Featured Post

il potere delle nostre convinzioni

LA VITA E’ UN GIOCO DOVE SI VINCE SEMPRE ANCHE QUANDO SI PERDE NOI SIAMO NATI PER GODERE DELLA VITA NOI VOGLIAMO ESTRARRE DALLA VITA QUANTA PIU’ GIOIA POSSIBILE NOI SIAMO AMORE IMMERSI NELL’AMORE NOI CREIAMO UN FUTURO DI CIOCCOLATA Queste sono le con-vin-zioni che animano e.MOTIONpnl, questo è...

Read More

apriamo la porta del ricevere…

Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 24-12-2008

Tag:,

0

il-dono“… chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto…”
Siamo soliti pensare anche in funzione dell’educazione avuta che il dare sia l’azione nobile per eccellenza, segno di altruismo e di amore. Ci viene costantemente insegnato che bisogna amare gli altri… raramente viene posto l’accento sulla necessità di amare noi stessi.
Il ricevere è spesso considerato quale simbolo di debolezza, di fragilità, segno di egoismo. Una tale visione dimentica che il dare ed il ricevere sono facce della stessa medaglia, sono intimamenti connessi tra loro e quindi è inesistente il dare senza il ricevere e viceversa.
Dare e ricevere è un continuum…
È un infinito scambio di energia, simile al ritmo del respiro: attraverso l’inspirazione riceviamo energia dall’universo e tramite l’espirazione la restituiamo al NOI TUTTO/I.
Chi sconosce la grandezza del ricevere è incapace di sperimentare il donare… chi è in grado di ricevere è capace di dare incondizionatamente.
Crediamo che sia l’amare a dare forme, materia, volumi e colore al tutto.
Noi abbiamo diritto a ricevere azioni amanti in quanto esistiamo e sperimentiamo in questo magico gioco che chiamiamo vita.
Ecco questo è il momento di lasciare al passato i sensi di colpa e qualsiasi pensiero che fino ad oggi ci ha impedito di ricevere e scambiare la meravigliosa essenza dell’amare. Apprestiamoci a chiedere così da costruire ciò che desideriamo con forza coraggio e meraviglia…

Buon viaggio verso un 2009 straordinario

ascoltiamo la nostra meraviglia

Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 27-11-2008

Tag:, ,

2

La solitudine è una delle condizioni fondamentali da cui facciamo esperienza del mondo. Si viene al mondo soli e soli lo si lascia; tra queste due condizioni di solitudine creiamo ogni genere di rapporto e relazione più o meno conflittuale o serena. La solitudine è un’esperienza straordinaria di cui gioire. La solitudine anche nella linguistica assume una connotazione differente dal concetto di isolamento.
L’isolamento è la condizione di emarginazione e sofferenza data dalla mancanza dell’altro da noi, la solitudine è la condizione in cui siamo noi soli a donarci tempo e risorse per ascoltarci e comprenderci.
Ascoltandoci possiamo scorgere il significato, il senso e la direzioni che vogliamo avere nella nostra vita. Incontrare noi stessi è la più grande scoperta che possiamo fare durante la nostra esistenza, questa scoperta si ottiene quando siamo stati capaci di stare da soli per ascoltarci e conoscerci.
Quando abbiamo fatto esperienza NOI SOLI, abbiamo scoperto la nostra vastità… abbiamo potuto ascoltare l’intero universo, dal momento in cui abbiamo compreso l’eternità e la vastità del nostro essere abbiamo compreso come l’esistere è infinito senza confini e limiti. L’eternità nel passato e quella nel futuro ci appartengono entrambe. Il presente diviene il punto di fusione ed incontro tra le due estremità.
Quando abbiamo potuto fare esperienza della nostra solitudine, siamo stati in grado di conoscerci. Il ricordo di noi stessi è la più grande ricchezza per incontrare la meraviglia dell’esistere e le sue creature.
Ricordare chi siamo è il principio dell’esistere.
A tal proposito vogliamo donarci un breve racconto:
un giorno una leonessa incinta stava saltando da una collinetta ad un’altra e nel mezzo delle due vi era un gregge di pecore, mentre si apprestava a raggiungere la seconda collinetta la leonessa partorì ed il piccolo leone cadde in mezzo al gregge e fu adottato dalle pecore…
era un po’ strano, perché era un molto grosso e diverso dal resto del gregge, venne comunque accolto ed allevato come un vegetariano. Crebbe ed, un giorno, un vecchio leone in cerca di cibo si avvicinò al gregge di pecore e notò subito lo strano scenario che si presentò ai suoi occhi, un leone giovane e forte in mezzo alle pecore e le pecore erano serene. Il vecchio leone seguì il gregge . la sua incredulità crebbè sempre più , perché il giovane leone scappava insieme alle pecore???
Finalmente raggiunse il giovane leone, che implorò singhiozzando: “per favore lasciami andare con la mia gente!”.. il vecchio leone lo trascinò ad un lago vicino, un lago senza increspature, simile ad uno specchio, e lo costrinse a specchiarsi. Avvenne subito una trasformazione: appena il giovane leone vide chi era, le sue forme, la sua forza…emise un possente ruggito; tutta la vallata echeggiò del possente ruggito del giovane leone. Mai prima di allora il giovane leone aveva ruggito in quanto credeva di essere una pecora.
Il vecchio leone disse: “il mio compito è terminato, adesso sta a te. Vuoi tornare dal tuo gregge?” il giovane leone rispose, ridendo: “perdonami, avevo completamente dimenticato chi sono. E ti sono immensamente grato per avermi aiutato a ricordare”.
Il compito del maestro, è aiutarci a ricordare chi siamo.
Spesso ci identifichiamo con ciò che crediamo essere la nostra gente… dimentichiamo la nostra essenza divina. Dentro di noi ha sede il divino che si riflette fuori di noi in ogni cosa.
Guardiamo dentro di noi e conduciamo fuori di noi la meraviglia che siamo.
Stare da soli è una magnifica opportunità, una magia in quanto possiamo scorgere la nostra divinità e l’infinito che risiede nel nostro cuore.
Dimenticare la nostra meraviglia è l’unico grande peccato che possiamo creare.
Adesso scegliamo di esplorare la nostra divinità.

