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	<title>eMOTIONpnl &#187; emozioni</title>
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		<title>sulla vergogna. . .</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Dec 2008 11:20:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Vergogna e colpa sono un’altra delle esperienze che caratterizzano e spesso pervadono la nostra vita. La vergogna è una sensazione di inadeguatezza, di essere in-adeguati, di avere meno di quello che serve…
Ognuno sicuramente la riconosce e vive con connotazioni e sfumature particolari, ciò su cui sicuramente concordiamo è la spiacevolezza con cui viviamo questa esperienza. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1441" title="colpa-e-vergogna" src="http://emotionpnl.com/wp-content/uploads/2008/12/colpa-e-vergogna-300x285.jpg" alt="colpa-e-vergogna" width="300" height="285" />Vergogna e colpa sono un’altra delle esperienze che caratterizzano e spesso pervadono la nostra vita. La vergogna è una sensazione di inadeguatezza, di essere in-adeguati, di avere meno di quello che serve…<br />
Ognuno sicuramente la riconosce e vive con connotazioni e sfumature particolari, ciò su cui sicuramente concordiamo è la spiacevolezza con cui viviamo questa esperienza. Quando sprofondiamo nell’isola del rifiuto e sentiamo la colpa e la vergogna nei confronti di qualcosa o qualcuno, disconosciamo la nostra persona. Energeticamente subiamo una caduta di energia, tutto sembra richiedere troppo “sforzo” e ci immaginiamo del tutto in-competenti in qualunque cosa, pensiamo anche di essere inadatti a ricevere amore.<br />
In oltre, per confermare il tutto, cominciamo a comportarci in modo da confermare la sensazione che ormai a preso il controllo dei nostri pensieri, delle nostre emozioni, ed ora domina anche la parola, la fisiologia ed i comportamenti: Cominciamo a dire idiozie, lasciamo tutto in disordine, evitiamo di completare ciò che abbiamo iniziato o lo facciamo sciattamente e con poca voglia, camminiamo e ci muoviamo con aspetto frastornato e confuso finendo poi col sentirci in colpa per ciò che facciamo e per come lo facciamo.<br />
Quando indossiamo gli occhiali della colpa e della vergogna, vediamo un mondo in cui tutti sono migliori di noi, tutti gli altri hanno successo , mentre noi siamo destinati a fallire, questo è ciò di cui siamo convinti ed a cui siamo destinati.<br />
Abbiamo creato questo scenario e facciamo di tutto per confermarlo e renderlo il più reale possibile.<br />
Possiamo ricordarci dell’ultima volta che ci siamo sentiti esclusi o che abbiamo vissuto una sensazione di<br />
In-appartenenza, o quando siamo stati rifiutati o abbiamo fallito qualcosa di importante, o quando qualcuno che guardavamo con ammirazione ci ha detto qualcosa che ci ha ferito. Questi momenti provocano la nostra vergogna, e quando lasciamo alle nostre emozioni la possibilità di travolgerci sentiamo di essere del tutto in-adeguati rispetto al tutto ed a tutti.<br />
Tendiamo a rafforzare la vergogna con la nostra vocina interiore che continuamente ci valuta e giudica, chi parla sono tutte quelle leggi, regole, convenzioni, dogmi, precetti che gli altri ci hanno donato ed inculcato attraverso i processi educativi. Le voci interne sarebbero del tutto prive di senso senza la vergogna, è proprio l’emozione della vergogna che funziona come in un circolo vizioso a confermarne la veridicità e la validità, quasi a volerci differenti da quelli che siamo.<br />
L’aspetto paralizzante della vergogna risiede nel fatto che  ci toglie la percezione di noi stessi, noi acquisiamo significato rispetto agli altri che hanno il compito di misurarci, confermarci e donarci senso e significato.<br />
Noi esistiamo solo in funzione degli altri.<br />
Spesso tendiamo a disconoscere la sensazione di vergogna e questo perché siamo totalmente identificati con essa da essere incapaci di vederla.<br />
Tutti noi sperimentiamo in modo differente il la sensazione di vergogna, e tendiamo ad affrontarla in modi differenti. Per alcuni di noi si trova in superficie e si fa sentire con un continuo senso di inadeguatezza tanto pervasivo da determinare la nostra vita e le nostre relazioni, in questo caso siamo totalmente identificati con l’immagine del perdente che merita di essere rifiutato ed emarginato.<br />
Altri tra noi provano periodicamente un senso di mancanza di valore ed un senso di affermazione ed adeguatezza, alternano successi ad insuccessi in funzione delle risposte che ricevono dagli altri. Altri ancora hanno compensato il senso di vergogna con la visione del mondo come perdente mentre loro sono gli unici vincitori.<br />
La vergogna è la causa di molti comportamenti automatici. Quando siamo identificati con la vergogna proviamo sfiducia nei nostri confronti e siamo dipendenti dall’affermazione e dalle cure degli altri.<br />
Per sfuggire alla paura diventiamo compiacenti, ci diamo da fare freneticamente affinché riusciamo a colmare il vuoto datoci dalla vergogna.<br />
La vergogna tende a perpetuare se stessa: ci spostiamo verso gli altri cercando la conferma e la sicurezza. Viviamo nel compromesso, ci relazioniamo nel compromesso ed abituandoci a vedere noi stessi come persona tendente al compromesso tendiamo ad alimentare di vergogna la nostra immagine.<br />
Questo comportamento richiama il rifiuto, abbassando ancora di più la nostra autostima che genera ulteriore vergogna fino a condurci a comportamenti compulsivi e di dipendenza.<br />
Esploriamo l’emozione della vergogna:<br />
quando cominciamo ad ascoltarci ed esplorare le cause scatenati la sensazione della vergogna, possiamo sviluppare il sentimento di comprensione per noi stessi. Comprendiamo come siamo meravigliosi e del tutto adeguati ad esistere e sperimentare gioia ed amore.<br />
Possiamo quindi cominciare ad osservare la vergogna, sentirla e comprenderla, e possiamo anche cominciare a giocare con la vergogna, aumentando il margine di insicurezza. Questo secondo approccio alla vergogna implica il correre dei rischi, sfidare il nostro sistema di credenze, le nostre paure lasciando all’esperienza svelarci ciò che è reale.<br />
Per liberarci da…ll’esperienza della vergogna possiamo attuare quasi un rito di passaggio, un processo che ci rende profondamente umani e sensibili. Può essere e sicuramente lo è necessario l’utilizzo di un’altra straordinaria emozione, la rabbia. Utilizzando la rabbia nei confronti di coloro che ci hanno indotto a sperimentare vergogna e colpa possiamo cominciare a sperimentare la libertà dall’altro, altri e cominciare a percepire il valore per ciò che siamo e sperimentiamo.<br />
Quando abbiamo preso coscienza che ogni esperienza dolorosa o meno è funzionale alla nostra esistenza, possiamo aprirci ad una comprensione più profonda dell’esistere sperimentando gratitudine e meraviglia per le straordinaria opportunità che la vita ci dona e ci concede…<br />
Grazie, eMOTIONpnl…</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://emotionpnl.com/formazione/il-coraggio-di-costruire-un-anno-straordinario/" target="_blank"><span style="color: #800000;"><em><strong>decidi adesso di costruire un 2009 straordinario</strong></em></span></a></p>
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		<title>sulla paura</title>
		<link>http://blog.emotionpnl.com/2008/09/23/sulla-paura/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Sep 2008 08:02:04 +0000</pubDate>
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Una delle limitazioni più grandi che l’uomo riesce a crearsi è la paura.
