisce.
La comunicazione integrativa si manifesta anche con carattere trasformativo in quanto pone il gruppo a confrontarsi con continui momenti di cambiamento creativo che ne determinano l’evoluzione e la costituzione di nuove logiche interattive e produttive.
L’impegno promosso da eMOTIONpnl è focalizzato sull’utilizzo della comunicazione come strumento efficace per l’ottenimento e la soddisfazione delle finalità del gruppo di gioco lavoro.
La comunicazione “efficace” all’interno del gruppo è finalizzata, cioè è riferita alla presa di decisioni, allo sviluppo di ipotesi, di soluzioni, gli scambi comunicativi sono per l’appunto finalizzati al raggiungimento degli obiettivi del gruppo e dei singoli individui ed allo sviluppo della collaborazione e del clima. La comunic-azione è coerente quando il contenuto è congruente con l’obiettivo del gruppo e quindi diviene funzionale al compito da svolgere.
La comunicazione integrativa è pragmatica quando privilegia la raccolta e l’analisi dei dati e fatti, quando si utilizzano tutte le differenti interpretazioni per comprendere la modalità e l’azione più funzionale al raggiungimento dei risultati previsti dal gruppo. Quando la comunicazione assume la qualità “pragmatica” diviene funzionale alla risoluzione dei conflitti, alla presa di decisioni rapide e condivisibili, alla valutazione e verifica dei risultati del gruppo. La pragmaticità orienta gli scambi quando risponde a domande quali: “cosa abbiamo effettivamente deciso? Qual è la responsabilità ed il contributo di ciascuno nella presa delle decisioni? Quanto e cosa abbiamo prodotto in questa riunione?”;
la comunicazione integrativa è trasparente. La comunicazione è trasparente quando è completa e fornisce al gruppo tutte le informazioni delle quali dispone e vengono utilizzati gli elementi in gioco per trovare nuovi orizzonti di sviluppo e crescita. La qualità della trasparenza nella comunicazione presuppone che nei gruppi giochino e si impegnino individui adulti capaci di affrontare e superare le difficoltà creando nuove occasioni ed opportunità di crescita.
La comunicazione integrativa è anche situazionale se è coerente con il momento e con la fase di lavoro del gruppo, se ogni membro fa uno sforzo di adattamento alle esigenze e alla cultura professionale dei membri in gioco. Situazionale significa che ci sono momenti in cui è necessario che il gruppo parli di sé, faccia diagnosi dello stato dei suoi rapporti interni, che affronti e chiarisca i conflitti.
In sintesi la comunicazione integrativa ottiene sintesi di competenze e crescita individuale che consente la materializzazione e creazione del gruppo e l’efficacia dei risultati che il gruppo si prefigge di ottenere.

