Posted by Promseller | Posted in Blog, Eventi | Posted on 14-05-2009
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Strumenti e tecniche per condurre al massimo la nostra squadra di lavoro.
Focus del seminario
- Acquisire strumenti per sviluppare la leadership, definire gli obiettivi aziendali e personali, comprendendo come rispondere efficacemente alle richieste prodotte dal continuo cambiamento ed evoluzione del mercato.
Obiettivi del seminario
- Analizzare l’organizzazione che si guida facendo il punto della condizione attuale in base ai risultati ottenuti
- Comprendere i ruoli che viviamo attraverso il ruologramma
- Apprendere l’arte di guidare ed allenare efficacemente il nostro team di gioco-lavoro
- Analizzare le caratteristiche emotive della propria squadra di lavoro ed il proprio stile di leadership
- Conoscere le dinamiche relazionali del gruppo
- Scoprire le opportunità del gioco-lavorare insieme, affrontare i conflitti per farne opportunità di crescita.
Per info e prenotazioni contattaci
Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 22-12-2008
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ci prepariamo per creare il nostro 2009 con coraggio e determinazione..
Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 18-12-2008
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Siamo tutti iscritti ad un gioco meraviglioso che chiamiamo vita. Ogni giorno abbiamo centinaia di esercizi ed allenamenti per crescere. Sono allenamenti straordinari che mettono alla prova le nostre capacità per darci la possibilità di trovare modi nuovi per estrarre dal nostro giorno quanta più gioia possibile.
Perché siamo qui? Qual è il nostro scopo? Da sempre l’essere umano ha cercato di scoprire e comprendere il significato della vita. Ciò che abbiamo compreso è che la vita ha tante risposte quanti sono gli esseri umani che si pongono la medesima domanda. Il significato del gioco della vita è differente per ogni persona.
Ogni persona ha il proprio scopo ed un preciso piano per realizzarlo, unico e separato da quello di tutti gli altri. Il gioco della vita offre infinite possibilità formative per crescere ed accrescere la propria meraviglia.
Quando abbiamo assimilato le lezioni basilari che ci ha insegnato il nostro corpo, quali sono i suoi bisogni e come soddisfarli, siamo pronti per domande nuove che ci pone un altro maestro: l’universo.
Straordinario è il fatto che ci sono sempre lezioni nuove. Quando proviamo dolore, impariamo qualcosa, quando proviamo piacere scopriamo altro. Ad ogni azione o eventi si accompagna la scoperta di qualcosa di straordinario.
Ogni evento ogni azione fa parte del processo formativo offerto da questo straordinario gioco: la vita è un gioco dove si vince sempre anche quando si perde.
Nel corso della vita possiamo imbatterci in avventure impegnative che altri invece sconoscono, alcuni tra noi passano anni a combattere sfide dalle quali a noi è concesso astenerci. Difficile comprendere come può accadere che qualcuno sperimenta unioni straordinarie, armoniose e durature mentre altri sperimentano amari litigi, dolorosi divorzi, così come è incomprensibile come qualcuno gode di ricchezza e benessere economico mentre altri sono sempre alle prese con le difficoltà economiche.
Ciò che appare fondamentale è comprendere qual è il frutto che ogni accadimento porta in dono per noi.
Quindi quale insegnamento siamo pronti a prendere da ciò che ci accade?
Ogni situazione è quella giusta per noi, quella che conserva l’insegnamento giusto per la nostra vita. Una delle cose più grandi che la vita ha creato è che ognuno di noi crea la propria realtà, ognuno affronta ciò che serve per poter fare della propria vita una splendida opera d’arte.
Comprendendo questo semplice principio la vita sarà pronta da giocare. Smettiamo di sentirci vittime del fato o delle circostanze e prendiamo coscienza del nostro potere e così potremmo creare il nostro gioco.