eMOTIONpnl “l’arte di navigare le emozioni” 30 novembre ed 1 dicembre
scopriamo la nostra essenza
come possiamo fare della nostra vita una splendida opera d’arte

eMOTIONpnl l’arte di esistere

Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 24-11-2008

Tag:, , ,

2

Espandiamo il nostro stato di coscienza, la nostra consapevolezza, superiamo i nostri confini mentali che ci fanno credere di essere individui separati dal tutto.
Esistere è arrivare a percepirci noi stessi come l’intero universo e sentirci in comunione con ogni forma di vita. Più agiamo consapevolmente più ci sentiremo “creatori del sogno” e cominceremo a sentirci responsabili di ciò che ci accade e della vita che viviamo. I no stri pensieri, le nostre emozioni, i nostri atteggiamenti contribuiscono a creare la realtà che abitiamo. Rendiamoci conto del fatto che con i nostri pensieri, le nostre emozioni e con tutto il nostro essere contribuiamo a creare il mondo in cui viviamo e quanto accade dentro e fuori di noi.
Questa nuova visione della nostra responsabilità ci pone di fronte alla consapevolezza di essere creatori della nostra esistenza e quindi siamo noi a scegliere la realtà che vogliamo.
Forse sarà difficile cambiare le circostanze in cui ci troviamo e sicuramente sarà possibile cambiare l’atteggiamento verso di esse. Più la consapevolezza è presente nella nostra vita tanto più avremo chiaro che essere felici o infelici è questione di scelta.
In ogni istante siamo liberi di scegliere il nostro stato d’animo, le lenti attraverso cui guardiamo la realtà attraverso il modo in cui rispondiamo a ciò che ci accade. Agire meditando le nostre azioni nel senso di esserne consapevoli e cosciente significa far cadere le barriere tra noi stessi e noi altri, significa accogliere il tutto e cominciare ad esistere partecipi della vita e dell’intero universo.
Arte di esistere significa ri-scoprire che siamo stati creati dalla gioia, e sulla gioia si erge tutto quanto il creato.
Tutto quanto ci circonda è qui per amarci e noi possiamo solo essere consapevoli che meritiamo tutto quanto ci circonda.
Esistere significa ascoltarci, conoscerci, per poterci amare e cominciare ad accettarci ed accoglierci per quello che siamo, sia per gli aspetti belli e luminosi sia per ciò che giudichiamo come negativi ed inaccettabili.
Esistere significa scoprirsi fino a comprendere la totalità dell’essere così da cominciare ad amarsi.
Siamo stati educati a pensare che perseguire la nostra felicità sia un’azione di egoismo; pensiamo spesso che è impossibile estrarre gioia in un mondo tanto sopraffatto dalla sofferenza.
eMOTIONpnl si impegna per cambiare le lenti col quale guardiamo il mondo per comprendere che con la nostra felicità ed il nostro bellessere rendiamo migliore il mondo in cui viviamo, in quanto la realtà esterna è quella che proiettiamo dagli stati interiori dell’essere. Abbiamo diritto alla gioia, per quello che siamo, per quello che facciamo e sopra ogni cosa in quanto esistiamo.
L’arte di esistere significa amare la gioia in modo da poterla percepire in ogni cosa, nel dolore come nella felicità, nella solitudine come nella compagnia, nella famiglia come nell’indipendenza.
Esistere significa sperimentare la gioia senza motivo… quando cerchiamo di dare motivo alla gioia stiamo creando i presupposti per far terminare il godimento della gioia di vivere.
La gioia senza motivo è tipica dei bambini che sono pieni e colmi di meraviglia di fronte all’esistenza e sono uniti al tutto. Percependosi in unione col tutto è ineducato a separare bene e male, giusto e sbagliato, cioè a comprendere la realtà per categorie di opposti. Il bambino accoglie la realtà per ciò che è nella sua totalità e questa sensazione di pienezza infonde gioia infinita-
Anche noi possiamo iniziare a godere all’infinito e sperimentarci ricchi e gaudenti…