Scegli di costruire un 2009 straordinario

noi gioco-lavoriamo

Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 28-10-2008

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Come possiamo godere del nostro “lavorare” quotidiano? Come possiamo estrarre gioia dalle ore che trascorriamo svolgendo il nostro lavoro?
Ciò che possiamo fare è far diventare il lavoro il nostro rituale quotidiano…
Cominciamo a mettere attenzione, a lavoro “dobbiamo” andare comunque, che ti piaccia o no, allora possiamo scegliere introdurre l’amare, il gioco, l’attenzione, l’entusiasmo che ci consentirà di estrarre il frutto che desideriamo e di poter estrarre quanta più gioia possibile dal nostro giorno.
Il godimento accade quando scegliamo di creare il nostro futuro nel presente che viviamo con la ricchezza del passato… in ogni momento abbiamo la possibile di scegliere come costruire la nostra vita, quali colori utilizzare per renderla proprio come desideriamo.
Quando scegliamo di amare il lavoro che facciamo, quando riusciamo ad amare il modo con cui navighiamo la vita allora scegliamo di iscriverci al club dei gaudenti e decidiamo di estrarre gioia dal nostro giorno e dalle azioni della nostra esistenza. Quando scegliamo di dare attenzione alla nostra vita stiamo attenti e cominciamo a giocare seriamente, il lavoro si trasforma in un gioco importantissimo e straordinario.
Guardiamo giocare i bambini, sanno benissimo la differenza che passa tra il gioco e lo scherzo. Il gioco è l’arte della creazione, quando giochiamo siamo in armonia con noi tutti e contribuiamo al godimento universale, quando scherziamo stiamo provando piacere da soli e finiamo proprio per restare da soli e dividerci dall’altro.
Quindi il gioco è l’attività creativa per eccellenza, difficilmente mentre giochiamo possiamo distrarci. Quando ci distraiamo significa che ciò che stiamo facendo è poco importante per noi.
Per secoli l’uomo ha creduto che si debba sforzare per potersi guadagnare da vivere. L’associazione è stata quella tra il lavoro e lo sforzo, la fatica e la privazione del piacere e del divertimento. In natura lo sforzo è assente, ogni essere, ogni creatura: gli alberi, gli uccelli, il sole, le stelle, la luna? Eccetto l’uomo nessuna creatura pensa di doversi sforzare per portare a compimento qualcosa.
Chi sceglie di godere del proprio lavoro rendendolo un gioco, un rito ha compreso che la vita in sé è il gioco.
Il gioco consiste nella partecipazione della creazione… dell’universo, con l’universo e nell’universo.
E’ possibile creare con tutti e tutto: persone, animali, piante e cose, incontrate nella vita, dalla nascita fino alla morte di ciascuno. A noi tutti, testimoni dell’amore universale, ci è offerta l’opportunità di partecipare creando attraverso la scelta.
L’obiettivo del gioco della vita è arrivare vivi alla morte, giocando e creando con quante più persone possibili. Godendo di tutto ciò che facciamo…
Comprendendo che la vita è il gioco per eccellenza, possiamo giocare e creare in tutto quanto facciamo, mentre dormiamo, mentre muoviamo i nostri passi nel mondo, mentre condividiamo le nostre emozioni… e quindi godere anche del lavoro che diviene il nostro gioco lavoro.
Troppo spesso ci lasciamo distrarre dai pensieri e dagli altri, mentre parliamo la nostra mente, il nostro cuore e la nostra anima svolgono centinaia di altre attività, per fare una scelta coinvolgiamo genitori, mogli, figli, parenti, amici.
Dentro il nostro cuore-mente-anima risiede un NOI sconfinato. Quando abbiamo deciso di prendere parte al grande gioco della vita, scegliamo di essere presenti ed attenti al nostro tempo e le nostre azioni come il nostro lavoro diviene la nostra preghiera il nostro rito e quindi elemento indispensabile per consentirci di estrarre e realizzare la nostra gioia di vivere.
Quando abbiamo compreso questo, ogni riconoscimento è in-utile… Siamo già soddisfatti nel fare ciò che amiamo, quando arriveranno gli apprezzamenti saranno leggeri e semplici soffi nelle vele della nostra barca che ci conduce alla realizzazione della nostra vita.
Il nostro lavoro, il nostro tempo, le nostre azioni sono gli strumenti per celebrare la meraviglia della nostra esistenza…
da eMOTIONpnl Buon gioco lavoro a noi tutto/i

decidi di accrescere le tue capacità di comunicazione ed organizzazione delle risorse umane con le quali sei chiamato a realizzare i tuoi ed i loro desideri