Uno degli strumenti che possiamo utilizzare immediatamente è la disponibilità:
disponibilità significa essere recettivi. La vita vi presenterà innumerevoli avventure e luoghi straordinari da esplorare, ognuna delle quali sarà la nostra ricchezza se siamo pronti ad accoglierla e riconoscerla.
Nella nostra esperienza (eMOTIONpnl) abbiamo osservato in centinaia di persone la profonda trasformazione che avviene quando comprendiamo che ogni evento della nostra vita si presenta proprio per darci la possibilità di amare la vita. Nel momento in cui comprendiamo l’immenso amore che ci circonda possiamo scoprire la disponibilità a giocare.
Sono le lenti che indossiamo che determinano la nostra realtà. Quando indossiamo le lenti della resistenza e dell’ostinazione, sperimentiamo la collera, l’ira verso gli altri che diventano i nostri nemici ed aguzzini e la vita si trasforma in un vero e concreto inferno.
Quando indossiamo le lenti della disponibilità e della lucidità, raggiungiamo la comprensione profonda di come la vita ci offre meravigliose occasioni per crescere e sperimentare l’infinito amore dell’universale.
quali lenti vuoi indossare in questo 2009
Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 15-10-2008
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Agiamo e giochiamo così possiamo sperimentare la meraviglia e la bellezza dell’esistere.
Il gioco è un’arte nel puro senso della parola e di questo gioco i bimbi ne sono i maestri…
Ad ogni bambino viene insegnato ad essere serio, grave, con la faccia computa. Ad ogni bambino viene insegnato a negare il divertimento ( non saltare, non correre, non strillare, non divertirsi troppo, non ridere sguaiatamente, non superare i limiti). Gli vengono dati ordini del tipo: “staI buono”, come se ci fosse qualcosa di sbagliato nell’energia che esprime la vita stessa. Ogni volta che il bambino è allegro, la famiglia, la gente che lo circonda, tutti cominciano ad insegnargli qualcosa, come se avesse sbagliato qualcosa. Quando il bambino è scontento, infelice tutti simpatizzano per lui offrendo cure e parole d’affetto.
Quando il bambino sta male, tutti sono pronti a prendersi cura di lui, perché tutti stanno meglio di lui e possono esercitare una posizione dominante e dispensatrice di cure… possono dare affetto a chi sta male.
Quando l’altro sta male possiamo soddisfare il nostro bisogno di dare affetto e cura… egoisticamente diamo spazio alla “crocerossina” che dentro di noi aspetta di trovare il male per curarlo. Quando il bambino sta bene tutti si “pre-occupano” di frenarlo, fermarlo dagli freni e barriere per limitare i suoi spazi e le sue azioni e controllarne il comportamento e la sua vita.
Quando il bambino è a letto malato arrivano, il padre, la madre, i parenti; tutti sono molto premurosi con lui. Il bimbo comincia ad imparare che esiste qualcosa di sbagliato nell’esprimere e sperimentare energia, entusiasmo, forza e nel manifestare la gioia di vivere: qualcosa “non” va nella danza, nelle corse, nelle urla. Ed impara che c’è qualcosa di giusto nell’essere tristi e malati, apprende che quando stiamo male qualcuno viene in nostro soccorso e che quando stiamo bene gli altri si allontanano e ci giudicano.
Così facendo nel corso della nostra crescita associamo che quando stiamo male le persone simpatizzano con noi e ci stanno accanto; quando invece stiamo bene ed esterniamo tutto il nostro entusiamo sembra che siamo contro tutto e tutti.
Questo stato di cose ci fa nascere un forte senso di colpa, che ci accompagnerà per tutto il corso della vita.
Se sentiamo in chiesa che il prete ride fragorosamente potremmo rimanere turbati. Come può un prete, vicario di cristo, ridere a questo modo ed in un luogo come la chiesa?
Per forza il prete deve essere triste, serio, irrevocabilmente rigido e rigoroso.
Si può ridere al bar o nel villaggio vacanze, ma ridere in chiesa?? Proprio no!
