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il tempo è denaro

Già da qualche tempo è sempre più frequente sentir parlare di gestione del tempo, “time management” proprio come se il tempo fosse un capitale economico da amministrare con oculatezza. Gli anglosassoni che conoscono molto bene il valore del tempo hanno, per l’appunto, coniato il termine time...

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6-7 Giugno Master L’arte di guidare un team vincente.

Posted by Promseller | Posted in Blog, Eventi | Posted on 14-05-2009

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Strumenti e tecniche per condurre al massimo la nostra squadra di lavoro.logo_emotion_cerchio

Focus del seminario

  • Acquisire strumenti per sviluppare la leadership, definire gli obiettivi aziendali e personali, comprendendo come rispondere efficacemente alle richieste prodotte dal continuo cambiamento ed evoluzione del mercato.

Obiettivi del seminario

  • Analizzare l’organizzazione che si guida facendo il punto della condizione attuale in base ai risultati ottenuti
  • Comprendere i ruoli che viviamo attraverso il ruologramma
  • Apprendere l’arte di guidare ed allenare efficacemente il nostro team di gioco-lavoro
  • Analizzare le caratteristiche emotive della propria squadra di lavoro ed il proprio stile di leadership
  • Conoscere le dinamiche relazionali del gruppo
  • Scoprire le opportunità del gioco-lavorare insieme, affrontare i conflitti per farne opportunità di crescita.

Per info e prenotazioni contattaci


Agisci e realizza ciò che desideri

Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 02-05-2009

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azioneArriva il momento in cui è necessario muoverci, agire, lavorare, fare il primo passo. L’azione è il principio essenziale per la realizzazione di qualsiasi opera d’arte.
Il sogno più entusiasmante ed innovativo resterà sempre nella nostra mente, fin quando scegliamo di dare movimento alla nostra volontà consentendone la realizzazione. Per realizzare qualsiasi sogno o desiderio è fondamentale CREDERE e sopra ogni cosa AGIRE. Per ottenere i risultati che desideriamo bisogna agire e le persone che si muovono in funzione di determinati obiettivi sanno che agire immediatamente è l’unico sistema per fare della propria vita una splendida opera d’arte e permettere ai desideri di materializzarsi.
Quante volte ci capita di dire:
• Domani lo farò (probabilmente poi ci è sfuggito di mente, o siamo stati presi da altre priorità)
• Domani inizierò la dieta (magari il giorno dopo siamo stati coinvolti in una festa e quindi abbiamo finito per disperdere i buoni propositi della dieta).
• Prima o poi scriverò un libro (il modo più semplice è iniziare a scrivere, è così che possiamo renderci conto di come le piccole azioni sono i passi verso la realizzazione dei grandi sogni).

Leggiamo la storia che segue, ci consentirà di comprendere meglio:
un giorno un agricoltore disse a sua moglie: “domani arerò il campo ovest”.
Il mattino successivo uscì per lubrificare il trattore, ma gli mancava l’olio ed andò al negozio a procurarlo. Lungo la strada notò che i maiali dovevano ancora avere il proprio nutrimento e così cambiò direzione andando a prendere il granoturco nel granaio.
Quando giunse là vide dei sacchi che gli ricordarono che bisognava mettere le patate a germogliare, ragion per cui si avviò verso la buca delle patate. Per strada scorse il deposito della legna e si ricordò che aveva promesso di portarne un po’ a casa. Prima però, doveva tagliarla ed aveva lasciato l’accetta nel pollaio. Andando in cerca dell’accetta incontrò la moglie che dava da mangiare alle galline. La moglie dissè al marito: “hai già arato il campo ovest?”. Il maritò scattò su tutte le furie e gridò: “finito???..ancora devo iniziare!!!”.

Uno dei maggiori sprechi in termini di risorse (tempo, denaro, energia fisica) consiste nel rimandare, e procrastinare le decisioni e le azioni.
Quante energie perdiamo nel chiederci se riuscirò, se saremo o meno in grado di fare qualcosa.
È molto più economico e produttivo dirsi: “sicuramente sono in grado di cogliere la massima ricchezza da questa esperienza”.
Nell’agire si condensa uno straordinario mix di energia, forza, magia, entusiasmo e meraviglia che ci consente di accrescere la nostra coscienza e di condurci verso i meravigliosi orizzonti della realizzazione della nostra meraviglia.
Qualsiasi cosa noi possiamo fare, o pensiamo di fare, cominciamo a farla adesso. Una volta che abbiamo dato direzione alla nostra volontà, la nostra mente si divertirà ad inseguire il sogno e le nostre azioni saranno i pilastri ed i mattoni che ne consentono l’edificazione.
Quando decidiamo di fare qualcosa smettendo di rimandare continuamente, scatta in noi un meccanismo attraverso il quale si sviluppa un’energia straordinaria. Ci sono persone che hanno un’energia invisibile.
Cosa la genera?
L’azione stessa!