La paura condiziona tanti esseri umani. La paura di una malattia… la paura di un incidente… la paura di un licenziamento… la paura che si prova nell’affrontare un esame… la paura di affrontare al capo o di fronte ai collaboratori… la paura di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1102 aligncenter" title="paura" src="http://emotionpnl.com/wp-content/uploads/2008/09/paura.png" alt="" width="500" height="367" /></p>
<p>Una delle limitazioni più grandi che l’uomo riesce a crearsi è la paura.<br />
La paura condiziona tanti esseri umani. La paura di una malattia… la paura di un incidente… la paura di un licenziamento… la paura che si prova nell’affrontare un esame… la paura di affrontare al capo o di fronte ai collaboratori… la paura di una responsabilità o di un opinione differente…<br />
Queste sono alcune delle paure che possono influenzare e limitare il comportamento dell’essere umano.<br />
Da cosa deriva la paura???<br />
la paura si scatena quando abbiamo perso la sicurezza… il possesso di una condizione che ci donava tranquillità e certezza. Quindi se da un lato la perdita di sicurezza e quindi l’insicurezza genera paura dall’altro lato la paura può scatenare altre emozioni quali rabbia, rancore, odio e finire col generare lotta, aggressione o difesa. L’insicurezza è senza dubbio indice di im-potenza.<br />
La paura quindi è figlia dell’insicurezza. Insicurezza è anche scarsa fiducia in se stessi, nel mondo, negli altri. Questa premessa conduce ad un’altra riflessione molto interessante.<br />
La maggior parte delle persone appartiene ad una religione e crede perciò a Dio, ad Allah, Budda, Krisha. Normalmente è un Dio molto potente, onnipotente, giudice e creatore del tutto e di tutti.<br />
Quindi possiamo anche affermare che se abbiamo insicurezza tanto da generare la paura verso determinati aspetti della vita… abbiamo sfiducia nel creatore e quindi in Dio… ma questo è un argomento che avremo modo di sviluppare in futuro.<br />
Ciò che qui ci interessa comprendere sono le conseguenze della paura.<br />
La paura ci conduce ad aggrapparci, come scogli in mezzo al mare, ai dogmi, ai giudizi, ai sistemi di credenze, ad un certo posto di lavoro, ad un fidanzato, ad una moglie…<br />
In pratica crediamo che tutto questo sia la nostra sicurezza, la nostra identità ed il nostro orientamento in questa vita. La cosa incredibile è che tenendoci aggrappati a qualcosa o qualcuno, blocchiamo la creatività della vita.<br />
L’insicurezza è l’emozione della dinamicità dell’esistere. L’insicurezza è la spinta creativa che conduce  al nuovo, alla scoperta ed alla creazione. Ciò che è legato muore… l’acqua ferma imputridisce. Questa è la realtà.<br />
Quante volte commentando una partita di calcio è emersa l’espressione: “la squadra ha avuto paura di vincere…” la paura per quanto piccola restringe il nostro respiro, offusca la visione del futuro e le nostre azioni nel presente risultano deboli ed im-potenti. La paura disturba l’armonioso flusso della vita. Questo vale nello sport, nella famiglia, nel lavoro, nelle amicizie ed in ogni campo della vita di un essere umano.<br />
Possiamo in sintesi affermare che la paura nasce da una fondamentale carenza di fiducia nella vita; da una parte induce a reazioni di difesa (lotta) e dall’altra blocca l’energia vitale che ci consente di pensare… immaginare… crescere… ed agire.<br />
Possiamo dunque chiederci come utilizzare la paura, quale informazione ci sta donando?<br />
La paura, infatti, è l’emozione che conduce alla rinascita di una parte di noi. È il tempo che dedichiamo al lutto per qualcosa dentro di noi o qualcuno.<br />
I bambini, conoscono molto bene come vincere la paura e lo fanno affermando la curiosità, sono curiosi, vogliono conoscere e crescere, voglio scoprire il funzionamento delle cose, il significato della vita… sperimentano l’insicurezza e comprendono la vita</p>
<h4><a href="http://emotionpnl.com/coaching/" target="_blank">[Vuoi nutrire la tua curiosità per il domani] </a></h4>
<h4><a href="http://emotionpnl.com/forum/?forumaction=showposts&amp;forum=2&amp;thread=1&amp;start=0" target="_blank">[il forum per far crescere le tue capacità di team leader]</a></h4>
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		<title>i colori delle emozioni</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Sep 2008 22:36:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“non ci sono colori, solo luce”
&#8220;Non ci sono emozioni, solo gioia”
Queste frasi apparentemente provocatorie sono l’avvio di varie ricerche che associano la luce alla gioia di vivere ed i colori alle emozioni…
Le emozioni come i colori sono un fenomeno fisico.