Bisogna essere seri quando si va in chiesa, simili a cadaveri… almeno questo è lo stereotipo comunemente diffuso.
Questa educazione ha in sé un pericoloso circolo vizioso: i nostri genitori hanno educato noi e loro sono stati educati prima ancora dai loro genitori che sono stati educati dai loro. Da qualche parte ed in qualche tempo qualcosa ha cominciato a girare in modo da generare limitazioni e colpe. Forse è accaduto perché si crede che “non” si possa fare lavorare una persona felice ed entusiasta. Solo la gente triste può essere obbligata a fare qualcosa; ecco perché si lavora, spesso ci si condiziona affinché si diventa tristi. Mentre siamo portati a credere che le vacanze hanno il dono di regalare felicità e divertimento.
In passato la vita era difficile, l’uomo era in lotta costante e continua con la natura. Sopravvivere era l’unico obiettivo possibile all’uomo e tutti dovevano lavorare duramente, il lavoro era la propria schiavitù. Se sei felice vorresti danzare, cantare suonare, non andare a caccia. Se sei felice, chi si preoccuperà del dovere e della sopravvivenza? Tutto questo è pericoloso per la sopravvivenza e quindi anche per il gruppo. Ecco perché il piacere e la felicità sono stati condannati. Ti è stato detto, ed è entrato nel tuo sangue, che il lavoro è lo scopo della tua vita. Un uomo retto è sempre a lavoro; un uomo cattivo sembra essere sempre in vacanza.
Questa riflessione è lo spunto per scardinare sistemi di credenze che hanno il solo scopo di imbrigliare il godimento entro rigidi comportamenti e privazioni.
È cosa certa che nel lavoro vogliamo collaboratori seri ed educati, precisi e puntuali, ma vogliamo anche che siano motivati ed entusiasti del lavoro che fanno… ma come possono unire le due categorie se sin dalla nascita sono stati educati che il lavoro è sofferenza e le vacanze sono l’unico momento in cui poter essere liberi e felici?
Spesso l’essere umano si condanna a lavorare per 330 giorni all’anno per poi avere 35 giorni di vacanza…
Proprio una vita d’inferno…
Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 09-10-2008
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Troppo spesso sentiamo parlare dei bei tempi passati.
Adesso è il momento di imparare il linguaggio di un futuro… di quel futuro che vogliamo essere finalmente il nostro.
Vogliamo cambiare il mondo? Allora possiamo iniziare subito semplicemente cambiando noi stessi, perché noi siamo parte di questo tutto in continua evoluzione. Cambiando una singola parte di questo insieme, il suo mutare si irradierà in migliaia di altre parti. Il cambiamento di uno solo di noi genererà cambiamenti in migliaia di altri esseri umani e questa rivoluzione sarà il passo per la generazione di un nuovo essere umano portatore di una nuova coscienza come sintesi del cambiamento.
In ogni essere umano “sopravvivono” migliaia di altre cose che prima di lui lo hanno determinato e che adesso ne condizionano il continuo divenire. Noi crediamo che i nostri pensieri siano realmente nostri. Come esploratori e giocatori di questo straordinario gioco che è la vita è cosa giusta scindere ciò che è tuo, in quanto frutto dell’esperienza e ciò che ti è stato dato in eredità da altri. E quando imparerai a distinguere sarai sorpreso nel riconoscerti “nudo” in quanto libero e privo di possedimenti. Questo stato dell’essere è quello che molti intendono col termine illuminazione in quanto privo di condizionamenti.