decidi adesso di realizzare la tua ricchezza scopri i nostri percorsi per estrarre dal nostro giorno quanta più ricchezza possibile…

4-5 Aprile Master “LA RIUNIONE”

Posted by Promseller | Posted in Eventi | Posted on 18-03-2009

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riunioneDue giornate di formazione straordinaria insieme a Renato Gervasi e Daniele Cutroni per scoprire come sviluppare ed utilizzare al meglio lo strumento principe per raggiungere i nostri obiettivi e sinergizzare le potenzialità del nostro team di lavoro. Verranno forniti gli strumenti migliori per rendere le nostre riunioni produttive al cento per cento. Capiremo come far circolare la parola, utilizzare i conflitti, attivare risorse e coinvolgere con metodo tutti coloro che collaborano alla realizzazione dei nostri progetti.

Obiettivi del master

- Riconoscere le difficoltà avute e le paure che ci hanno impedito di costruire riunioni efficaci:

- La riunione generale, definire obiettivi e strategie per ottenere la migliore comunicazione

- La riunione individuale, creare e sviluppare un progetto per ogni collaboratore

- La riunione direttiva e la riunione partecipativa

- Comprendere come organizzare le riunioni

- Cordinare le riunioni, leadership e gestione della squadra

- Costruire la nostra riunione, simulazione e teatralizzazione delle nostre riunioni.

Immagine anteprima YouTube

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7 e 8 Febbraio 2009 Master deluxe “L’arte di Comunicare”

Posted by Promseller | Posted in Eventi | Posted on 03-02-2009

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Scopriremo come utilizzare al massimo la comunicazione verbale,paraverbale e comportamentale. Comprenderemo come utilizzare il linguaggio, il tono, il timbro ed il volume della voce per essere incisivi e mantenere interesse ed attenzione. Essere disinvolti e rilassati restando sempre nello stato d’animo più funzionale.
Obiettivi del master:
- apprendere l’arte di comunicare e vendere le nostre idee;
- comprendere l’importanza dell’ascolto
- scoprire la mappa dei bisogni e dei desideri
- coinvolgerci in progetti comuni.

le domande nelle negoziazione…

Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 08-01-2009

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domandeOggi vogliamo occuparci delle parole, cosa esse significano e del processo della comunicazione.
Le parole sono il contenuto della comunicazione. Nei precedenti articoli eMOTIONpnl ha trattato con maggiore frequenza il processo di comunicazione, oggi vogliamo comprendere come usufruire del contenuto e quindi delle parole nel processo di comunicazione.
Alfred Korzybsky e Noam Chomsky, i nostri bisnonni riguardo gli studi dei processi di linguaggio e della comunicazione, evidenziarono che la mappa che abbiamo della realtà è differente dalla realtà stessa, in quanto quest’ultima è più estesa di ogni singola mappa personale di ogni individuo. Ciò significa che, ad esempio, la parola gatto è differente dalla parola gatto siamese bianco che sta facendo le fusa. Un gattino può anche essere quel batuffolo che siamo abituati ad immaginari come può anche essere quel piccolo gatto spelacchiato o quell’animaletto pelle ed ossa che graffia.
Chomsky al riguardo ha aggiunto l’idea che mappe impoverite ed inadeguate della realtà sono il risultato dei nostri scarsi processi di percezione.
Utilizzare le domande per comprendere la mappa del nostro interlocutore significa utilizzare la chiave contenuta in queste seguenti tipologie di domande:
domande che chiariscono nomi e verbi non specificati;
domande che chiariscono i condizionali “dovrei”, “vorrei”, “non potrei”;
domande per comprendere le generalizzazioni;
domande per comprendere i comparativi raffrontandoli a qualcosa

