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cambiamo il mondo cambiando noi stessi

Questo articolo è dedicato a chi ha deciso di svegliarsi e sognare, a chi ha capito che può cambiare qualunque cosa fuori di  sé  cambiando piccole cose dentro di sé. Nato da lontanissime montagne, un fiume attraversò centinaia di pianure, foreste e regioni per giungere alle sabbie calde e porose...

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cosa è la realtà…

Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 29-12-2008

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menteNOI insegniamo ciò che vogliamo imparare, e NOI desideriamo imparare a sperimentare la gioia di vivere imparando a godere.
Molti di noi sono confusi riguardo a ciò che è reale.
E quindi cosa è reale?
Anche se sentiamo che c’è qualcosa di più che va oltre la semplice percezione dei nostri sensi, ci sforziamo di considerare la realtà come basata esclusivamente sulle nostre percezioni sensoriali. Per rinforzare e convalidare questa percezione della “realtà” facciamo riferimento a ciò che la nostra cultura definisce come normale, sano e quindi vero. Tante volte consideriamo reale ciò che percepiamo mossi dalla paura. Ed ecco che consideriamo reale ciò che crediamo senza lasciarci alternative. La paura come qualsiasi altra sensazioni sono parti della percezione possibile del reale.
La gioia è la totale comprensione di ogni emozione, sensazione, stato d’animo. La gioia è estensione ed espansione. Quando siamo capaci di comprendere la paura, cominciamo a sperimentare una trasformazione della percezione del reale, cominciamo ad estendere la nostra visione, il nostro sentire ed il nostro percepire. Iniziamo a vedere oltre la nostra vecchia realtà basata sui 5 sensi fisici ed accediamo ad uno stato di chiarezza in cui scopriamo che tutte le menti sono unite, che condividiamo ed abitiamo un NOI comune e totale. Con la gioia come nostra unica realtà, la salute e l’integrità possono essere sperimentate e trarre ricchezza anche dalla paura come dalle altre splendide emozioni.
Siamo noi stessi a costruire gli ostacoli e le barriere che ci impediscono di sperimentare l’unione e l’incontro con l’altro/i da noi. Questa interferenza auto costruita ci tiene prigionieri delle vecchie idee che usiamo continuamente come cartina tornasole dei nostri fallimenti e rimpianti. La nostra mente è come un’immensa libreria o come una videoteca che conserva tutti i filmati delle nostre esperienze passate. Questi script che si sovrappongono ed interferiscono sono anche le lenti attraverso cui leggiamo e sperimentiamo il presente. Ciò significa che il presente è la sintesi dei film passati, in pratica vediamo o leggiamo il presente in funzione delle tonnellate di film o libri già visti o letti che compongono le nostre memorie.
Se vogliamo possiamo far uso dell’immaginazione attiva per ripulire gli scaffali dei vecchi film e dei vecchi libri che troppo spesso utilizziamo per narrare il nostro presente o il nostro futuro.
Qualche volta mettiamo più energia nel prevedere e controllare che nell’immaginare e creare il nostro presente. Spesso pensiamo che le paure del passato possano ragionevolmente prevedere i timori del futuro. Il risultato di questo modo di pensare è che passiamo la maggior parte del nostro tempo preoccupandoci sia del passato che del futuro, creando un circolo vizioso che lascia poco spazio alla sperimentazione della gioia di vivere.
eMOTIONpnl l’arte di esistere è il metodo per scegliere come vivere e godere del passato-presente-futuro.
Noi possiamo scegliere di rileggere e riscrivere la nostra vita all’interno dello spazio tempo.
Possiamo sperimentare che la nostra verità è la gioia di vivere ed imparare a godere dell’esistere e delle sue meraviglie di cui siamo partecipi.
Per fare questo possiamo utilizzare la paura del passato e del futuro e renderla strumento delle nostre azioni. Possiamo scegliere di vivere il passato-presente-futuro rendendolo così come lo immaginiamo e desideriamo. Poiché le nostre menti sono illimitate siamo noi l’unico limite di noi stessi. Per esempio quando diamo importanza ad un pauroso passato rendendolo “reale” , riduciamo le nostre menti ad essere schiave del passato temuto. Come risultato di questo le nostre menti possono solo guardare con timore a tutto ciò che verrà e sono impedite a concedersi di godere del meraviglioso gioco della vita e creare con esso. Quando utilizziamo parole del tipo “non posso” o “impossibile”, imponiamo a noi stessi limiti che ci vengono da un passato pieno di paure.
Siamo noi a scegliere di riscrivere la nostra vita, siamo noi i registi della nostra vita adesso possiamo decidere di cambiare la trama del film che stiamo girando. La nostra mente è come una straordinaria camera di regia. Le nostre esperienze sono in realtà la nostra condizione mentale, il film che stiamo girando, proiettato all’esterno su di uno schermo che chiamiamo “realtà”. Il mondo ed i suoi abitanti sono di fatto lo specchio dei nostri pensieri e delle nostre fantasie. La nostra mente è il direttore, il produttore, scenografo, cast, operatore, pubblico e critica ed essendo illimitata ha la capacità di cambiare pellicola e tutto quanto la riguarda in ogni istante. Ha il potere di prendere tutte le decisioni…
Adesso possiamo decidere quale genere di film girare ed interpretare: comico, commedia, horror, ed in ogni momento decidere di cambiarne protagonisti, scene e trame…
Siamo noi registi e scenografi…
Buon divertimento