Coloro i quali ti appaiono come sabotatori della tua personale illuminazione sono i tuoi personali allenatori, sono coloro che ti consentono di fare esperienza e di confrontarti con le limitazioni ed i condizionamenti umani. Noi siamo creati e creanti e quindi in possesso della capacità di creare la nostra vita, così come la desideriamo o così come la temiamo. Siamo noi stessi a consentire all’altro ed a noi di limitare il nostro essere ed il nostro vivere. Quando decideremo di spogliarci della cultura che fino ad oggi ci veste e ci protegge, ci sentiremo poveri. Tutto il nostro sapere, tutte le tue credenze, la religione su cui abbiamo fondato la nostra fede, le ideologie politiche ci abbandoneranno e ci sentiremo poveri. Questa povertà sarà il vuoto che potremo colmare con infinite ricchezze, sarà la nostra fioritura, sarà il nostro futuro, il nostro divenire.
Tutti noi nasciamo come singoli individui ma quando arriva il momento di partecipare la vita siamo diventati una folla. Se ci sediamo in silenzio ad ascoltare la nostra mente possiamo scoprire tantissime voci. Saremo sorpresi nel riconoscere quelle voci che ci vengono dai nonni, dai nostri genitori, le voci che ci hanno donato i nostri insegnanti, dagli amici e dai nemici. Tutta questa folla di voci spesso confonde i nostri pensieri, le nostre scelte e quindi la nostra vita.
Da troppo tempo abbiamo disconosciuto la nostra voce, abbiamo lasciato che altre voci ci parlassero al posto nostro… adesso è il momento di scegliere di ascoltarci e dare vita a questa voce… la nostra splendida voce.
Quante volte ci siamo soffermati a guardare ed ascoltare i genitori che presi da premura e paura per i figli si sono ostinati a preservali dai mali del mondo inculcando loro paure, ordini, concetti e preconcetti che hanno lo strano effetto di impedire ed inaridire la straordinaria curiosità e creatività del figlio… questi genitori come alcuni tra noi pensano che dando il loro sapere e le loro esperienza inducano nei figli una vita più felice e priva di difficoltà. Con tutte le migliori intenzioni questi genitori stanno distruggendo la spontaneità dei figli, la loro consapevolezza, la loro capacità di fare esperienza del mondo e la forza per reggersi sulle proprie gambe.
Lasciandoci liberi di sperimentare il nuovo e lasciando libero l’altro di fare lo stesso trovando nuove soluzioni e sviluppando nuova coscienza avremmo la possibilità di crescere e conoscerci. Così la nostra vita sarà la nostra personale danza col tutto.
Adesso che conosciamo il nostro passato, le voci che ab
biamo dentro… sperimentiamo il presente e proiettiamoci verso il futuro che immaginiamo e desideriamo…
La vita è un gioco meraviglioso, agiamo e realizziamo ciò per cui siamo nati.
Adesso possiamo decidere verso dove vogliamo spingere lo sguardo. Facciamo ciò che sentiamo di fare e così saremo noi la sintesi del nostro passato nel nostro presente verso il nostro futuro… buon viaggio
Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 09-09-2008
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Big Kahuna, un film da cui i formatori hanno già da tempo “ritagliato” alcune scene per i corsi sulla vendita o sulla leadership. Vedendolo nella sua interezza The Big Kahuna, svolge una profonda riflessione sul divario tra identità, ruolo e rituali organizzativi, mentre sullo sfondo resta costante il tema dei conflitti generazionali in ambito lavorativo, questione oggi attualmente pressante per quanti hanno responsabilità nello sviluppo delle risorse umane

Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 30-08-2008
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…scoprire i carismi, valorizzare le diversità ed accendere l’entusiasmo
La domanda da cui nasce questo articolo è forse comune a chiunque vuole ottenere risultati migliori in termini di integr-azione e soddisfazione all’interno delle proprie relazioni familiari o lavorative:
COME POSSO UTILIZZARE I CARISMI, VALORIZZARE LE DIVERISTA’ ED ACCENDERE L’ENTUSISMO DELLE PERSONE CON CUI VIVO, LAVORO, GIOCO…?