domande per i nomi non definiti:
questa domanda è utilizzata per definire i nomi/termini non definiti.
Se tre persone stanno discutendo sulla produttività, questo termine avrà tre significati diversi. Ad esempio per la prima persona stanno discutendo dell’aumento di macchinari, per la seconda fare più prodotti con gli stessi macchinari, per la terza potrebbe significare un aumento della componente umana. Ecco quindi necessaria una definizione valida e condivisa per tutti i partecipanti alla conversazione altrimenti l’accordò sarà contrastato ed impedito dall’incomprensione reciproca.
La parola produttività è un nome non specificato e quindi abbiamo bisogno di utilizzare la prima domanda per riconoscere il nome e quindi chiedere: “quale produttività specificatamente?”. Questa tipologia di domanda rende molto specifica la nostra comunicazione sciogliendo i possibili nodi ed intoppi nel prosieguo della comunicazione.
Domanda per i verbi non definiti: una volta che siamo stati di togliere il grasso dai nomi con la domanda sopra specificata andiamo ai verbi.
La prima domanda per indagare i verbi è chiedere “come specificamente?” ad esempio: “preparerò una relazione per domani” ci verrà da chiederci come sarà questa relazione, quindi per avere maggiore informazioni chiederemo come sarà specificatamente questa relazione.
Domande per le regole: queste sono domande particolarmente utili quando ci troviamo nella conversazione parole del tipo “dovrebbe”, “devo”, “non posso” “dovrei”. Per la linguistica questi sono operatori modali ed indicano regole che possono esserci oppure no.
Regole e limitazioni sono come staccati che costruiamo attorno alle nostre possibili azioni. Al di là dello steccato , cioè al di fuori l di là dello steccato , cioè al di fuori della nostra consapevolezza, vi sono tanti altri comportamenti possibili che ignoriamo una volta che siamo preda delle limitazioni.
Di fronte ad un “non dovrei…” la domanda da fare è: “che cosa succederebbe se……”.
Le domande chiarificatrici sono appuntite come lance ed è meglio porre tra esse ed i destinatari una sorta di cuscinetto (softener): “mi domando che cosa specificamente vuoi significare dicendo…” oppure “ti spiacerebbe dirmi come specificatamente…”, è fondamentale osservare le reazioni dell’interlocutore: potremmo perdere il rapporto.
Domande per le generalizzazioni: queste domande funzionano per verificare o smentire la veridicità delle generalizzazioni. La generalizzazione è un processo del pensiero naturale che ci mette in grado di aprire porte ed usare maniglie senza doverci pensare ogni volta, sono degli automatismi.
Nella vita di tutti i giorni, una volta appreso da piccoli a che serve una maniglia e come si apre una porta, generalizziamo questa informazione per tutte le porte che incontreremo nella nostra vita, aprendole semplicemente senza pensarci su. Le nostre mani hanno imparato tutto su maniglie e porte e noi generalizziamo teli informazioni.
È quindi ovvio che le generalizzazioni devono funzionare nella realtà: sarebbe poco produttivo ri-imparare ogni volta come aprire una porta o come girare una maniglia.
Occorre sapere che ci sono generalizzazioni che creano fastidi e limitano il nostro comportamento.
Infatti la nostra tendenza è quella di generalizzare le nostre esperienze per rendere automatico il processo decisionale, decidiamo di conseguenza che tutte le esperienze saranno simili in futuro. Se abbiamo avuto un capo ufficio difficile, tenderemo a generalizzare la credenza che tutti i capi ufficio sono persone scorbutiche e difficili. E così credendo questo tenderemo a ricreare la realtà difficile che crediamo. Inneschiamo un circolo vizioso che si autoalimenta e riproduce.
Quando generalizziamo, ignoriamo le eccezioni.
Parole come tutti, ognuno, sempre, ci avvertono che ci troviamo di fronte ad una generalizzazione. Tali espressioni sono bugie e semplici generalizzazioni. Tutti, mai, sempre, chiunque, essi… nascondono generalizzazioni che distorcono la comunicazione e la nostra comprensione…
Domande per i comparatori: usiamo queste domande quando ci troviamo di fronte a parole come meglio, peggio, più facile…
Usiamo queste domande quando l’informazione in-espressa e contenuta nelle parole sopradette influenzano sulla riuscita dell’obiettivo.
Se udiamo: “è meglio fare questo” dovremmo domandarci “meglio di che cosa?”
Nella misura in cui la domanda solleciterà l’informazione che vogliamo.
Quando iniziamo una riunione abbiamo necessità di avere a disposizione le nostre preziose domande per chiarire la nostra posizione e la comprensione del discorso. Una comunicazione fraintesa è del tutto inutile per il raggiungimento dei nostri obiettivi.
Ognuno di noi ha un linguaggio, basato sulle proprie esperienze. Questi linguaggi hanno lo stesso suono, ma i significati che abbiamo dato ai suoni sono differenti.
Le nostre esperienze passate colorano i significati delle nostre parole in modo tale che il fraintendimento è facile. E così scopriamo che i fraintendimenti costano tempo, denaro e risorse. Capire cosa gli altri vogliono e quello che noi vogliamo dagli altri riduce i tempi nell’esecuzione dei lavori e l’efficacia delle nostre azioni.
Le domande sono il principio di ogni processo di negoziazione