In termini fisici la luce è composta da onde elettromagnetiche che presentano lunghezze d’onda variabili. È [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://emotionpnl.com/wp-content/uploads/2008/09/bussolau.png" rel="lightbox[872]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-878" src="http://emotionpnl.com/wp-content/uploads/2008/09/bussolau-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a>“non ci sono colori, solo luce”<br />
&#8220;Non ci sono emozioni, solo gioia”<br />
Queste frasi apparentemente provocatorie sono l’avvio di varie ricerche che associano la luce alla gioia di vivere ed i colori alle emozioni…<br />
Le emozioni come i colori sono un fenomeno fisico.<br />
In termini fisici la luce è composta da onde elettromagnetiche che presentano lunghezze d’onda variabili. È la luce che causa l’effetto colore. I cosidetti colori fisici di un oggetto esistono solo nella misura in cui le onde di luce vengono modificate dalla materia dell&#8217;oggetto. Parti dello spettro della luce vengono assorbite dall’oggetto e trasformate in colore, altre vengono riflesse. Ciò che determina il colore della superficie di un oggetto è la plasticità e la proprietà della materia dell’oggetto colpita dalla luce, così possiamo distinguere diversi materiali in funzione delle diverse reazioni che la luce ha quando entra in contatto con questi.</p>
<p style="center;"><a href="http://emotionpnl.com/wp-content/uploads/2008/09/fig3.jpg" rel="lightbox[872]"><img class="size-thumbnail wp-image-479 aligncenter" src="http://emotionpnl.com/wp-content/uploads/2008/09/fig3.jpg?w=124" alt="" width="179" height="137" /></a></p>
<p>Se adesso trasliamo il concetto luce a quello della gioia di vivere, troviamo interessanti analogie che ci fanno scoprire come possiamo scegliere noi i colori e quindi le emozioni per colorare il quadro della nostra vita. I cosidetti colori fisici e quindi le emozioni esistono nella misura in cui la luce e quindi la gioia di vivere, che entra in contatto con l&#8217;essere umano, viene modificata dalla qualità della percezione di quest&#8217;ultimo. Come abbiamo scritto sopra per la luce, ciò che modifica i colori degli oggetti, è la reazione della luce al contatto con la materia degli stessi oggetti. Ciò significa che la gioia di vivere, qualitativamente pura ed universale, si manifesta nelle varie emozioni, in funzione della qualità emotiva dei soggetti con cui entra in cottatto. Ancora più precisamente possiamo dire che siamo noi stessi a modificare la manifestazione esterna della gioia attraverso le emozioni.</p>
<p>La gioia di vivere è qualitativamente immodificabile così come la luce, ciò che ne determina la traduzione nelle diverse emozioni è la diversa capacità a trattenere, riflettere, trasmettere ed assorbire la stessa gioia di vivere. Le parti dello spettro della luce e quindi della gioia di vivere vengono assorbite dall&#8217;oggetto/soggetto e trasformate in calore/energia e quindi in emozioni, altre vengono riflesse. Come per la luce ed i colori anche la gioia di vivere è soggetta a diverse manifestazioni emotive in funzione della reazione dell’essere umano.<img class="size-medium wp-image-1409 aligncenter" title="bussola-colori" src="http://emotionpnl.com/wp-content/uploads/2008/12/bussola-colori-300x300.jpg" alt="" width="195" height="195" />Così come accade nel caso dell’assorbimento per la luce, cioè il principio secondo il quale le onde di luce vengono inglobate nella materia rendendo più scuro l’oggetto, anche la gioia è soggetta ad un principio simile, questo accade quando il soggetto tende ad assorbire, trattenere ed inglobare la gioia di vivere finendo per saturare il sistema interno e producendo uno shok emotivo meglio inteso come paura…<br />
Quindi l&#8217;inglobamento della gioia di vivere, funziona come l’assorbimento per il colore e consiste nell&#8217;inclusione della gioia di vivere nella materia fisica e nella successiva trasformazione in calore/energia.. così il soggetto trattiene l&#8217;energia esacerbandosi divenendo più scuro. . questo accade quando tendiamo ad allontanarci dagli altri, isolandoci e tendiamo a provare odio o rancore, è classica l’espressione: “Sei nero, oggi hai proprio l&#8217;aria di chi ha cento diavoli per capello&#8221;. Il nero, in questo caso, rinvia alla persona che scopriamo adombrata, in-capace di riverberare dal suo viso luce alcuna. Il nero, almeno da noi, è il colore della notte e della morte dell&#8217;intimorente e dell&#8217;ignoto. Possiamo anche dire che la tavolozza cromatica interna dipende sia dal nostro modo di percepire la luce esterna cioè la gioia, sia dalla nostra specifica modalità di rivisitare emozionalmente gli accadimenti della vita stessa.<br />
Possiamo così sintetizzare le associazioni tra colori ed emozioni: In linea di massima, i colori caldi (giallo, <a href="http://emotionpnl.com/wp-content/uploads/2008/09/bussola-colori.jpg" rel="lightbox[872]"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-483" src="http://emotionpnl.com/wp-content/uploads/2008/09/bussola-colori.jpg?w=99" alt="" width="173" height="167" /></a>arancione e rosso) sono aggressivi, irrequieti o stimolanti e positivi, mentre quelli freddi (violetti, blu e verdi) sono scostanti e riservati, tranquilli o sereni. Occorre fare però attenzione alle generalizzazioni indebite. I colori, cioè, ricevono il loro contenuto emotivo tramite le relazioni in cui essi vengono rapresentati. Le relazioni sono il risultato di esperienze o associazioni soggettive, le quali, come nel caso dell&#8217;arte espressionistica possono risultare estremamente individuali.<br />
Relativamente al modo personale di rivisitare le tinte percepite da parte di un determinato soggetto, occorre ricordare il pensiero di W. Kandinsky, per il quale il colore è un mezzo per stimolare direttamente l&#8217;anima. In merito egli amava dire che l&#8217;armonia dei colori è fondata su un solo principio: l&#8217;efficace contatto con l&#8217;anima. Simili affermazioni che a primo ascolto possono sembrare più &#8216;artistiche&#8217; e poetiche che scientifiche, sono fortemente in linea col principio di fondo, quello relativo all&#8217;influenza e relazione tra luce e gioia di vivere e tra colori ed emozioni. Anche il linguaggio convalida l’azzardo scientifico-filosofico di questo articolo. Il linguaggio è espressione di un sapere profondo, che a volte può sfuggire alle riflessioni più distratte. &#8220;Hai una brutta faccia, il tuo colorito mi piace poco, hai proprio una brutta cera&#8221;.  Questa espressione di un soggetto preoccupato che si rivolge ad una persona cara chiama in gioco il pallore il quale viene percepito dal valutante come un segno di stanchezza, di preoccupazione o di malattia. Psicologicamente, più del colore è importante il suo cambiamento. Se, ad esempio, il pallore, lo sbiancamento è repentino, lo stesso può chiamare in causa emozioni quali l&#8217;ansia, la paura o, al limite, lo stupore catastrofico.<br />
&#8220;Sei sbiancato come un lenzuolo&#8221; è un&#8217;espressione che intende alludere ad un cambiamento riferibile alle emozioni provate dal soggetto osservato.<br />
Mutando colore, l&#8217;espressione che spesso sentiamo nel dire quotidiano &#8220;Sei diventato rosso&#8221; suggerisce un&#8217;interpretazione del tipo: &#8220;Stai mentendo&#8221; o &#8220;Sei imbarazzato&#8221;.<br />
La persona felice, manifesta un volto radioso, luminoso, trasparente.<br />
Questo che abbiamo presentato è l’introduzione delle ricerche fatte in eMOTIONpnl sulla stretta correlazione esistente tra l’universo dei colori e quello delle emozioni. .  .<br />
In sintesi ciò che sperimentiamo nei percorsi sull’arte di esistere e nei percorsi bellessere è che estendendo la nostra percezione della gioia di vivere abbiamo la possibilità di utilizzare molti più colori per colorare la nostra vita e molte più emozioni per esistere…<br />
<a href="http://emotionpnl.com/contattaci/" target="_blank">[Vuoi conoscere come dipingere la tua vita con le tue emozioni?]</a></p>
<p><a href="http://blog.emotionpnl.com/2008/09/11/i-colori-delle-emozioni/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
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		<title>noi siamo nati per essere felici…</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Sep 2008 04:30:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tutti noi nasciamo con una naturale tendenza alla felicità, all’allegria, al gioco: basta guardare un bimbo per rendercene conto, tutto lo diverte, lo entusiasma, lo attrae, lo affascina, lo interessa, in quanto tutto per lui è senza alcun paragone nuovo e quindi degno di essere scoperto, esplorato e conosciuto.