Iniziamo a praticare l’arte di esistere nel grande gioco che è la vita.
Essere ricchi e gaudenti significa agire con consapevolezza e pienezza, significa essere presenti essendo devoti alla vita ed alle sue meraviglie agendo e realizzando la nostra meraviglia.

…sull’egoismo

Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 22-11-2008

Tag:, ,

7

Quante volte ci è capitato che qualcuno ci dicesse “sei un egoista”? i nostri genitori, gli amici, il partner, i figli…
Ogni volta che è capitato siamo stati “costretti a difenderci, o giustificarci per le nostre scelte.
Perché quando qualcuno ci accusa di egoismo, ciò che sta comunicando è: “come puoi pensare a te stesso invece che a me? Come osi attribuire più importanza ed interesse al tuo giudizio ed ai tuoi gusti più che ai mie? Come puoi pensare con la tua testa? Evidentemente ti importa poco di me…perché sei cattivo ed egoista…incapace di amare”.
L’accusa di egoismo, infatti, prende corpo dalla frustrazione di un bisogno affettivo, quando veniamo accusati di egoismo o accusiamo l’altro di egoismo: ciò che pretendiamo è di essere importante per l’altro, di essere al centro dei suoi pensieri, così amato da fargli ritenere i suoi desideri secondari rispetto ai nostri bisogni di sicurezza. È una manipolazione affettiva di chiara radice infantile, che ha l’obiettivo di stimolare nell’accusato i sensi di colpa per spingerlo a soddisfare le esigenze e bisogni di sicurezza dell’accusatore. Questa dinamica è tipica delle persone che abitano l’isola della dipendenza e soffrono per l’indipendenza dell’altro e per le quali l’altro esiste solo ed esclusivamente per occuparsi di loro.
Ciò che possiamo comprendere è che l’egoismo è una ricchezza straordinaria in quanto dal momento in cui riusciamo ad ascoltare i nostri desideri e scegliamo di dare vita alla realizzazione delle nostre spinte saremo anche capaci di comprendere i bisogni dell’altro e quindi siamo capaci di amarci ed amare.
Nei vangeli troviamo scritto: “Ama il prossimo tuo come te stesso” in questa semplice frase è contenuto il senso ed il segreto dell’interdipendenza e dell’incontro con l’altro: per poter amare, per poter conoscere l’altro, per poterlo considerare in quanto essere straordinario è fondamentale amare noi stessi, ovvero sperimentare l’egoismo.
Come possiamo credere di dare qualcosa che “non” abbiamo sperimentato o che rifiutiamo in quanto male o cattivo??
La società gioca spesso per impedirci di sperimentare e conoscere la realizzazione dei desideri personali, infatti quando ci impegniamo per dare vita alla realizzazione del nostro futuro veniamo ingabbiati nell’etichetta dell’egoismo, intesa come mancanza di cure ed attenzione per l’altro.
ciò che possiamo comprendere e sperimentare è che noi siamo noi, questo significa che possiamo realizzare la meraviglia dell’esistenza prendendoci cura di noi stessi, infatti, quando ci prestiamo attenzione a noi stessi stiamo prestando attenzione e cura noi tutti.