Scopri come negoziare e comuniare

fisiologia ed eccellenza

Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 05-12-2008

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Il metodo eMOTIONpnl afferma che una delle vie per ottenere ottimi risultati dalle nostre azioni è l’utilizzo e l’ottimizzazione della nostra fisiologia… uno dei modi per influire sulla nostra fisiologia consiste nel cambiare la modalità di utilizzazione del proprio corpo, dei propri muscoli, del proprio portamento, delle proprie espressioni facciali e della propria respirazione. È presupposto essenziale nutrire il proprio corpo, depurarlo, coccolarlo in quanto ciò che nutre il nostro corpo è l’essenza dell’enegia biochimica .
È esperienza provata che se la nostra biochimica è sconvolta anche le nostre rappresentazioni interne della realtà risultano alterate, e distorte, sconvolgendo il sistema al punto che diventa assai improbabile utilizzare in maniera ottimale la forza della nostra fisiologia.
Possiamo possedere la più bella e prestante automobile… se il carburante che utilizziamo è di scarsa qualità o alterato anche le prestazioni dell’automobile risultano inefficaci e scadenti.
Questo significa che tanto maggiore è il nostro livello energetico, tanto più efficiente sarà il nostro funzionamento biochimico, tanto più efficiente sarà il nostro comportamento e l’efficacia delle nostre azioni e quindi tanto migliori saranno i risultati che otteniamo.
La nostra esperienza sull’utilizzo del corpo e della fisiologia è che riusciamo a rigenerare l’energia e la forza del nostro organismo tanto da essere in grado di dirigere un seminario di 10 ore, andare a letto alle due di notte e svegliarci dopo 5 o 6 ore di sonno carichi di energia, di forza e vitalità. Se il nostro sangue fosse colmo di scorie, se il nostro livello energetico fosse sconvolto, sfrutteremo al massimo un’energia limitata, mentre al contrario la nostra è tale da permetterci di mobilitare tutte le nostre capacità fisiche e mentali tanto da ottenere performance straordinarie e per lunghi periodi.
Il primo strumento per ottimizzare mente-corpo-anima è il potere del respiro.
Fondamento della salute è una circolazione sanguigna sana. Per consentire una ottimale circolazione sanguigna è essenziale utilizzare al meglio la respirazione per consentire il nutrimento e l’ossigenazione delle cellule del nostro organismo.
Il secondo strumento è ingerire alimenti ricchi di acqua. Il nostro pianeta è coperto per i 70% da acqua, il nostro corpo è composto per l’80 % di acqua e l’acqua è cosa buona che sia presente in larga misura nella nostra dieta, questo si traduce con una dieta ricca di frutta e verdura. Questi alimenti consentono di depurare l’organismo rendendolo pronto per agire.
Terzo strumento per prepararci all’azione è quello di armonizzare al meglio gli alimenti che ingeriamo, sono combinazioni eccellenti quelle tra proteine e verdure povere di amidi, carboidrati e verdure povere di amidi… quando combiniamo e confondiamo la nostra dieta, andiamo ad aumentare l’acidità del nostro organismo rendendo il sangue ispessito e pesante producendo una cattiva circolazione sanguigna.
Al contrario armonizzare i nutrienti consente di energizzare l’organismo con un miglioramento evidente della circolazione sanguigna e potenziamento dell’energia biochimica dell’organismo.
Quarto principio mangiare il giusto quantitativo di alimenti per consentire la conversione in energia degli alimenti senza produrre appesantimento e stanchezza fisiologica…
Vogliamo mangiare tanto??…allora mangiamo il giusto così resteremo in vita per mangiare tanto…
Come confermano differenti ed approfondite ricerche scientifiche il modo migliore per allungare la durata della vita di un animale consiste nel ridurre il quantitativo di alimenti ingeriti in misura ottimale rispetto alle richieste energetiche dell’organismo dell’animale stesso.
Il quinto principio consiste nel consumare frutta in abbondanza.
La frutta è l’alimento perfetto: richiede il minimo di energia per essere digerito e restituisce al nostro organismo il massimo. L’unica sostanza chimica che alimenta il cervello è il glucosio; la frutta è composta in larga misura di fruttosio, facilmente convertibile in glucosio e quindi nel carburante ottimale delle nostre cellule neuronali; la frutta, in oltre, contiene il 90, 95% di acqua, il che significa che consente all’organismo di purificarsi e nutrirsi. Mangiare la frutta a stomaco vuoto consente l’ottimizzazione del potenziale di questo alimento.
Il sesto principio mangiare il giusto quantitativo di proteine. Giusto quantitativo sta ad indicare la migliore quantità di proteine per ciascun essere umano in funzione dell’attività e del consumo energetico dell’organismo in questione.
I 6 principi sopra esposti sostengono in sintesi il principio secondo il quale il nostro stato fisiologico condiziona le nostre percezioni ed i nostri comportamenti.
Immaginiamo come possiamo utilizzare efficacemente il nostro organismo e la nostra biochimica utilizzando i principi sopra esposti.
Come ci sentiamo ogni mattina iniziando le nostre giornate con 10 forti e pulite respirazioni, sentendoci pronti, gioiosi, in pieno controllo del nostro organismo, iniziando a mangiare alimenti sani, purificanti, ricchi di acqua, energetici, cominciando ad armonizzare gli alimenti in maniera appropriata ed ottimale per disporre del quantitativo energetico per agire e godere delle vita, andare la sera a letto con la sensazione di aver sperimentato una condizione di vitalità tale da permetterci di essere tutto ciò che vogliamo.
Se ci piace ciò che è scritto in questo articolo pensate che è alla nostra portata. Ciò che possiamo fare subito è iniziare. Impegno e costanza sono i pilastri su cui cominciare a costruire il nostro futuro.