…allora perché molti di noi affermano il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti noi nasciamo con una naturale tendenza alla felicità, all’allegria, al gioco: basta guardare un bimbo per rendercene conto, tutto lo diverte, lo entusiasma, lo attrae, lo affascina, lo interessa, in quanto tutto per lui è senza alcun paragone nuovo e quindi degno di essere scoperto, esplorato e conosciuto.<br />
…allora perché molti di noi affermano il contrario… affermano di essere insoddisfatti di qualcosa o qualcuno?</p>
<p>Perchè spesso diciamo:<br />
sarò felice… quando potrò comprarmi la macchina che voglio…<br />
Sarò felice&#8230; quando avrò una casa più grande e più luminosa…<br />
Sarò felice… quando avrò una compagna più bella…<br />
Sarò felice… quando avrò i dipendenti che merito…<br />
Sarò felice… quando avrò il lavoro che fa per me…<br />
Sarò felice… quando avrò più soldi…<br />
Sarò felice… quando piacerò di più ai miei amici…<br />
Sarò felice… quando sarò più magro…<br />
Sarò felice… quando,  quando….</p>
<p>E quindi quando sarai pronto ad essere felice?<br />
Secondo la definizione classica, la felicità è un’intensa sensazione di benessere, caratterizzata dall’assenza di dolore e quindi di in-felicità e dalla presenza della soddisf-azione e dalla sens-azione generata dalla realizzazione di un desiderio.<br />
In filosofia lo stato di felicità è inteso come raggiungimento della saggezza… appagamento dei desideri e quindi liberazione dagli attaccamenti materiale.<br />
E’ certamente vero che il possesso di tutte le cose sopra elencate produce felicità, in quanto appagano il desiderio e la nostra mente ci dice: puoi essere felice perché hai questo… hai raggiunto questo risultato… i tuoi allievi stanno raggiungendo ciò che desiderano&#8230;<br />
La felicità è l’isola in cui il possesso o il raggiungimento dei nostri obiettivi sono le condizioni  senza le quali, inevitabilmente, sprofondiamo nell’infelicità… nell’isola della mancanza e dell’assenza di felicità, innescando il processo di ricerca di felicità inteso come mancaza, così il tempo della felicità si restringe dilatando quello dell’in-felicità.<br />
Come possiamo ridurre la possibilità di sprofondare nel baratro dell’infelicità? o ancor meglio come possiamo scegliere di essere felici?<br />
Eliminare la condizione di infelicità dal genere umano è cosa assai difficile o im-possibile, anche perché se esiste c’è un motivo. L’infelicità è una delle emozioni che produce un gran quantitativo di gioia di vivere, questa è l’isola emotiva in cui moriamo al vecchio per rinascere al nuovo, lasciamo il passato per scoprire il futuro che desideriamo e vivere il presente che vogliamo. Questo processo di rinascita e creazione è ben conosciuta ai monaci buddisti: Quando un monaco buddista costruisce un complesso mandala fondendo forme e colori, si impegna per ore, giorni ed anche settimane, dedicandogli tutta la sua attenzione e tutte le sue energie e risorse. Infine, terminato il mandala, con altrettanta attenzione ed impegno, soffia via la sua creazione, cancellando da sè la memoria di ciò che aveva appena terminato.<br />
Il monaco buddista ri-conosce perfettamente il peso degli attaccamenti del passato e proprio per questo se ne libera. Sceglie il presente di una nuova creazione lasciando libera la mente da paragoni inutili e limitanti per il suo benessere e per la forza della sua creazione futura.</p>
<p><a href="http://blog.emotionpnl.com/2008/09/06/noi-siamo-nati-per-essere-felici%e2%80%a6/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Quando abbiamo raggiunto la felicità siamo pronti a ridonarci alla vita.</p>
<p>vuoi essere anche tu abitante di gioiopolis?<br />
vuoi avere una squadra di lavoro che giocolavora con entusiasmo e motivazione?<br />
vuoi realizzare i tuoi desideri?<br />
<a href="http://emotionpnl.com/contattaci/" target="_blank">[contattaci]</a></p>
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		<title>il potere delle nostre convinzioni</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Sep 2008 04:30:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[LA VITA E’ UN GIOCO DOVE SI VINCE SEMPRE ANCHE QUANDO SI PERDE
NOI SIAMO NATI PER GODERE DELLA VITA
NOI VOGLIAMO ESTRARRE DALLA VITA QUANTA PIU’ GIOIA POSSIBILE
NOI SIAMO AMORE IMMERSI NELL’AMORE
NOI CREIAMO UN FUTURO DI CIOCCOLATA
Queste sono le con-vin-zioni che animano e.MOTIONpnl, questo è ciò che prevediamo, questo è ciò che vogliamo…
La parola convinzione contiene [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>LA VITA E’ UN GIOCO DOVE SI VINCE SEMPRE ANCHE QUANDO SI PERDE<br />
NOI SIAMO NATI PER GODERE DELLA VITA<br />
NOI VOGLIAMO ESTRARRE DALLA VITA QUANTA PIU’ GIOIA POSSIBILE<br />
NOI SIAMO AMORE IMMERSI NELL’AMORE<br />
NOI CREIAMO UN FUTURO DI CIOCCOLATA</p>
<p>Queste sono le con-vin-zioni che animano e.MOTIONpnl, questo è ciò che prevediamo, questo è ciò che vogliamo…</p>
<p>La parola convinzione contiene nella sua stessa composizione letterale tre significati convergenti ed estremamente potenti per le azioni che determinano e per le emozioni che producono.<br />
Nella con-vin-zione individuiamo l’elemento della con-oscenza, quello della vin-cita ed anche quello dell’emo-zione connessa ad entrambe.<br />
Se ci concentriamo sul significato che ciascuno di noi attribuisce al concetto, all’idea, all’esperienza ed al vissuto della convinzione, possiamo riconoscere che, in misura maggiore o minore ed in proporzione variabile, la forza di questi tre elemeti (conoscenza, vincita ed emozione) è comunque presente.<br />
Analizziamo meglio i tre elementi costitutivi delle convinzioni: la conoscenza delle proprie abilità, delle proprie possibilità e delle proprie risorse fisiche e psichiche ed anche degli elementi di realtà che viviamo; la prospettiva del vincere ciò che altri credono persa ed impossibile e l’emozione di riuscire a portare a termine un progetto, un desiderio che spesso è nella testa e nel cuore di chi lo immagina e sente possibile.<br />
La convinzione oltre ad essere una creazione interna e riflessiva del con-vincersi, nota a noi stessi e sconosciuta ad altri, è anche e soprattutto esteriore e rivolta al mondo: il con-vincere noi tutto/i: allievi, collaboratori, alleati, amici, familiari nella realizzazione di qualcosa che supera il tempo e lo spazio di ogni convinzione in gioco per accedere allo spazio del sogno e del gioco in cui la vita è la nostra compagna più fedele. La convinzione intrisa del godimento di ri-uscire, cioè di esternare i propri pensieri e la propria coscienza nella realtà, è fortemente intrecciata con la conoscenza e la tensione verso la vittoria, intesa come affermazione e realizzazione del sentire universale che in noi trova dimore e materia. È così palese che sia l’azione riflessiva del con-vincersi che quella transitiva del con-vincere hanno comunque a che fare con il godimento di tutti noi (dell’io e degli altri).<br />