Rispettare i propri bisogni ed imparare a decidere indipendentemente con la propria testa, a prescindere dall’opinione altrui, è saggezza.

noi siamo luce ed ombra

Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 19-11-2008

Tag:, ,

3

L’intera creazione esiste in noi, e tutto quello che è in noi esiste anche nella creazione. I confini che percepiamo tra noi ed un oggetto sono illusori, come è illusoria la distanza che esiste tra oggetti molto distanti tra loro. Tutte le cose, le più piccole, le più piccole come le più grandi, sono presenti in noi, un unico atomo contiene tutti gli elementi della terra. Un solo movimento dello spirito comprende tutte le leggi della vita. In unica goccia d’acqua si cela il segreto dell’infinito oceano. Un’unica nostra manifestazione rivela tutte le manifestazioni della vita.
Quando diciamo “IO” intendiamo un’infinità di sfaccettature ed identificazioni differenti: “io sono un essere di sesso maschile, nazionalità Italiana… energico, dinamico, determinato, amante della vita e delle sue creature, ricco e gaudente……” queste miei identificazioni sono state ad un certo momento precedute da scelte: una possibilità è stata preferita ad un’altra, un polo è stato integrato nell’identificazione mentre l’altro è stato escluso. Così l’identificazione: “io sono ricco e gaudente” ha escluso automaticamente: “io sono povero e lamentoso”.
Ogni identificazione che si bassa su una decisione esclude il polo opposto. Ciò che accade è che tutto quello che “non” vogliamo essere, che “non” vogliamo ritrovare in noi, che “non” vogliamo vivere, che non vogliamo che entri nella nostra identificazione, se evitiamo di riconoscerla finirà per strutturare una parte che chiameremo ombra, cioè è presente in noi come l’ombra fa parte di noi e si esprime a partire da noi.
Quando rifiutiamo qualcosa finiamo per relegarle nei sotterranei della nostra coscienza, spariscono dalla luce della coscienza e compongono un substrato inconscio presente ed attivo in noi.
Il “no” ha eliminato  dalla nostra visuale un polo senza farlo sparire. Il “non” vedere porta rapidamente a concludere di “non avere” quella determinata caratteristica e si crede che un polo possa esistere senza il polo opposto.
L’azione di rifiutare da qualsiasi identificazione che “non si vuole” finisce per agire inconsciamente in quanto siamo incapaci di vederlo e riconoscerlo in noi… tendiamo invece di giudicarlo negli altri sui quali proiettiamo ciò che giudichiamo e crediamo fuori da noi.
Questo avviene attraverso il circolo vizioso della proiezione, perché se si è rifiutato e represso in sé un determinato modo di essere ed esistere questo si manifesterà fuori producendo in noi paura e giudizio.
Proiezione significa portare fuori, quindi nell’altro, qualcosa che fa paura avere dentro.
Il mondo esteriore si comporta come un infinito e sfaccettato specchio nel quale noi vediamo sempre e soltanto noi stessi, per l’esattezza anche e maggiormente la nostra parte ombra, cioè quella che difficilmente riusciamo ad accettare in noi.
Specchiarsi quindi è fondamentale per chi si riconosce nello specchio, chi si specchia e vede i propri occhi azzurri o neri, senza rendersi conto che sono proprio i suoi occhi quelli nello specchio, si illude e rimane ignorante… chi crede di vedere gli altri si rende poco conto che tutto quello che percepisce fuori è lui stesso, e così permane nell’illusione e nell’inganno che gli altri sono o gli altri fanno come lui “non” vuole o “non” farebbe…
Altro principio fondamentale è che le parti ombra sconosciute sono comunque presenti in noi e queste tendono a manifestarsi ed esplodere nel corpo. Il nostro corpo è lo specchio della nostra anima, esso ci mostra anche ciò che tendiamo a nascondere alla nostra mente, il nostro corpo ha una voce molto potente che spesso irrompe la sordità della coscienza. A questo concetto si collega il principio di onestà con noi stessi, quando neghiamo qualcosa a noi stessi questo si manifesta nel corpo, il corpo è di per sé onesto e ci comunica la nostra luce e quindi anche la nostra ombra. L’uomo come microcosmo contiene gli opposti, l’uomo nel suo continuo cambiamento, nella sua continua crescita è chiamato a conoscere i suoi opposti. La conoscenza si basa sulla scelta e quindi sulla decisione. Ogni decisione spezza la polarità in un polo che viene accettato ed uno che viene rifiutato. Il polo accettato viene integrato ed espresso in comportamento quello rifiutato viene relegato nell’inconscio e si manifesta negli atri e/o nel corpo.
Il sintomo realizza attraverso il corpo la nostra ombra portandoci in uno stato di equilibrio. Il sintomo è la condensazione somatica di ciò che manca alla coscienza. Il sintomo rende l’uomo onesto a se stesso perché rende visibili e coscienti contenuti repressi.