Iniziamo adesso e così abbiamo deciso il nostro futuro.
Impariamo a godere dell’esistere e buon viaggio nel magico gioco della vita.

Condurre le nostre riunioni

Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 11-11-2008

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la responsabilità fondamentale di chi gestisce una riunione è far si che essa funzioni tanto da giungere a risultati concreti e condivisi.
L’abilità di chi guida il gruppo, la squadra ed anche il singolo nello stabilire gli obiettivi chiaramente, nell’ottenere il consenso dei partecipanti, nel rifiutare obiettivi nascosti dei singoli che distraggono e de focalizzano dalla meta del gruppo di lavoro, nel sapere porre le domande sulla rilevanza delle eventuali obiezioni al fine di mantenere la discussione centrata sugli obiettivi prescelti.
L’acutezza emotivo-sensoriale è lo strumento principe del metodo eMOTIONpnl, molto utile quanado si presiede e coordina una riunione. È il metodo che prescinde ogni azione e procedura per comprendere quale emozione viviamo e come utilizzare i sensi per comprendere la realtà e scegliere dove direzionare le proprie azioni. L’acutezza emotivo-sensoriale è una capacità che si allena attraverso sessioni di coaching o team building e ci consente di fare immediatamente il punto barca per comprendere dove siamo e decidere dove andare.
Ad esempio l’incongruenza fa riferimento all’evento in cui qualcuno dice si con le parole mentre la fisiologia e le emozioni comunicano altro, come disaccordo o disconferma. Se la bocca sorride ma sono freddi. L’incongruenza può essere esplorata ed utilizzata o ignorata e subita. Spetta a chi gestisce, coordina o guida decidere come utilizzare i segnali della comunicazione che riceve. Sarà anche la situazione nel suo aspetto generale a consentire il processo decisionale. Chi guida la riunione ha anche il compito di sommare, riassumere, ricapitolare ogni decisione importante.
Riassumendo e ricapitolando mettiamo in grado i partecipanti di capire a che punto siamo del processo decisione e di assunzione di responsabilità rispetto all’obiettivo finale.
Spetta a noi, che guidiamo il gruppo, gestire le obiezioni velocemente ed efficacemente. A questo scopo si possono utilizzare le domande sulla rilevanza dell’obiezione rispetto all’obiettivo finale della riunione. La domanda da fare è: “come è rilevante questo aspetto rispetto a quanto concordato all’inizio?”.
Se la rilevanza rimane confusa, l’obiezione e superata. Se invece chi pone l’obiezione porta chiarimenti e specificazioni rispetto alla coerenza tra obiezione ed obiettivo della riunione, allora è fondamentale trovare un livello condiviso di comprensione per consentire un nuovo sviluppo della riunione.
Le domande sulla rilevanza possono sembrare aggressive per chi le riceve. È fondamentale adeguare la schiettezza della domanda alla effettiva voglia di comprendere e trovare chiarimento dall’obiezione sollevata.
In ogni azione di coordinazione e conduzione del gruppo in riunione è indispensabile verificare la qualità del rapporto interpersonale tra i partecipanti ed il conduttore. Nel caso in cui alcune domando lo pongono a rischio è necessario ristabilirlo subito!
Nel caso sorgono problemi è fondamentale comprendere quali opportunità conservano e farle emergere.
Quindi identifichiamo il problema chiaramente, pensiamo e sentiamo cosa ci serve per risolverlo.
Di chi è il problema?
Se è degli ALTRI, meglio rinegoziare il contratto iniziale e l’accordo sugli obiettivi; ricreare i rapporti che si sono interrotti; offrire strumenti per procedere e trovare insieme soluzioni alternative e migliorative per ognuno di NOI.
Se il problema è NOSTRO…
Possiamo essere spaventati. Diciamoci allora che è inutile avere paura per condurre la riunione… andiamo nella nostra cassettina degli strumenti è riappropriamoci della nostra forma migliore, attingiamo all’attenzione, alla capacità empatica e di ascolto, ri-focalizziamo il nostro obiettivo personale e quello del gruppo.
Rimaniamo rispettosi di noi stessi e degli altri, applichiamo l’ascolto attivo, trasudiamo empatia, apprezziamo e valorizziamo i vari pareri espressi e portate il vostro punto di vista come fondamentale per la guida del gruppo.
Se perdiamo di essere sufficientemente assertivi, cadremo nella compiacenza fasulla. Per farvi benvolere lasciamo cadere la nostra leadership ed accetteremo per buono quello che ognuno dice…
Ho un sogno che voglio condividere ed è quello di ridurre uno dei nostri master sulla comunicazione da 2 giorni a 30 secondi:


“ esistono tre step per una comunicazione efficace e cioè che ci conduce a produrre il risultato atteso.
Il primo è avere chiaro cosa vogliamo noi.
Il secondo è ascoltare e comprendere cosa vuole la controparte.
Il terzo è condurci verso il territorio del noi tutti, dove entrambi possiamo vincere.
Ognuno di noi ha le capacità che servono. Tutto quello che possiamo fare, è di cambiare le nostre parole e comportamenti per godere della vita ed estrarre quanta più gioia possibile…”

il coach e le domande

Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 07-11-2008

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La concentrazione è uno strumento potentissimo per cambiare il modo di pensare, di percepire la realtà e di agire, per determinare la direzione delle nostre azioni.
Il gioco del coach consiste nel trovare i modi ed i mezzi per portare l’allievo/a a concentrarsi su ciò che vuole dalla vita, focalizzando il punto previsto e scelto insieme.
Il metodo è quello delle domande. Le domande hanno il potere di condurre l’attenzione su determinati argomenti di importanza sostanziale la specifica situazione.
In generale le domande sono alla base del Coaching, in quanto le domande che ci facciamo determinano la realtà che abitiamo.
Pensare significa farci delle domande e trovare delle risposte.
La difficoltà di molti di noi è quella di sconoscere l’efficacia/inefficacia delle domande che ci poniamo.
È la capacità di porci le domande appropriate a consentirci di orientare le azioni da compiere verso gli obiettivi che ci simao prefissati.
Ad esempio, c’è una grande differenza tra chiedersi:
perché non riesco a guadagnare di più?
E chiederci invece:
come possiamo fare a guadagnare di più?
Queste domande più che essere giuste o sbagliate in sé portano la nostra attenzioni su soluzioni differenti con efficacia e risultati anche economici differenti.
La prima si concentra sulle ragioni di una situazione rappresentata nel suo aspetto di impotenza (il fatto di “non” riuscire a guadagnare dipiù); la seconda domanda focalizza l’attenzione sul come sia possibile realizzare un determinato risultato, opportunamente espresso in forma affermativa: guadagnare di più.
La seconda domanda ha in sé la potenza, il seme del piano d’azione che ci condurrà a guadagnare quanto desideriamo: contiene un obiettivo e la necessità di individuare le modalità per la realizzazione, a differenza della prima, che contiene certamente un impulso conoscitivo senza comunque la proiezione verso il futuro desiderato.
Ponendo domande al cacao possiamo costruire una vita di cioccolata
Il coach eMOTIONpnl utilizza la programmazione neuro linguistica per stimolare i propri allievi attraverso domande mirate, precise e ben calibrate per focalizzare l’attenzione ed ottenere il meglio da noi tutti.
Self coaching:
che cosa nella mia vita mi rende felice?___________________________________
di cosa sono fiero?____________________________________________________
di cosa sono grato?____________________________________________________
in cosa sono impegnato oggi?____________________________________________
che cosa nella mia vita mi appassiona oggi?________________________________
come farò la differenza oggi?____________________________________________