“Destra e sinistra non sono diventate indistinguibili, ma si sono indubbiamente avvicinate entrambe al centro ed ora giocano la battaglia per il potere con obiettivi simili: vince chi riesce ad estendere benessere e buoni servizi sociali al maggior numero di persone” Così Dahrendorf Ralf in un’intervista comparsa su La Repubblica del 4 maggio del 2005 esprime la rivoluzionaria svolta che la nostra cultura sta svolgendo sin dal crollo del muro di Berlino avvenuta nel 1989.
Queste parole racchiudono una importantissima verità: il passaggio da una logica culturale fondata sulla contrapposizione, in cui la vittoria dell’io contro l’altro è necessaria ed imprescindibile, ad un’altra logica cultura che afferma il suo massimo valore nell’inter-connessione.
Mentre la logica della prevaricazione è una cultura “dopata”, muscolare fatta di imposizione, lotta e scontro, del tutto cieca alle conseguenze che queste azioni determinano; la cultura dell’inter-connessione che qui definiremo del NOI TUTTO/I è al contrario fondata su una logica circolare che determina la nascita di una cultura aperta, cosciente della complessità ed inter-azione che continuamente anima le azioni degli esseri umani.
Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 27-08-2008
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L’essere umano sembra essere continuamete alla ricerca di sens-azioni ed emozioni che lo facciano stare bene e lo soddisfino, in breve sembra rincorrere uno stato di benessere comunemente chiamato felicità.
Accade anche che questo stato di benessere psicofisico, quest’isola felice, questo luogo della mente e del corpo in cui scopriamo un senso di pienezza e benessere, appartenga a frammenti della nostra vita. Questo accade dal momento in cui siamo convinti di poter possedere in eterno questo oggetto o quella persona, vorremmo quasi cristallizzare i momenti in cui sentiamo di essere forti e pronti ad affrontare ogni cosa e così finiamo per crollare verso un’altra “isola emotiva” l’isola della paura in cui le emozioni che proviamo creano nuovi paesaggi e nuove relazioni. L’Altro diviene un nemico, qualcuno da cui difenderci e che può privarci di qualcosa o qualcuno, e così cominciamo a provare paura, la paura di perdere forza, bellezza, potere, amici…
Le domande riguardo le emozioni che in e.MOTIONpnl ci siamo posti sono diverse e cruciali per comprendere come queste straordinarie attività psicofisiologiche determinino adattamenti, evoluzioni e cambiamenti della persona al suo ambiente, rispetto al gruppo e quindi rispetto alla vita stessa. Le emozioni, possono essere considerate gli strumenti per comprendere la magia della vita e se la vita fosse uno sconfinato oceano, le emozioni sarebbero gli strumenti che ci consentirebbero di navigare le sue correnti portandoci in luoghi e terre magiche in cui poter sperimentare una infinità e varietà di emozioni e sens-azioni, ognuna utile, ognuna indispensabile per consentire la nostra crescita e fare della nostra vita una splendita opera d’arte.
Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 25-08-2008
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Oggi vogliamo ispirarci e prendere spunto dal film di Kim Ki-duk “PRIMAVERA, ESTATE, AUTUNNO INVERNO… ED ANCORA PRIMVERA” il film è il racconto simbolico delle quattro stagioni di un essere umano che vive in un eremo insieme al suo maestro buddista. In primavera il bambino cresce e fa la prima esperienza del rimorso e del dolore. In adolescenza conosce la cecità della passione d’amore, fino a sperimentare la fuga con una ragazza di passaggio. In autunno quella stessa passione conduce il giovane uomo verso la follia della violenza. In inverno l’uomo maturo ritorna nell’eremo e tira le somme della propria esistenza, imparando e cogliendo la saggezza frutto dell’esperienza. Un altro bambino, in un’altra primavera, nello stesso eremo, comincerà lo stesso ciclo daccapo, come se alle sue spalle, prima di lui, nulla fosse successo. La vicenda narrata è simbolicamente l’allegoria dell’incedere dell’esistenza umana.