Scopriamo chi siamo e realizziamo la nostra meraviglia

l’arte di amare

Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 26-10-2008

Tag:, , ,

3

L’essere umano è la massima creazione presente sulla terra, l’essere più evoluto. Ogni creatura presente in questa terra è straordinaria e ricca di meraviglia e bellezza… il viso dell’essere umano è superiore in bellezza ad ogni altra creatura… ho visto i suoi occhi? Ho esplorato la sua anima? Ho ascoltato le sue parole? Ho sfiorato le sue labbra… nulla sulla terra dona tanto… e pure mi chiedo “cosa ho da offrire in amore?”.
Spesso quando qualcuno ci ama, restiamo sorpresi. “Ami me? E perché?
Pensiamo che magari l’altro ci ama perché ci conosce poco e se magari ci conoscesse meglio “non” potrebbe amarci. Nascondiamo parti di noi all’altra. Manteniamo molte cose private, teniamo chiusi i nostri pensieri, le nostre emozioni, i nostri sentimenti. Abbiamo paura che scoprendoci l’amore finirebbe. Sconoscono l’amore per Noi stessi e quindi diventa impossibile amare l’altro. Se sconosciamo l’amore per noi stessi come possiamo riconoscere l’amore dell’altro? L’amore è anche e prima di ogni cosa l’amore per sé. Amarci è l’essenza per amare. Accogliamoci, amiamoci, noi siamo creature del divino fatte a sua immagine e somiglianze, siamo i suoi figli, il suo atto di amore. In noi c’è il godimento del divino, in noi la vita, in noi la massima essenza dell’esistere. Noi portiamo in ogni cellula la firma dell’universale, conduciamo il suo messaggio…
Noi siamo esseri unici ed irripetibili, nessun altro è stato e sarà mai come noi. Accogliamoci, amiamoci e celebriamo ciò che siamo. Quando cominciamo a celebrare la nostra vita, la nostra straordinarietà, cominciamo anche a vedere, ascoltare, amare la bellezza e la straordinarietà degli altri esseri viventi.
L’amore è agito, è agente, è la disponibilità verso la vita. È l’amare l’azione del relazionarsi con l’altro, l’incontro.
La differenza tra l’amore è l’amare è che l’amore è il frutto dell’amare, dell’azione amante. L’amare è in divenire è scorrere il fiume della vita scoprendono i doni, gli errori, le meraviglia, le difficoltà, le opportunità.
L’amare è uno stato d’essere è l’essere gaudenti, amarsi ed amare.
Amare significa incontrare e scoprire nuovi punti di incontro. Spesso quando amiamo o crediamo di amare qualcuno cominciamo a pensare al matrimonio, ad un contratto legale.
Perche? Cosa c’entra l’amare con il matrimonio, con la legge? C’entra, perché l’amare è assente, si maschera con l’amore anche se è privo delle azioni dell’amare ed ha bisogno del matrimonio per essere riconosciuto e sancito. Sappiamo che l’amare è inesistente e quindi abbiamo bisogno di sistemare le cose ed il matrimonio è un modo come lo è il fidanzamento per i giovani. Il matrimonio è una difesa contro la solitudine e la separazione è un modo per preservarci dall’allontanamento dell’altro…
Quanto il matrimonio è sintesi dell’amare?
Oggi sempre più si sente il desiderio di amare, amare l’altro liberi da vincoli, leggi, etichette che congelano e limitano il relazionarsi e lo scambio dell’amare.
Sempre più si è consapevoli della forza dell’amare come continuo fluire di azioni che ci conducono ad incontrare l’altro in uno spazio emotivo che consente la sintesi universale che sentiamo essere l’amare.
L’amare è agito… il dirlo può anche essere effimero e di poca importanza… troppo spesso siamo inclini a dire ti amo per fermare e bloccare l’altro, abbiamo paura di perderlo e la parola amore e il mezzo per legarlo a noi.
L’amare è fluido, il frutto è il godimento, la gioia di vivere, la gioia di conoscere e conoscersi. Scoprendo l’altro ci scopriamo, esplorando l’altro ci esploriamo, avvicinando l’anima dell’altro, conoscendo i suoi sentimenti, i suoi pensieri, i suoi sogni, conosciamo anche i moti del nostro animo. Gli amanti scoprono il loro animo l’uno negli occhi dell’atro e l’amare diviene preghiera vita agita.