esiste il vento che ci condurrà verso dove abbiamo deciso andare

materializzare la coscienza

Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 04-10-2008

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L’unica differenza tra essere in grado o meno di realizzare i propri sogni consiste nella capacità di comunicare con noi stessi in modo da indursi all’azione stabilendo, a dispetto di tutte le paure possibili, quello che deve succedere. La comprensione che ne deriva è che noi possiamo fare in pratica ogni cosa, purché abbiamo il coraggio di credere che possiamo intraprendere azioni efficaci e farle davvero.
Quanto detto conduce ad una sintesi di fondo: il successo delle nostre azioni è frutto di un processo intenzionale e cosciente di creazione del futuro immaginato ed agito nel presente divenire.
Vi sono coerenti, logici moduli di azione, strade specifiche che portano all’eccellenza, strade che sono qui dinanzi a noi tutto/i… a noi la scelta se intraprenderle o lasciare che altri le scelgano al posto nostro.
Tutti noi abbiamo la possibilità di liberare la magia che è dentro di noi che attende sono le azioni per potersi materializzare; quello che possiamo fare è accendere la scintilla che consente di azione cuore-mente-anima-corpo nei modi più potenti e vantaggiosi per consentire la materializzazione della coscienza.
“eMOTIONpnl lavora proprio al processo che conduce ogni partecipante al grande gioco della vita ad estrarre il meglio da se stesso e che gli consente di materializzare i propri pensieri e le proprie idee”.
Vi siete mai chiesti cosa hanno in comune esseri umani come Martin Luter King, Steve Jobs, Bill Gates e tutti coloro che hanno dimostrato che materializzare grandi progetti è realmente possibile?
Questi sono stati in grado di persuadersi ed intraprendere azioni coerenti ed efficaci volte alla realizzazione dei propri sogni.
Ma cosa li induce ogni giorno ad impegnare ogni loro risorsa in quello che fanno?
- La passione, le persone sopra dette hanno scoperto un motivo, uno scopo infiammante, esaltante quasi ossessivo, che le ha spinte e che li spinge a fare, a crescere, ad essere sempre di più. Questo scopo è il fine ed il combustibile allo stesso tempo. Impossibile avere successo senza passione, senza quella spinta forte, che viene da dentro, dal cuore e che conduce al cuore di noi tutti. È la passione che consente di utilizzare 365 gg. l’anno, ogni istante, ogni momento, ogni relazione, ogni parola, ogni gesto per potersi avvicinare alla meta sognata e decisa.
[l’arte del decidere è il master che ci consente di liberare e scoprire questo potere incredibile]
- La fede, tutti noi abbiamo esperienza di come le religioni utilizzano il potere della fede. Le persone che hanno successo e che realizzano grandi progetti, differiscono dal resto delle persone proprio per le credenze e per la fede verso ciò che hanno intenzione di realizzare. Come abbiamo in altri articoli descritto: quello che crediamo è quello che viviamo. Passione e fede sono i due combustibili per attivare l’eccellenza.
- La strategia, per strategia si intende un modo per organizzare le risorse. La strategia è la consapevolezza che anche i talenti e le ambizioni migliori devono trovare la giusta strada per realizzarsi. Ronald Reagan ha sviluppato certe strategie di comunicazione di cui si serve in modo coerente per ottenere i risultati cui aspira.
- I valori chiari, i valori sono giudizi fondamentali, di ordine etico, sociale e pratico che formuliamo circa ciò che davvero conta. I valori sono specifici sistemi di credenze relativi a quello che è bene o male per la nostra esistenza. Sono i giudizi che formuliamo in merito a ciò che rende la vita degna di essere vissuta.
- L’energia, è il travolgente, gioioso impegno che ci conduce ogni giorno a realizzare le azioni per ottenere ciò che abbiamo deciso avere. Chi ha realizzato qualcosa di importante hanno approfittato delle occasioni e se le sono create. Il grande successo è inseparabile dall’energia fisica, intellettuale e psichica che ci consente di ricavare il massimo da ciò che la vita ci dona.
- Il noi, le persone che hanno successo hanno in comune la straordinaria capacità di istituire legami con altri, di sviluppare relazioni con individui di ogni tipo, razza, religione e cultura. Le grandi azioni di M. L. King, Gandhi, Kennedy, si devono al fatto che sono sati capaci di istituire legami inter-dipendenti con altri milioni di esseri umani. il massimo successo si ottiene espandendo il proprio cuore consentendo di comprendere le diversità dell’umanità.
- La comunicazione, dulcis in fundo il nodo che consente di intrecciare i punti sopra detti in modo davvero straordinario la comunicazione. Il modo in cui comunichiamo con noi stessi e con noi tutti determina la qualità della nostra vita. Le persone che hanno materializzato la propria coscienza sono coloro che sono stati capaci di raccogliere le avventure che l’esistenza dona loro ed a comunicare queste esperienze a loro stessi in modo da cambiare favorevolmente le cose. Falliscono coloro che, di fronte alle avversità della vita, le accolgono con me limitazioni. Gli individui che plasmano ed evolvono le nostre esistenze e le nostre culture sono anche maestri della comunicazione col noi tutti. L’elemente che le contraddistingue è la capacità di trasmettere la visione, l’aspirazione, la gioia di vivere, la mission. Il potere della comunicazione è ciò che rende grande un genitore, un artista, un uomo politico, un insegnante.
[scopri il potere della comunicazione nel master l’arte di comunicare e vendere le proprie idee]