la squadra… un NOI parte nel TUTTO

Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 18-10-2008

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Con questo articolo eMOTIONpnl approfondisce la questione già aperta e trattata in altri articoli sulla squadra e le dinamiche dei gruppi.
La squadra è un sistema che emerge superando la somma dei singoli individui, costituendosi come sistema che si individua in specifici valori, obiettivi ed azioni che la contengono ed stendono nella relazione col noi tutto/i.
La squadra è un NOI stessi, appunto una squadra, rispetto ad un NOI tutto/i universale.
È la capacità di attivare relazioni e scambio col NOI tutto/i che consente lo scambio, il nutrimento e la crescita dei singoli e della squadra. L’insieme diviene “unità”, il gruppo diviene un Unico, ponendosi come insieme psicologico e psicosociale.
La squadra di lavoro è l’espressione di “una pluralità in interazione” legate dallo scopo, la mission che diviene punto alfa ed omega del sistema stesso. L’insieme è un soggetto vivo e attivo, ha funzioni che ne permettono la sopravvivenza, ha modalità di sviluppo, ha regole omeostatiche, ha un’organizzazione.
La squadra è il soggetto nuovo che si individua e differenzia dal suo ambiente e si attribuisce qualità ed azioni… i membri della squadra hanno una duplice identità che li caratterizza come singoli e come parti dell’identità della squadra.
Quindi possiamo dire che la quadra come sistema è quel particolare insieme di relazioni storiche, dinamiche, spaziali, fra le componenti che compongono un NOI STESSi più grande. La squadra possiede qualità proprie difficilmente riconducibili alle sue parti. L’insieme delle relazioni tra le parti tende all’autorganizzazione attraverso un’articolazione che presenta differenti aspetti:
-unità e molteplicità
-identità e differenziazione
Apertura e chiusura del sistema
La squadra contiene in essa l’idea di unità e di molteplicità, che in linea teorica tendono ad essere mutualmente escludentesi. Il molteplice è visto disgregato e differenziato; l’uno, l’aggregato e l’uniforme.
NESSUNO DI NOI E’ COSI’ BRILLANTE COME POSSIAMO ESSERLO NOI TUTTI
Una squadra che possiamo definire efficace si costituisce a partire da una mission, uno scopo chiaro e ben definito.
I risultati finali che si attendono e costruiscono sono:
-un livello ottimale di produttività
-ed un morale e livello relazionale che consento il fluire delle emozioni tra i membri della squadra.
I mezzi per riuscire a soddisfare questi fini sono l’autorità , le relazioni e la comunicazione, flessibilità, riconoscimento ed apprezzamento.
Ciò che noi leader siamo chiamati a fare è creare uno scopo comune o una visione che aiuti ad orientare il la squadra verso il conseguimento degli obiettivi decisi.
Una visione comune spiega ai partecipanti della squadra il perché lavorano insieme, dà significato ed aiuta ciascuno ad allinearsi nella medesima direzione.
La visione, cioè il cosa la squadra è chiamata a realizzare crea fiducia ed ispira i componenti della squadra a proseguire verso la direzione decisa. Sapere dove stiamo andando ed avere i componenti della squadra orientati nella stessa direzione è fondamentale e questo step è solo l’inizio per la fondazione di una squadra efficace