Questo stato di godimento sarà quindi tanto più potente, tanto più motivante e convincente, quanto più sarà sia attuale, presente, immediatamente riconducibile ad un’esperienza fissata nel qui ed ora, che potenziale, virtuale ed atemporale, intesa come dimensione che fonde il passato ed il futuro…<br />
La convinzione e quindi la motivazione che porta e.MOTIONpnl nel costruire e materializzare questo blog, così come la motivazione nell’allenare un allievo, o la motivazione che ci porta a studiare uno strumento musicale, o a partecipare ad un progetto professionale ed aziendale, è alimentata sia dal godimento che proviamo nello svolgere ciascuna di queste attività sia dal godimento già sperimentato in passato ed ancor più dal godimento che siamo sicuri di estrarre in futuro…<br />
<p><a href="http://blog.emotionpnl.com/2008/09/05/il-potere-delle-nostre-convinzioni/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
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		<title>agisci e realizza i tuoi desideri</title>
		<link>http://blog.emotionpnl.com/2008/09/04/agisci-e-realizza-i-tuoi-desideri/</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Sep 2008 23:29:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eMOTIONpnl</dc:creator>
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		<description><![CDATA[…&#8221;I risultati che abbiamo sono il frutto delle decisioni che prendiamo e delle azioni che compiamo&#8221;…
Agiamo, decidiamo, utilizziamo il corpo, facciamo qualcosa di tangibile adesso che siamo carichi e motivati, adesso che siamo fermamente convinti dell’importanza dei nostri desideri…
Come possiamo credere di poterlo fare domani, tra una settimana o tra un mese, se lo slancio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>…&#8221;I risultati che abbiamo sono il frutto delle decisioni che prendiamo e delle azioni che compiamo&#8221;…<br />
Agiamo, decidiamo, utilizziamo il corpo, facciamo qualcosa di tangibile adesso che siamo carichi e motivati, adesso che siamo fermamente convinti dell’importanza dei nostri desideri…<br />
Come possiamo credere di poterlo fare domani, tra una settimana o tra un mese, se lo slancio sarà spento, se avremo raccolto solo informazioni che ci bloccano e che ci fanno credere di essere incapaci di affrontare la scelta? Quando saremo pronti? Solo quando iniziamo ad agire concretamente. Le nostre scelte acquistano consistenza passando dal piano delle intenzioni, destinate ad essere spazzate via dal primo alito di vento che soffia in direzione contraria, al piano concreto della realizzazione.</p>
<p><p><a href="http://blog.emotionpnl.com/2008/09/04/agisci-e-realizza-i-tuoi-desideri/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p><br />
Solo quando agiamo siamo realmente sicuri di aver deciso….<br />
Qual è l’interuttore della decisione?<br />
La decisione accade quando prendiamo coscienza delle “variabili” che mortificano il nostro desiderio di bellessere avvilendo la forza per realizzare i nostri sogni; accade quando siamo consapevoli di ciò che ci allontana dalla meraviglia delle persone che amiamo e si relazionano con noi. La decisione accade quando abbiamo piena comprensione di ciò che vogliamo realizzare e del progetto che vogliamo materializzare. Decidiamo (recidiamo le possibili alternative) e scartiamo ciò che è inutile e dannoso per la realizzazione dei nostri desideri, proiettandoci con forza e decisione verso il futuro che abbiamo deciso…</p>
]]></content:encoded>
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		<title>sull&#8217;arte di navigare le emozioni (art. 2°)</title>
		<link>http://blog.emotionpnl.com/2008/09/02/sullarte-di-navigare-le-emozioni-art-2%c2%b0/</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Sep 2008 12:38:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eMOTIONpnl</dc:creator>
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		<description><![CDATA[LA RABBIA ci ha permesso di sopravvivere ed evolverci
La rabbia è una emozione primordiale ed è una di quelle emozioni che hanno permesso all&#8217;essere umano di fare la differenza tra sopravvivere e morire.
La rabbia è un’emozione tipica, considerata fondamentale da tutte le teorie psicologiche poiché per essa è possibile identificare una specifica origine funzionale, degli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>LA RABBIA ci ha permesso di sopravvivere ed evolverci<br />
La rabbia è una emozione primordiale ed è una di quelle emozioni che hanno permesso all&#8217;essere umano di fare la differenza tra sopravvivere e morire.<br />
La rabbia è un’emozione tipica, considerata fondamentale da tutte le teorie psicologiche poiché per essa è possibile <a href="http://emotionpnl.com/wp-content/uploads/2008/09/bulbo-arrabbiato.png" rel="lightbox[800]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-346" src="http://emotionpnl.com/wp-content/uploads/2008/09/bulbo-arrabbiato.png?w=69" alt="" width="88" height="122" /></a>identificare una specifica origine funzionale, degli antecedenti caratteristici e delle manifestazioni espressive. LA RABBIA possiede una tipica espressione facciale, ben riconoscibile in tutte le culture studiate;  l&#8217;aggrottare violento della fronte e delle sopracciglia e lo scoprire e digrignare i denti, rappresentano le modificazioni espressive del viso che meglio esprimono l&#8217;emozione della rabbia. Tutta la muscolatura del corpo può estendersi fino all&#8217;immobilità.</p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;">
<p>Essendo un&#8217;emozione primitiva, essa può essere osservata sia in bambini molto piccoli che in specie anim<a href="http://emotionpnl.com/wp-content/uploads/2008/09/lupo-ringhio.jpg" rel="lightbox[800]"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-343" src="http://emotionpnl.com/wp-content/uploads/2008/09/lupo-ringhio.jpg?w=128" alt="" width="128" height="96" /></a>ali diverse dell&#8217;uomo.</p>
<p>Quindi, insieme alla felicità ed al dolore, la rabbia è una tra le emozioni più precoci.<br />
Prima di proseguire con la descrizione della rabbia come strumento per navigare la vita è indispensabile distinguere LA RABBIA da emozioni a lei affini quali odio ed ira.<br />
L’odio è uno stato cosciente della persona in cui si vivono forti sentimenti distruttivi e di vendetta nei confronti dell’altro, si è come legati all’altro, ed anziché essere avvicinati dall’amore e dalla voglia di creare qualcosa di nuovo, si è legati dall’idea e dalla voglia di distruggere qualcosa o qualcuno. Ciò che caratterizza questa forte sensazione è un estremo rifiuto verso cose o persone. Vi è coscienza ed incapacità di  ribellarsi, compensare e manifestare il dolore subito. L’odio si placa solo quando si riesce a far subire ciò che si è in precedenza subito.<span id="more-800"></span><br />