AMARE E’ SCOPRIRE E CONOSCERCI L’UN L’ALTRA , CONTINUARE A TROVARE NUOVI MODI DI INCONTRARCI ED AMARCI. OGNI ESSERE UMANO E’ UN MISTERO SENZA FINE, E’ CONTINUA SCOPERTA IMPREVEDIBILE ED INSOSTENIBILE. E’ IMPOSSIBILE DIRE “LO CONOSCO…”, ”SO TUTTO DI LUI”. POSSIAMO AFFERMARE CHE ABBIAMO FATTO IL POSSIBILE PER CONOSCERLO E SCORGERE LA MERAVIGLIA DEL SUO ANIMO.
COSI’ L’AMARE DIVIENE UNA SCOPERTA INFINITA E LA VITA COMPAGNA DI OGNI AVVENTURA
BUONDIVERTIMENTO

scoprire le meraviglie della vita

Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 24-10-2008

Tag:, , ,

0

Spesso col termine maturità si intende erroneamente la capacità di sapere di più…
Per eMOTIONpnl la maturità è la capacità di imparare. Sconoscere ed imparare, affrontare la vita con la curiosità che ci consente di comprendere e conoscere il nuovo. È molto differente il sapere dallo sconoscere. Mentre il sapere è un punto di fine, l’apprendere, il conoscere è un processo vivo ed in continua evoluzione. Quando riconosciamo che siamo ignoranti rispetto a qualcosa ci disponiamo ad apprendere e conoscere il nuovo. Imparare significa essere ricettivi. Sapere equivale ad essere già morti, significa essere chiusi. Quando sappiamo pensiamo di conoscere: cos’altro c’è da imparare? Quando sappiamo ci lasciamo sfuggire moltissime altre cose, quando sconosci vuoi conoscere.
Nella vecchiaia, Socrate disse “ora non so nulla!”. Ecco cos’è la maturità alla fine del gioco della vita scoprire quanti altri giochi l’esistere ci regala.
Noi abbiamo tutta la conoscenza e tutta la conoscenza è in noi… a noi la semplice azione di voler scoprire ciò che abbiamo e ciò che siamo…


È fondamentale avere la capacità di imparare sconoscendo e mostrandosi qui ed ora come bambini. La maturità è guardare la vita con occhi freschi, avvicinare la vita con l’amore nel cuore; quando abbiamo la consapevolezza di essere ignoranti usiamo mente-corpo-anima per conoscere, scoprire e crescere.
Quale significato diamo alle nostre azioni? Il significato ed il bisogno di dare significati alle cose è prettamente un bisogno umano, l’esistere è esistere. Significare l’esistere per l’esistenza è del tutto irrilevante. Per secoli, l’uomo ha imposto significati all’esistenza, perché ci vuole coraggio per vivere senza significato e senza significare ciò che facciamo. Quando abbiamo compreso che la vita è il gioco straordinario che è, come bambini iniziamo a giocare sperimentando e conoscendo questo straordinario gioco ed i suoi divertimenti dando inizio al godimento ed alla vita stessa.
Affermare che l’esistere è libero dal significato è differente dall’affermare che sia senza significato, significa che esistere è molto più di un significato o di un motivo. Quando siamo capaci di liberare le nostre azioni dal significato, siamo pronti a giocare liberi dalle limitazioni, dal sapere, dal credere, dalle ideologie. Siamo improvvisamente immersi nel gioco, liberi di giocare e sopra ogni cosa consapevoli che la vita è un gioco straordinario pronto per essere esplorato e goduto.
Nel grande gioco della vita esistono 4 club: il club dei nati per dare godimento agli altri, il club dei nati per soffrire, il club dei nati per lottare ed il club dei nati per gioire.

Questi 4 clubs sono dentro di noi, le soglie di ognuno di questi sono molto vicine: con la destra possiamo aprire l’una e con la sinistra l’altra. Basta un semplice cambiamento nella nostra mente ed il nostro essere si trasforma, la nostra realtà cambia, le nostre esperienze si modificano. Dal club del dei nati per soffrire al club dei nati per gioire, dal club dei nati per dare godimento agli altri al club dei nati per lottare. Questo accade dal principio del gioco della vita. Ogni volta che scegliAMO di lasciare la palla del gioco agli altri ci iscriviAMO al club dei nati per dare godimento agli altri, quando scegliAMO di stare soli accediamo al club dei nati per soffrire, quando scegliamo di vincere ci iscriviamo al club dei lottatori e quando scegliAMO di godere dell’esistere in armonia col tutto accediAMO al club dei nati per gioire.