SCOPRI COME ALLENARE LA TUA SQUADRA AL RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI INDIVIDUALI E COLLETTIVI

sul coaching eMOTIONpnl

Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 05-10-2008

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Qualcuno disse ci sono tre tipi di persone: quelle che realizzano le cose, quelli che stanno a guardare le cose accadere e quelli che si domandano cosa è successo…
Molti esseri umani dicono che vorrebbero una vita migliore, una professione più remunerata, relazioni più soddisfacenti, un corpo più sano… Cosa fanno di concreto? Rimango li a chiacchierare senza compiere alcuna azione, senza fare alcun passo per poter realizzare il futuro che dicono di desiderare.
Altre persone invece decidono cosa fare per avere ciò che desiderano: organizzano, pianificano agiscono per avere il proprio futuro come lo hanno disegnato e sognato.
Per chi si è stancato di lasciare i propri desideri alla stregua delle semplici chiacchiere ed ha deciso di realizzare la propria vita oggi può scegliere di affidarsi a persone che lavorano proprio per consentire questo.
Il coaching eMOTIONpnl è la soluzione, è lo strumento migliore per definire il piano d’azione per realizzare i propri desideri, il coaching è il mezzo per risvegliare il potere delle nostre emozioni e poter godere delle meraviglia della nostra esistenza.
È del tutto inutile dire e ripetere: “vorrei che la mia vita fosse migliore”, mi piacerebbe che i miei figli facessero quanto gli dico” “quanto sarei contento se i miei collaboratori mi ascoltassero”. Ripetere quotidianamente queste parole serve esclusivamente a creare un circolo vizioso di in-soddisfazione senza via d’uscita.
È la decisione di cambiare che consente ai nostri sogni di materializzarsi, è l’azione che consente di assaporare il gusto del sogno che diviene realtà, è solo agendo che possiamo sentire la forza della nostra coscienza trovare concretezza e realtà.
Il coach eMOTIONpnl è il professionista a cui affidarci per consentire che le nostre azioni svaniscano e far crescere l’entusiasmo e la passione per iniziare il viaggio verso il futuro che desideriamo avere. Il coach ha a cuore il nostro benessere, possiede gli strumenti e le tecniche per consentire il raggiungimento dei nostri obiettivi.
Il coach grazie alla sua presenza, alla sua professionalità, al suo carisma ed alle sue competenze ci ricorda che le nostre azioni trovano forza nella passione e nella fede verso noi stessi e verso i nostri sogni.
Il coaching eMOTIONpnl è un viaggio che si fa insieme (coach e cliente) attraverso isole inesplorate della nostra missione personale. Il coach ci consente di ri-conoscere le nostre convinzioni e credenze più profonde che possono essere il vantaggio o lo svantaggio per realizzare il nostro miglior futuro.
Il coach è la nave per salpare dall’isola dell’insoddisfazione, sfiducia e paura (luogo di partenza) verso l’ isola della realizzazione personale (luogo desiderato) per fare questo viaggio, il coach affianca il cliente esaminando le condizioni che desidera modificare ed elabora il miglior piano d’azione per guidare il cliente verso il luogo desiderato.
Ovviamente l’attore principale è il cliente è lui che esegue il piano d’azione deciso. Il coach eMOTIONpnl è il supporto ideale affinché si realizza quanto deciso insieme.
Per far questo bisogna aggiungere un altro ingrediente fondamentale nella relazione tra cliente e coach: la fiducia. Fiducia che deriva dalla straordinaria capacità di ascolto e competenza del coach eMOTIONpnl.
La relazione speciale che si istaura tra coach e cliente è il luogo relazionale in cui prendono vita i progetti personali e si partoriscono obiettivi avvincenti in modo consapevole, questa relazione è la linfa per nutrire talenti ormai inariditi e potenzialità atrofizzate.
Il coach eMOTIONpnl lavora per allenare la nostra persona, ci indica e ci guida verso il futuro che sogniamo avere.
Siamo noi a scegliere se essere attori o spettatori di questo meraviglioso gioco che è la vita…
E quindi buona visione a chi decide di essere spettatore e buon divertimento a chi ha deciso e decide adesso di giocare.