L’ira, spesso confusa e scambiata con la rabbia, è a differenza di quest’ultima uno stato emotivo in cui si perde del tutto il lume della ragione, si esplode con reazioni spesso spropositate rispetto alla situazione. Le caratteristiche espressive di questa emozione sono assolutamente differenti da quelle della rabbia: si spalanca la bocca, si alza la voce, si grida, si urla, si diventa rossi, si chiudono gli occhi.  la rabbia rappresenta la tipica reazione alla frustrazione e alla costrizione, sia fisica che psicologica, questa straordinaria emozione che ci accompagna nella nostra evoluzione da milioni di anni: è la condizione emotiva che istantanea tradotta in azione consente di liberarsi da chi restringe la nostra libertà e la realizzazione del bene per noi stessi.</p>
<p>L’emozione della rabbia è direttamente connessa alla frustrazione che nasce dall’in-soddisfazione di un bisogno. Altri fattori sembrano implicati affinché si origini l&#8217;emozione della rabbia. La responsabilità e la consapevolezza che si attribuisce alla persona che induce frustrazione o costrizione sembrano essere altri importanti fattori. Insomma ci si arrabbia quando qualcosa o qualcuno si oppone alla realizzazione di un nostro bisogno, soprattutto quando viene percepita l&#8217;intenzionalità di ostacolare l&#8217;appagamento.<br />
Quali sono le funzioni della rabbia?<br />
la potente impulsività e la forte propensione all&#8217;agire con modalità aggressive sono funzionali alla rimozione dell&#8217;oggetto frustrante. La rabbia è sicuramente uno stato emotivo che aumenta nell&#8217;organismo il propellente energetico utilizzabile per passare alle vie di fatto, siano queste azioni oppure solo espressioni verbali. La rimozione dell&#8217;ostacolo che si oppone alla realizzazione del bisogno può avvenire sia attraverso l&#8217;induzione della paura e la conseguente fuga sia mediante un violento attacco.<br />
La rabbia, liberarsi da qualcosa o qualcuno.<br />
Come detto sopra, La rabbia nasce dalle ferite ricevute o dalla sensazione che qualcuno ci sta facendo del male. Il funzionamento della rabbia ci consente di riconoscerla ed esprimerla, portando fuori con chiarezza e decisione i nostri sentimenti, imparare a proteggere il nostro spazio, la nostra vita e le nostre relazioni. Il senso di questo principio è eliminare le cause della rabbia, riconoscendo chi o che cosa mi ferisce e agire di conseguenza, parlando, esprimendo ciò che pensiamo o sentiamo. Nel caso in cui ci viene difficile cambiare una situazione, prendiamo in considerazione la possibilità di sottrarci per tempo a un dolore inutile. Uno dei modi per riconvertire la rabbia sono il perdono, di noi stessi e degli altri, il lasciar andare i rancori passati e il desiderio di vendetta e spostare il focus e quindi l’energia di questa emozione verso ciò che desideriamo realizzare di buono per noi stessi. Talvolta la rabbia nasce dal fatto che vediamo riflessa nell&#8217;altro qualcosa che “NON” vogliamo o “NON” possiamo vedere di noi stessi. La nostra immagine riflessa in uno specchio ci turba e la neghiamo. Questa è L’IRA la cecità più assoluta di fronte a noi stessi. E&#8217; l&#8217;intolleranza, l&#8217;ingiustizia che nasce dalla mancanza di comprensione, di umanità, di compassione, di accettazione.<br />
<em><strong>MEGLIO VINCERE TE STESSO CHE COMBATTERE MILLE BATTAGLIE</strong></em></p>
<p><a href="http://blog.emotionpnl.com/2008/09/02/sullarte-di-navigare-le-emozioni-art-2%c2%b0/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
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		<title>cosa significa ascoltare</title>
		<link>http://blog.emotionpnl.com/2008/08/31/cosa-significa-ascoltare/</link>
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		<pubDate>Sun, 31 Aug 2008 04:30:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[1)L&#8217;ASCOLTO E&#8217; UNA CAPACITA&#8217; DA ALLENARE.
Il dialogo è un &#8220;gioco&#8221; che associa chi parla e chi ascolta in una danza che cerca di superare le distorsioni della confusione che troppo spesso offuscano la chiarezza dei messaggi. Se entrambi i partecipati alla danza della comunicazione rimangono sordi l&#8217;uno all’altro, la comunicazione interpersonale è senza speranze.
Questo è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-332" src="http://emotionpnl.com/wp-content/uploads/2008/08/bussalo-ascolto.jpg?w=300" alt="" width="190" height="144" /><em><strong>1)L&#8217;ASCOLTO E&#8217; UNA CAPACITA&#8217; DA ALLENARE.</strong></em></p>
<p>Il dialogo è un &#8220;gioco&#8221; che associa chi parla e chi ascolta in una danza che cerca di superare le distorsioni della confusione che troppo spesso offuscano la chiarezza dei messaggi. Se entrambi i partecipati alla danza della comunicazione rimangono sordi l&#8217;uno all’altro, la comunicazione interpersonale è senza speranze.</p>
<p>Questo è il primo di una serie di articoli sull’importanza dell’ascolto, argomento fondamentale per chiunque ha deciso di navigare la vita e le sue correnti, lasciando le isole dell’incomprensione e dell’isolamento per navigare i mari dell’accoglienza e della comprensione.<br />
La premessa sopra espressa indica lo stretto rapporto che lega la capacità di ascolto ad una migliore comunicazione interpersonale, alla crescita professionale e alla soddisfazione sul lavoro.<br />
Essere buoni ascoltatori, significa avere ottime rel-azioni interpersonali.</p>
<p>Ascoltando siamo in grado di ridurre notevolmente, ad esempio durante le riunioni, il tempo dedicato a risolvere i problemi ed a migliorare i rapporti interpersonali facendo si che le persone che collaborano con noi siano più propositive e coinvolte al raggiungimento dei propri obiettivi.<br />
Di tutto il tempo che dedichiamo a comunicare, la parte di gran lunga più grande è dedicata all’ascolto.<br />
In media utilizziamo solo il 25% del nostro potenziale di ascolto.<br />
Ascoltare come metodo per ottenere informazioni è usato molto più che leggere o scrivere. L&#8217;ascolto è il canale più spesso utilizzato nell’apprendimento e paradossalmente, è la capacità meno capita di tutte. Spesso siamo portati a pensare che ascoltare e sentire siano la medesima cosa, questo è fuorviante perché alimenta la convinzione che l’ascolto sia una funzione istintiva propria dell’essere umano, proprio per questo finiamo per impegnarci poco ad allenare la capacità di ascolto  finendo per trascurare una delle funzioni di comunicazione fondamentale, precludendoci la possibilità di accrescere autoconsapevolezza e comprensione di noi stessi e di noi tutti.<span id="more-797"></span><br />
Ciò che accade riducendo l’ascolto al mero sentire è la creazione di inutili in-comprensioni, equivoci, istruzioni mal comprese, perdita di informazioni fondamentali ed importanti, imbarazzo e frustrazione, oltre al grave rischio di ferire i sentimenti di qualcuno. In pratica, finiamo per limitare la possibilità di migliorare le nostre relazioni inter-personali e professionali.<br />