l’uomo, animale sociale

Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 07-10-2008

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Un giorno un ricercatore stava prendendo una nocciolina di
fronte ad una scimmia. L’animale era immobile ma nel suo cervello si stava accendendo lo stesso neurone che si attivava quando era lui ad afferrare le noccioline ……. Di qui la scoperta!
La scoperta dei neuroni specchio, il meccanismo che spiega come e perché ripetiamo mentalmente le azioni che vediamo compiere ad altri, conferma anche a livello biologico che l’uomo agisce in modo sociale. Quando vediamo qualcuno che fa una azione, nel nostro cervello si attivano gli stessi neuroni che rispondono quando siamo noi a compierla. Ma cosa hanno di così sorprendente i neuroni specchio?
Si tratta quindi di un meccanismo che consente di comprendere immediatamente il significato delle azioni degli altri e persino delle loro intenzioni senza ricorrere ad alcun tipo di ragionamento. Sistemi simili a quelli delle azioni avvengono pure per le emozioni. La vista di una smorfia di dolore attiva nel nostro cervello le stesse aree che rispondonoquando siamo noi a provare quella emozione.
Possiamo chiamarla empatia, compassione o coinvolgimento: i neuroni specchio ne spiegano le basi biologiche. Ora sappiamo che le nostre relazioni sociali sono determinate, prima che dall’intelletto, dalla capacità corporea di risuonare con gli altri.
Si tratta di un meccanismo straordinario. Per la prima volta ci offre un unico quadro teorico e sperimentale per spiegare molti dei nostri comportamenti sociali.
L’animale umano è un animale sociale, che per crescere e vivere ha, per sua natura, bisogno della
Relazione, da quella fisica a quella comunicativa, con i propri simili. Uno dei meccanismi fondamentali
dell’interazione sociale è l’imitazione. Cosa c’è di più semplice della capacità di imitare una azione altrui? In realtà, come spesso ci capita, riusciamo a imitare certi gesti, ma sconosciamo come sia possibile farlo e cosa si debba sapere per imitare. Come scritto sopra, i responsabili neuronali dell’azione imitativa ed empatica sono i neuroni specchio. Osserviamo un nostro simile compiere una certa azione si attivano, nel nostro cervello, gli stessi neuroni (le cellule che compongono il cervello) che si attivano quando siamo noi a compiere quella stessa azione. Per questo possiamo imitare l’azione altrui, perché il nostro cervello risuona, per dir così, assieme a quello della persona che stiamo osservando. Si tratta di un meccanismo cerebrale fondamentale, perché permette una sorta di comunicazione fra i cervelli. C’è di più: se quel che fai tu è simile a quel che faccio (o potrei fare) io, allora io sono in qualche modo tuo simile, e viceversa. La soggettività umana, ma probabilmente anche quella di animali diversi dall’Homo sapiens, nasce attraverso meccanismi cerebrali di questo tipo. Detto altrimenti, l’animale umano scopre se stesso – così come sosteneva Merleau-Ponty – come quel certo corpo che è, quella certa soggettività che è, soltanto attraverso la relazione con l’altro. La più importante conseguenza psicologica e filosofica di questa scoperta è che, evidentemente, contro la tendenza individualistica prevalente nella psicologia contemporanea, in particolare nelle scienze cognitive, la soggettività animale e umana in particolare, è in realtà una intersoggettività originaria. Siamo noi insieme di soggettività in inter-dipendenza.