la differenza che fa la differenza

Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 22-09-2008

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Quanti di noi considerano la diversità del nostro compagno di squadra come un carisma da utilizzare, come una risorsa fondamentale per crescere insieme?
La più ovvia risorsa a disposizione del gruppo sono i suoi differenti componenti: le persone che sono state assunte o che si sono candidate a farne parte, ognuna con i propri carismi, le proprie differenze, con le proprie competenze, specializzazioni, capacità ed esperienze che andranno a definire il tipo e la qualità del contributo offerto al lavoro del gruppo. Sottolineare l’importanza dell’essere umano che partecipa al gruppo in termini di risorsa, sottolinea l’importanza e la crucialità del momento in cui il gruppo prende vita. I gruppi che lavorano con efficacia al raggiungimento dei risultati l’individuazione delle singole risorse è un processo che richiede una forte considerazione strategica delle scelte. La scelta delle risorse da mettere in campo è determinata in modo da ottenere:
COERENZA tra le competenze che le persone possiedono e la natura delle attività che saranno chiamati a svolgere.
COMPLEMENTARIETA’ nel senso di armonizzazione delle diverse competenze che le persone possiedono al fine di ottenere la massima competenza complessiva del gruppo.
È sostanziale considerare come l’estremizzazione di queste due caratteristiche nella scelta delle persone e relative competenze nella formazione del gruppo può generare inefficacia e sterilità del gruppo stesso.
Infatti, esasperare la coerenza può generare la sterilità del gruppo andando a limitare ed anche impedire la complementarietà: se consideriamo un gruppo di soli ingegneri, il pericolo che si rischia di correre è la quasi assoluta assenza di idee creative… mancano in pratica le risorse che esprimano idee immaginando il risultato finale senza per forza aver effettuato simulazioni al pc o infiniti calcoli matematici. Se formiamo un gruppo estremamente coerente, composto esclusivamente da risorse umane che hanno caratteristiche puramente razionali finiamo col perdere la possibilità di trovare soluzioni creative ai problemi, come di contro un gruppo estremamente irrazionale, abituato ad agire con solo l’ausilio della fantasia, alla lunga corre il rischio di trovarsi senza nessun legame col terreno.
Così l’estremizzare l’eterogeneità delle risorse del gruppo, può mettere in pericolo la possibilità di integrare tutte le competenze, finendo per far crollare i ponti che fanno interagire le diverse competenze. Quante volte ci siamo trovati di fronte persone che esprimevano questa situazione con termini del tipo: “il nostro gruppo va a rotoli perché abbiamo formazioni troppo diverse e quindi è impossibile collaborare e trovare insieme soluzioni funzionali al raggiungimento della meta prefissa.”
Le analisi e gli studi effettuati da eMOTIONpnl con e sui gruppi e le aziende affidate ci portano ad affermare che il miglior equilibrio tra coerenza e complementarietà delle risorse umane si crea di volta in volta che il gruppo si struttura e si confronta con situazioni pratiche in cui è chiamato ad interagire. Ogni gruppo è portatore di una storia che è la sintesi delle esperienze che il gruppo stesso fa nel confrontarsi con gli obiettivi e le sfide che il mercato presenta. In verità, pensare che la questione coerenza e complementarietà delle risorse sia qualcosa che preceda la composizione del gruppo è un falso concettuale, infatti, ogni gruppo dal momento in cui si confronta con obiettivi e mete nuove è nuovo di per sé. Ogni componente del gruppo dal momento in cui si trova ad interagire con i suoi compagni di squadra su un nuovo progetto, in realtà è portato a scoprirsi per far conoscere le proprie competenze ed a scoprire e conoscere le nuove competenze dei suoi compagni di team.
Per ottenere il massimo frutto dalle nostre risorse umane, è fondamentale utilizzare le diversità di cui sono ricche e metterle in interrelazione per ottenere un insieme ricco in quanto eterogeneo, coerente e armonioso. L’integrazione è in questo senso la chiave di volta per ottenere il massimo frutto da diversità, coerenza, e complementarietà.
In sintesi, quando i partecipanti percepiscono che il gruppo è in grado di utilizzare la diversità dei suoi componenti, costruendo sull’eterogeneità l’efficacia delle proprie performance, saranno anche più inclini a riconoscere e dichiarare la propria specializzazione e quella del proprio compagno di squadra. Il gruppo che ha coscienza della risorsa che ogni partecipante al gioco fornisce, favorirà la differenza che integra e consente l’adempimento degli obiettivi ed eviterà la differenza che divide e che produce l’antagonismo oppositivo.

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