Ciò che vogliamo sottolineare in questo primo articolo dedicato all&#8217;allenamento della capacità di ascolto è che <em>l’ascolto è un’abilità che si apprende, si allena e che richiede prima di tutto la scelta consapevole di chi ascolta </em>di essere attivamente proteso verso il messaggio di comunicazione che vuole raccogliere.<br />
<strong>Ascoltare significa:</strong><br />
<em>-Raccogliere informazioni da chi parla e/o comunica qualcosa, sia che siamo noi stessi a farlo o qualche altro;<br />
-cercare il più possibile di “sentire con” cioè ascoltare in modo empatico, mettendosi nei panni emotivi dell’altro/i, astenendoci dal giudicare.<br />
-dimostrare attenzione verso chi comunica, incoraggiando la continuazione dell’atto di comunic-azione.<br />
-intervenire con domande e/o osservazioni che ci consentano di comprendere meglio, cioè permettano di portare alla luce “svelare” il significato profondo del messaggio.</em></p>
<p style="text-align:left;"><em><br />
</em>I quattro punti sopra elencati evidenziano la respons-abilità (abilità a rispondere) dell’ascoltare nel processo comunicativo.<br />
<em><strong>Saper ascoltare è uno degli aspetti più interessanti della comunicazione ed anche uno degli aspetti che richiede più attenzione ed allenamento.</strong></em></p>
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		<title>la teoria del NOI tutto/i&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Aug 2008 22:48:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8230;scoprire i carismi, valorizzare le diversità ed accendere l&#8217;entusiasmo
La domanda da cui nasce questo articolo è forse comune a chiunque vuole ottenere risultati migliori in termini di integr-azione e soddisfazione all&#8217;interno delle proprie relazioni familiari o lavorative:
COME POSSO UTILIZZARE I CARISMI, VALORIZZARE LE DIVERISTA’ ED ACCENDERE L’ENTUSISMO DELLE PERSONE CON CUI VIVO, LAVORO, GIOCO&#8230;?
“Destra e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;scoprire i carismi, valorizzare le diversità ed accendere l&#8217;entusiasmo</p>
<p>La domanda da cui nasce questo articolo è forse comune a chiunque vuole ottenere risultati migliori in termini di integr-azione e soddisfazione all&#8217;interno delle proprie relazioni familiari o lavorative:<br />
COME POSSO UTILIZZARE I CARISMI, VALORIZZARE LE DIVERISTA’ ED ACCENDERE L’ENTUSISMO DELLE PERSONE CON CUI VIVO, LAVORO, GIOCO&#8230;?</p>
<p>“Destra e sinistra non sono diventate indistinguibili, ma si sono indubbiamente avvicinate entrambe al centro ed ora giocano la battaglia per il potere con obiettivi simili: vince chi riesce ad estendere benessere e buoni servizi sociali al maggior numero di persone” Così Dahrendorf Ralf in un’intervista comparsa su La Repubblica del 4 maggio del 2005 esprime la rivoluzionaria svolta che la nostra cultura sta svolgendo sin dal crollo del muro di Berlino avvenuta nel 1989.<br />
Queste parole racchiudono una importantissima verità: il passaggio da una logica culturale fondata sulla contrapposizione, in cui la vittoria dell’io contro l’altro è necessaria ed imprescindibile, ad un’altra logica cultura che afferma il suo massimo valore nell’inter-connessione.<br />
Mentre la logica della prevaricazione è una cultura “dopata”, muscolare fatta di imposizione, lotta e scontro, del tutto cieca alle conseguenze che queste azioni determinano; la cultura dell’inter-connessione che qui definiremo del NOI TUTTO/I è al contrario fondata su una logica circolare che determina la nascita di una cultura aperta, cosciente della complessità ed inter-azione che continuamente anima le azioni degli esseri umani.<span id="more-795"></span><br />
Possiamo affermare che il “successo” o “l’insuccesso” delle azioni che ciascuno intraprende dipende oggi come in futuro dalla capacità di passare dagli atteggiamenti e comportamenti mossi dall’aspirazione dell’io e quindi dalla cultura della contrapposizione, dell’imposizione e delle affermazioni della propria prepotenza unilaterale contro l’altro a quelli orientati ed ispirati alla cultura del NOI Tutto/i che incentiva l’interconnessione, l’accoglienza dei carismi e valori di noi tutti  e la valorizzazione della reciproca interdipendenza.<br />
e.MOTIONpnl riconosce che la carta vincente per riuscire a creare bellessere nelle famiglie, nelle aziende e nella società in generale, è sempre stata e continuerà ad essere: il coinvolgimento interattivo e l’attivazione del protagonismo personale, in cui la valorizzazione dei carismi personali, l’integrazione delle differenze e delle specifiche competenze di ognuno supera il conflitto della contrapposizione ed accede alla inter-responsabilizzazione degli elementi in gioco.<br />
Compresa la cruciale importanza dei talenti personali per la crescita del gruppo, famiglia o azienda, chi si trova in un ruolo di allenatore, di genitore, di leader si apre un’altra questione fondamentale per il successo del ruolo che ricopre: Come possiamo valorizzare al meglio questi talenti e come riusciamo ad accendere l’entusiasmo delle risorse umane che siamo chiamati ad allenare e far crescere?<br />
La valorizzazione dei carismi si ottiene grazie all’utilizzo della “risonanza”, cioè grazie alla capacità di innescare sentimenti positivi che consentono di fare gioco di squadra ed ottenere un risultato straordinario che consideri i desideri e bisogni di Noi tutti. E’ certamente noto come le emozioni che promuovono condivisione, com-partecip-azione ed interdipendenza diano risultati migliori di emozioni che innescano divisione, scontro e frustrazione delle risorse in gioco. Il leader riesce a scuotere, cioè riesce ad accendere l’entusiasmo animando quanto di meglio c’è in ognuno di noi.<br />
Spesso per spiegare l’efficacia di leader che ottengono risultati evidenti e tangibili si ricorre a termini del tipo: lungimiranza, carica ideale, strategia…<br />
In realtà il segreto del leader è semplice e più primitivo ed è: la capacità di conoscere ed utilizzare le emozioni.<br />
A prescindere dall’intento, il successo del leader è come agisce e come riesce ad utilizzare le emozioni per condurre all’azione il gruppo ed innescare sentimenti di partecip-azione ed interdipendenza tra i partecipanti al gioco.</p>
<p><a href="http://blog.emotionpnl.com/2008/08/30/la-teoria-del-noi-tuttoi-scoprire-i-carismi-valorizzare-le-diversita-ed-accendere-lentusiasmo/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
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		<title>sull&#8217;arte di navigare le emozioni</title>
		<link>http://blog.emotionpnl.com/2008/08/27/sullarte-di-navigare-le-emozioni/</link>
		<comments>http://blog.emotionpnl.com/2008/08/27/sullarte-di-navigare-le-emozioni/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 27 Aug 2008 15:02:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eMOTIONpnl</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;essere umano sembra essere continuamete alla ricerca di sens-azioni ed emozioni che lo facciano stare bene e lo soddisfino, in breve sembra rincorrere uno stato di benessere comunemente chiamato felicità.
