trasforma i tuoi desideri in obiettivi
Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 21-02-2009
Tag:coaching, formazione, team building
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Abitare il tempo è la possibilità per navigare la propria vita reggendo il timone delle proprie azioni.
Se evitiamo di scegliere e decidere saranno gli altri a farlo per noi…
Quante volte ci capita di organizzare la nostra giornata, programmare il nostro tempo e poi finire col lasciare ad altri la gestione delle nostre ore?
Continua a leggere e dimmi se ti è mai capitato quanto segue:
sei in ufficio e stai svolgendo i compiti che avevi deciso… quando un collega totalmente occupato dai suoi pensieri e dalle sue preoccupazioni si presenta davanti la tua scrivania chiedendoti di aiutarlo a fare un’altra cosa. Molli lì il tuo lavoro… abbandoni la tua organizzazione e lasci che altri occupino il tuo tempo… Mentre lo stai seguendo per dare il tuo apporto e contributo, squilla il telefono e resti al telefono per altri 5/10 min… Al contempo un altro collega ti chiede come procede il lavoro che stavi svolgendo 20 min. prima dato che tra 15 min avete una riunione molto importante…
Le emergenze si sommano, le priorità si accavallano, ed alla fine si genera una gran confusione. Il tempo che avevi programmato e pensavi di possedere lo hai sperperato e svenduto ad altri e sopra ogni cosa a poco prezzo…
Prima di parlare di priorità… urgenze… programmazione ed organizzazione è fondamentale avere ben chiaro cosa si vuole chiedere alla vita.
Quindi come possiamo formulare in maniera efficace un obiettivo che possa essere realizzabile?
-specifico: esplicitato in positivo (cosa..quanto..entro quando)
-decisivo : che dipendente cioè dalla propria responsabilità
-attrattivo: essere come un magnete che attrae verso di se le nostre azioni… se la mattina ci alziamo e siamo entusiasti di dedicare le nostre ore alle nostre azioni per utilizzarle al fine di raggiungere ciò che abbiamo deciso di avere, allora siamo attratti dal nostro obiettivo.
-realistico: l’obiettivo è efficace se da un lato è attraente e sognante… dall’altro è comunque reale… tangibile deve in qualche modo avere le fondamenta per poter erigere la nostra cattedrale.
-misurabile: più che dire voglio più tempo da dedicare alla famiglia, agli amici, a noi stessi, l’obiettivo è fondamentale specificare quanto tempo, ad esempio 1 giorno la settimana… altrimeti lasciamo vago il nostro obiettivo e perdiamo la chiarezza per determinare il nostro tempo.
-scadenzato: diamo un termine ai nostri obiettivi, segniamo nel tempo la meta… la domanda a cui rispondere è: entro quando voglio realizzare…
-ecologico: cioè in armonia e fecondante per il sistema che abitiamo e viviamo “per noi stessi – per gli altri – per noi tutto-i”
-scritto: scrivere i nostri obiettivi è l’azione determinante per poterli realizzare… scrivere i nostri desideri e formularli secondo le caratteristiche sopra espresse è la condizione senza la quale l’obiettivo rimane semplicemente un buon proposito con poche possibilità di concretizzarsi e materializzarsi in azioni costanti e continue.
Utilizza queste indicazioni per fare della tua vita ciò che desideri… a noi la scelta… per noi le emozioni che ci consentono di navigare la vita, a noi la scelta per decidere di fare della nostra vita una splendida opera d’arte.


Per ottenere ciò che desideriamo basta concentrarsi sulle attività che ci consentono di ottenere buoni risultati evitando di sperperare le nostre risorse (tempo, denaro, forza…) in attività a bassa produttività.
Lo stato naturale delle cose sul pianeta terra è l’abbondanza. Osservando la natura notiamo la straordinaria capacità di ri-crearsi. Ogni luogo sulla terra è colmo di vita: piante, animali, insetti ed uccelli. Persino nel deserto e nei luoghi più inospitali c’è un’incredibile ricchezza di vita. Un chiaro esempio riguarda le città del passato che furono abbandonate dalla civiltà e riconquistate dalla natura.
Abbiamo più volte affermato che il comportamento è una parte importantissima dell’azione di comunicazione.
la responsabilità fondamentale di chi gestisce una riunione è far si che essa funzioni tanto da giungere a risultati concreti e condivisi.
La comunicazione è il processo principe che consente il funzionamento e lo sviluppo del gruppo di gioco lavoro garantendo lo scambio di informazioni finalizzato al raggiungimento dei risultati del singolo e del collettivo.
Come possiamo godere del nostro “lavorare” quotidiano? Come possiamo estrarre gioia dalle ore che trascorriamo svolgendo il nostro lavoro?
Con questo articolo eMOTIONpnl approfondisce la questione già aperta e trattata in altri articoli sulla squadra e le dinamiche dei gruppi.
Qualcuno disse ci sono tre tipi di persone: quelle che realizzano le cose, quelli che stanno a guardare le cose accadere e quelli che si domandano cosa è successo…
Le donne e gli uomini della formazione si trovano spesso a dover affrontare situazioni in cui sono tenuti ad accompagnare un gruppo di persone a risolvere un problema o a prendere una decisione. Ciò può avvenire sia durante la gestione dell’aula sia nelle fasi di preparazione dell’attività formativa, nei rapporti con il committente. Ad ogni nuova esperienze formativa il formatore si trova a gestire o accompagnare una dinamica nuova, che esula dallo specifico del suo intervento propriamente formativo, e che comunque è tenuto a risolvere o a facilitare. In queste situazioni il formatore può incontrare problemi nel gestire la discussione e nel portare il gruppo verso un livello accettabile di consenso. E’ per questa ragione che trovo molto importante riportare in questo articolo gli elementi essenziali di un modello particolarmente realista di presa di decisioni di gruppo che. Ritengo che la comprensione e la consapevolezza di come funzionano i processi di presa di decisione nei gruppi sia molto importante per saper gestire le situazioni reali che si presentano nella vita di un consulente o di un formatore, senza contare che il modello stesso può essere di ausilio a quei docenti che svolgono argomenti legati alla comunicazione e alla leadership e ai processi organizzativi più in generale.
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