A noi la scelta, a noi la gioia di scoprire le infinite meraviglie della vita

la squadra… un NOI parte nel TUTTO

Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 18-10-2008

Tag:, , ,

0

Con questo articolo eMOTIONpnl approfondisce la questione già aperta e trattata in altri articoli sulla squadra e le dinamiche dei gruppi.
La squadra è un sistema che emerge superando la somma dei singoli individui, costituendosi come sistema che si individua in specifici valori, obiettivi ed azioni che la contengono ed stendono nella relazione col noi tutto/i.
La squadra è un NOI stessi, appunto una squadra, rispetto ad un NOI tutto/i universale.
È la capacità di attivare relazioni e scambio col NOI tutto/i che consente lo scambio, il nutrimento e la crescita dei singoli e della squadra. L’insieme diviene “unità”, il gruppo diviene un Unico, ponendosi come insieme psicologico e psicosociale.
La squadra di lavoro è l’espressione di “una pluralità in interazione” legate dallo scopo, la mission che diviene punto alfa ed omega del sistema stesso. L’insieme è un soggetto vivo e attivo, ha funzioni che ne permettono la sopravvivenza, ha modalità di sviluppo, ha regole omeostatiche, ha un’organizzazione.
La squadra è il soggetto nuovo che si individua e differenzia dal suo ambiente e si attribuisce qualità ed azioni… i membri della squadra hanno una duplice identità che li caratterizza come singoli e come parti dell’identità della squadra.
Quindi possiamo dire che la quadra come sistema è quel particolare insieme di relazioni storiche, dinamiche, spaziali, fra le componenti che compongono un NOI STESSi più grande. La squadra possiede qualità proprie difficilmente riconducibili alle sue parti. L’insieme delle relazioni tra le parti tende all’autorganizzazione attraverso un’articolazione che presenta differenti aspetti:
-unità e molteplicità
-identità e differenziazione
Apertura e chiusura del sistema
La squadra contiene in essa l’idea di unità e di molteplicità, che in linea teorica tendono ad essere mutualmente escludentesi. Il molteplice è visto disgregato e differenziato; l’uno, l’aggregato e l’uniforme.
NESSUNO DI NOI E’ COSI’ BRILLANTE COME POSSIAMO ESSERLO NOI TUTTI
Una squadra che possiamo definire efficace si costituisce a partire da una mission, uno scopo chiaro e ben definito.
I risultati finali che si attendono e costruiscono sono:
-un livello ottimale di produttività
-ed un morale e livello relazionale che consento il fluire delle emozioni tra i membri della squadra.
I mezzi per riuscire a soddisfare questi fini sono l’autorità , le relazioni e la comunicazione, flessibilità, riconoscimento ed apprezzamento.
Ciò che noi leader siamo chiamati a fare è creare uno scopo comune o una visione che aiuti ad orientare il la squadra verso il conseguimento degli obiettivi decisi.
Una visione comune spiega ai partecipanti della squadra il perché lavorano insieme, dà significato ed aiuta ciascuno ad allinearsi nella medesima direzione.
La visione, cioè il cosa la squadra è chiamata a realizzare crea fiducia ed ispira i componenti della squadra a proseguire verso la direzione decisa. Sapere dove stiamo andando ed avere i componenti della squadra orientati nella stessa direzione è fondamentale e questo step è solo l’inizio per la fondazione di una squadra efficace

SCOPRI COME ALLENARE LA TUA SQUADRA AL RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI INDIVIDUALI E COLLETTIVI

creatività in creazione

Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 16-10-2008

Tag:, ,

2

Cos’è la creatività?
La domanda che oggi ci poniamo è proprio questa.
Dove risiede la creatività nella poesia, nella musica, nel canto, nel ballo, o nell’approccio che ognuno di noi ha con l’esistere?
Qualsiasi cosa può contenere il seme della creatività, la creatività è la qualità che porti nell’attività che stai svolgendo. La creatività è un atteggiamento, un’attitudine, interiore: è il modo con cui giochiamo con la vita e le sue creature, è il modo con cui guardiamo, gustiamo, ascoltiamo e tocchiamo la realtà che ci circonda e con la quale ogni istante intrecciamo il nostro cuore.
Quindi comprendendo questo possiamo essere liberi di liberare la creatività esprimendola in ogni cosa che facciamo-ascoltiamo-guardiamo-tocchiamo-gustiamo-odoriamo… la nostra vita diviene crativa nel senso che creiamo nel tutto, col tutto e per tutto.
Siamo noi artefici e creatori della nostra esperienza donandoci la possibilità di rendere la nostra vita la nostra personale opera d’arte.
Nutrire la nostra esistenza con la creatività significa poter agire creativamente: parlare in modo creativo, muoversi con creatività, camminare in modo creativo anche stare seduti sarà un’azione creativa.
Comprendere che siamo noi, esseri umani, ad essere creativi ed a poter sperimentare libera creatività in ciò che viviamo, il disagio di comprendere cosa è creativo svanisce.
Cosa distingue la creatività di un pittore da un altro meno creativo è l’emotività che trasmette nella tela e quindi che riesce a comunicare al noi tutto/i.
Qualunque azione, ha in sé il seme della gioia, ha il dono dell’amare, agisci espandendo la consapevolezza che ogni respiro, ogni passo, ogni atto di comunicazione è il modo per essere in comunicazione con l’universale e col noi tutti. Man mano che agiamo anche creativamente diveniamo divini. Tutte le religioni dicono che Dio è il Creatore; questo assunto può anche essere vero, ciò che sicuramente sperimentiamo è che più agiamo creativamente cioè creando il nostro presente proiettandoci verso il nostro futuro che abbiamo deciso realizzare noi diveniamo vivi nel Divino.