Accade anche che questo stato di benessere psicofisico, quest&#8217;isola felice, questo luogo della mente e del corpo in cui scopriamo un senso di pienezza e benessere, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;essere umano sembra essere continuamete alla ricerca di sens-azioni ed emozioni che lo facciano stare bene e lo soddisfino, in breve sembra rincorrere uno stato di benessere comunemente chiamato felicità.</p>
<p>Accade anche che questo stato di benessere psicofisico, quest&#8217;isola felice, questo luogo della mente e del corpo in cui scopriamo un senso di pienezza e benessere, appartenga a frammenti della nostra vita. Questo accade dal momento in cui siamo convinti di poter possedere in eterno questo oggetto o quella persona, vorremmo quasi cristallizzare i momenti in cui sentiamo di essere forti e pronti ad affrontare ogni cosa e così finiamo per crollare verso un&#8217;altra <strong><em>&#8220;isola emotiva&#8221;</em></strong> l&#8217;isola della paura in cui le emozioni che proviamo creano nuovi paesaggi e nuove relazioni. L&#8217;Altro diviene un nemico, qualcuno da cui difenderci e che può privarci di qualcosa o qualcuno, e così cominciamo a provare paura, la paura di perdere forza, bellezza, potere, amici&#8230;</p>
<p>Le domande riguardo le emozioni che in e.MOTIONpnl ci siamo posti sono diverse e cruciali per comprendere come queste straordinarie attività psicofisiologiche determinino adattamenti, evoluzioni e cambiamenti della persona al suo ambiente, rispetto al gruppo e quindi rispetto alla vita stessa. Le emozioni, possono essere considerate gli strumenti per comprendere la magia della vita e se la vita fosse uno sconfinato oceano, le emozioni sarebbero gli strumenti che ci consentirebbero di navigare le sue correnti portandoci in luoghi e terre magiche in cui poter sperimentare una infinità e varietà di emozioni e sens-azioni, ognuna utile, ognuna indispensabile per consentire la nostra crescita e fare della nostra vita una splendita opera d&#8217;arte.<span id="more-774"></span></p>
<p>Vivere e sperimentare la vita privi delle nostre emozioni significherebbe vivere senza preferenze producendo scelte inconsapevoli, senza dare priorità alle nostre azioni e ai nostri comportamenti rispetto a noi stessi e rispetto alla vita.</p>
<p>Così come i colori possono variare in molteplici gradazioni e tonalità pur nascendo dalla miscela di 3 colori primari, allo stesso modo le emozioni prendono vita da <em>6 emozioni fondamentali<strong>: PIACERE, SOFFERENZA, PAURA, RABBIA, SORPRESA E DISGUSTO. </strong></em>Queste 6 emozioni fondamentali ci hanno consentito sin dai primi momenti di vita della specie umana di sopravvivere.</p>
<p>Come viene illustrato sotto nella &#8220;bussola per l&#8217;arte dell&#8217;amare e dell&#8217;esistere&#8221; queste 6 emozioni principali appartengono all&#8217;io e si scatenano anche e soprattutto per salvarci da situazioni di pericolo e condurci verso lidi emotivi migliori.</p>
<p>Queste emozioni si scatenano in situazioni nelle quali è in gioco la nostra sopravvivenza o la nostra posizione nella società, ambiente o gruppo. Ad esempio la paura è fondamentale per consentirci di sfuggire i pericoli, il piacere ci invita ad andare verso l&#8217;altro per trovare il partner per riprodurci. Le emozioni hanno dunque favorito la sopravvivenza e la riproduzione di tutti gli antenati della nostra specie, il che ci porta a comprendere come mai siano state trasmesse attraverso i geni fino a Noi.</p>
<p><a href="http://emotionpnl.com/wp-content/uploads/2008/08/bussola-1.jpg" rel="lightbox[774]"></a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://emotionpnl.com/wp-content/uploads/2008/08/bussola-1.jpg" rel="lightbox[774]"><img class="alignnone size-medium wp-image-269" src="http://emotionpnl.com/wp-content/uploads/2008/08/bussola-1.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Oltre le emozioni fondamentali noi esseri umani abbiamo la possibilità e l&#8217;opportunità di sperimentare gli stati d&#8217;animo: <strong><em>SENSO DI COLPA, AMORE ROMANTICO, FELICITA&#8217;, INVIDIA, GELOSIA, SIMPATIA, ACCOGLIENZA-AMAE</em></strong>.</p>
<p>Gli stati d&#8217;animo al pari delle emozioni fondamentali sono strumenti indispensabili per garantire l&#8217;evoluzione delle dinamiche personali, sociali e culturali. Ad esempio il <strong><em>senso di colpa </em></strong>crea codici morali ai quali obbedire, calibra la nostra capacità di interagire con l&#8217;altro nel rispetto del Noi tutti e garantisce la possibilità di entrare successivamente in interel-azione tra di NOI. <strong><em>L&#8217;accoglienza</em></strong> è un altro stato d&#8217;animo che consente di generare integrazione tra le cose e le persone stipulando nuovi contratti sociali e relazionali avvicinando le persone in un sentimento che Romain Rolland definì <em>sentimento oceanico</em></p>
<p><a href="http://emotionpnl.com/wp-content/uploads/2008/08/bussola-2.jpg" rel="lightbox[774]"></a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://emotionpnl.com/wp-content/uploads/2008/08/bussola-2.jpg" rel="lightbox[774]"><img class="alignnone size-medium wp-image-270" src="http://emotionpnl.com/wp-content/uploads/2008/08/bussola-2.jpg?w=300" alt="" width="300" height="221" /></a></p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:left;">Vivere, ri-conoscere ed utilizzare le emozioni che la vita ci dona, ci permette di orientarci perfettamente nella complessità dell&#8217;esistere allenandoci a riattivare la meraviglia e le potenzialità del nostro corpo.</p>
<p style="text-align:left;">La <em><strong>gioia di vivere</strong></em>, è quallo stato d&#8217;essere che accade nel momento in cui comprendiamo il valore di ogni emozione &#8220;bella o brutta&#8221;, &#8220;giusta o sbagliata&#8221;, &#8220;positiva o negativa&#8221;. La gioia di vivere accade all&#8217;improvviso e libera la mente travasando il cuore di pienezza e si stratifica nella percezione cosciente del tutto.</p>
<p style="text-align:left;">La gioia consente di accedere a quello stato di coscienza in cui l&#8217;io e l&#8217;altro svaniscono, in cui il Noi altri si fonde al voi e crea il NOI TUTTO/I.</p>
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