sulla riunione

Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 29-09-2008

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Le donne e gli uomini della formazione si trovano spesso a dover affrontare situazioni in cui sono tenuti ad accompagnare un gruppo di persone a risolvere un problema o a prendere una decisione. Ciò può avvenire sia durante la gestione dell’aula sia nelle fasi di preparazione dell’attività formativa, nei rapporti con il committente. Ad ogni nuova esperienze formativa il formatore si trova a gestire o accompagnare una dinamica nuova, che esula dallo specifico del suo intervento propriamente formativo, e che comunque è tenuto a risolvere o a facilitare. In queste situazioni il formatore può incontrare problemi nel gestire la discussione e nel portare il gruppo verso un livello accettabile di consenso. E’ per questa ragione che trovo molto importante riportare in questo articolo gli elementi essenziali di un modello particolarmente realista di presa di decisioni di gruppo che. Ritengo che la comprensione e la consapevolezza di come funzionano i processi di presa di decisione nei gruppi sia molto importante per saper gestire le situazioni reali che si presentano nella vita di un consulente o di un formatore, senza contare che il modello stesso può essere di ausilio a quei docenti che svolgono argomenti legati alla comunicazione e alla leadership e ai processi organizzativi più in generale.
Riflettiamo per un attimo su di una tipica situazione di riunione dentro a una organizzazione o tra organizzazioni diverse. In queste situazioni vi è un problema o un tema sul quale evidentemente va presa una soluzione o va manifestato una indicazione. La via più breve per passare dal problema alla sua soluzione sembra quella di discutere l’argomento e decidere quale soluzione sembra accettabile a tutti. Quando la discussione comincia, sembra che le persone siano d’accordo e l’immagine che molti di noi hanno della discussione è più o meno così.
Ogni persona esprime un punto di vista e segue una direzione di pensiero parallela, aggiungendo la propria idea a un’unica linea di pensiero.
Questo modello ideale di discussione lascia pensare che alla fine, una volta che i punti di vista di tutti sono stati considerati, la decisione può essere presa. Secondo questo modello, noi ipotizziamo che tutti i partecipanti ragionino seguendo una stessa linea di pensiero.
Nella realtà però le discussioni spesso non funzionano così. Più spesso, man mano che ognuno apporta il suo contributo, il tema della discussione diventa sempre meno chiaro. Le diverse persone sembrano seguire linee di pensiero diverse, e queste linee di pensiero sembrano addirittura allontanarsi sempre di più le une dalle altre.
In questi momenti sembra che i diversi partecipanti siano distanti miglia gli uni dagli altri. Una decisione comune sul problema in questione sembra impossibile da raggiungere.
Potrebbe sembrare che questo risultato sia l’indicatore di una scarsa capacità del conduttore dell’incontro, e questo è ciò che sentite spesso dire. La riunione è stata gestita male e i diversi partecipanti si sono allontanati più di quanto lo fossero all’inizio dell’incontro. È questa è spesso una descrizione poco precisa di quello che è successo.
Il fatto osservato, che le persone seguono il proprio percorso e che è evidente che sono in disaccordo, è effettivamente avvenuto. Ciò che non è corretta è l’ipotesi su cui si fonda: che tutti fossero d’accordo all’inizio della discussione. Ciò che è successo è che via via che le persone hanno espresso le proprie idee, è emerso che in realtà nelle riunioni le persone sono in disaccordo su molte cose. Questo processo di divergenza è un naturale effetto del condividere le nostre differenti idee su una situazione.
In una riunione ben riuscita ai partecipanti è permesso di esprimere questi disaccordi. E’ opportuno quindi assicurare che queste differenze siano messe a confronto in modo adeguato durante la discussione. Riunioni in cui il gruppo sia messo in grado di confrontare le differenze e di arrivare comunque a una decisione comune producono soluzioni durature. Riunioni in cui le differenze si nascondono producono semplicemente potenziali motivi di confusione e di conflitto futuri. Questa è la ragione per cui una riunione sembra a volte andare bene, e le persone sembrano d’accordo, ma alla fine tutto rimane come prima e le azioni decise rimangono semplici parole.
Una soluzione valida e praticabile per le riunioni quindi deve tenere conto di questa naturale tendenza delle persone ad avere punti di vista, interessi, preoccupazioni diverse, e a venire alle riunioni con mandati e obiettivi differenti. Abbiamo bisogno di un modello di presa di decisioni di gruppo che tenga conto di quel che succede nella vita reale.

Una riunione efficace avrà quindi un periodo di divergenza nel quale le differenti idee, punti di vista e sottostanti priorità dei diversi partecipanti sono portate in superficie e analizzate. Avrà anche bisogno di una fase di convergenza nella quale i diversi contributi sono messi insieme, alcune idee sono analizzate e per il momento riposte o le decisioni rimandate a una successiva analisi, altri punti di vista sono discussi per verificare somiglianze o per scoprire addirittura che sono le stesse posizioni espresse in modo diverso. Altre idee, ancora, sono oggetto di una sottile negoziazione tra i diversi partecipanti per arrivare a un accordo, presente o futuro. Alla fine, se la riunione avrà successo, ci sarà una decisione comunemente accettata, basata sulle reali e legittime differenze tra i partecipanti all’incontro.