NOI SIAMO CREATI E CREANTI

Vieni e sperimenta come creare un 2009 straordinario
Noi abbiamo gli strumenti per creare il tuo miglior futuro

sulla libertà

Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 12-10-2008

Tag:, ,

0

Esiste una fragranza del nostro essere, meravigliosa e gaudente. Questa è la libertà, assoluta sperimentazione dell’amare.
L’essere umano che sperimenta questa sensazione di libertà, che si sporge verso l’altro amandolo ed illuminandolo col suo amore è un essere cosciente del profumo che questa sensazione diffonde per sé, per l’altro e per noi.
La natura della consapevolezza umana è libertà, la libertà di andare incontro all’altro, incontro alla vita sperimentando le meraviglie che questa porta in ogni nuova esperienza.
Fino ad oggi possiamo aver sperimentato molte cose, possiamo essere stati: un padre modello, una madre attenta e premurosa, un figlio distratto ed indifferente, un allievo poco accorto verso i doni della vita. Adesso se vogliamo possiamo decidere di cambiare immediatamente il nostro attuale stato ed essere ciò che preferiamo essere. Se decidiamo di essere attenti professionisti, attenti alla formazione dei nostri allievi, possiamo deciderlo ed attuarlo. È una nostra scelta ed ogni istante di ogni giorno da qui in avanti rinnoveremo questa decisione. Questa è una decisione interiore che noi stessi poniamo innanzi al nostro destino e noi stessi siamo chiamati a rinnovarla o meno. Ciò che facciamo grazie alla libertà della nostra natura è assumere la responsabilità della nostra vita, nessun altro al di fuori di noi è un fattore decisivo… ne i nostri figli, ne i nostri collaboratori, ne i nostri genitori. Nessuno può obbligare un altro essere umano a fare o essere qualcosa. Evitiamo di prenderci in giro, quando affermiamo di aver preso questa o quella decisione per obbligo di altri. Siamo sempre noi che scegliamo liberamente di dare ad altri il potere di decidere per noi il nostro destino. Ricordiamoci se siamo noi a decidere possiamo in ogni momento di cambiare le cose dentro e fuori di noi. Ogni cosa dipende dai nostri pensieri e dalle nostre azioni siamo noi i maestri di noi stessi. Questa coscienza consente di realizzare la nostra meraviglia lasciando libera la creativa libertà del nostro essere creazione divina.
Adesso andiamo ad analizzare tre differenti tipi di libertà:


la prima è la libertà da, questo tipo di libertà si acquisisce dopo aver sperimentato l’emozione della rabbia è il dolore che ci provoca qualcosa che ci induce ad arrabbiarci e decidere di liberarci da qualcosa o qualcuno che limita la nostra meraviglia.
Il secondo tipo di libertà è la libertà di decidere per sé, questa è già più cosciente ed è proporzionale alla forza dell’io, siamo noi stessi padroni delle nostre scelte che sperimentiamo la libertà di decidere il futuro più adatto ad accogliere la nostra presenza.
Il terzo tipo di libertà è la libertà da sé, quest’ultima faccia della libertà è portatrice di scelta fondamentale: decidiamo di donarci alla vita ed amare. Quasta è la libertà che ci consente di illuminare a nostra vita amando l’altro donandogli la nostra ricchezza, la nostra meraviglia. Questa è la semplice libertà, libera da condizionamenti, da alternative. Questa è la libertà che ci consente di scorrere le correnti dell’esistere come l’acqua trova la via più breve per giungere al mare, così anche noi possiamo decidere di sperimentarci armonia nel fluire della vita. Questa è la libertà che ci conduce alla scoperta del nuovo, decidiamo di lasciare le sicurezze dell’io per incontrare l’ignoto e lo sconosciuto che l’altro ci dona. Libertà significa muoversi nell’ignoto con la semplice consapevolezza che vivere è amare.