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conflitto e negoziazione

Per darne una definizione generale, la negoziazione è quel processo di interscambio comunicativo finalizzato a raggiungere un accordo con altre persone, quando alcuni degli interessi sono condivisi e altri sono contrapposti. La negoziazione è un’attività informale in cui si è impegnati tutte le...

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siate affamati… siate folli

Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 27-02-2009

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C’era una volta un uomo che pregava dicendo: “Signore, mostrami il modo migliore per estrarre dalla mia vita quanta più ricchezza possibile”. Una notte ebbe una visione, durante la quale gli fu detto di trascorrere il giorno seguente nella foresta. Così il giorno successivo l’uomo si mise a vagare nel bosco in cerca di segni e presagi. Improvvisamente egli vide una volpe senza zampe sdraiata sotto un albero. Incuriosito da come una creatura priva di zampe potesse sopravvivere nel bosco, si nascose dietro un masso li vicino per osservarla. Ben presto arrivò un leone che depose della carne di fronte alla volpe. “Ecco! – pensò l’uomo – il segreto per estrarre ricchezza risiede nell’affidarsi completamente all’universale ed Egli avrà cura di qualsiasi nostra necessità. Devo smettere di provvedere a me stesso, devo arrendermi all’universale che tutto sostiene”. Detto questo, l’uomo si sedette sotto un albero ed aspettò. Dopo dieci giorni, molto indebolito, l’uomo ebbe un’altra visione. In essa una voce gli disse: “Stupido! Sii come il leone…”.

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SCEGLI DI ESTRARRE QUANTA PIU’ RICCHEZZA POSSIBILE ORA-SUBITO!!!

trasforma i tuoi desideri in obiettivi

Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 21-02-2009

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anno-straordinarioAbitare il tempo è la possibilità per navigare la propria vita reggendo il timone delle proprie azioni.
Se evitiamo di scegliere e decidere saranno gli altri a farlo per noi…
Quante volte ci capita di organizzare la nostra giornata, programmare il nostro tempo e poi finire col lasciare ad altri la gestione delle nostre ore?
Continua a leggere e dimmi se ti è mai capitato quanto segue:
sei in ufficio e stai svolgendo i compiti che avevi deciso… quando un collega totalmente occupato dai suoi pensieri e dalle sue preoccupazioni si presenta davanti la tua scrivania chiedendoti di aiutarlo a fare un’altra cosa. Molli lì il tuo lavoro… abbandoni la tua organizzazione e lasci che altri occupino il tuo tempo… Mentre lo stai seguendo per dare il tuo apporto e contributo, squilla il telefono e resti al telefono per altri 5/10 min… Al contempo un altro collega ti chiede come procede il lavoro che stavi svolgendo 20 min. prima dato che tra 15 min avete una riunione molto importante…
Le emergenze si sommano, le priorità si accavallano, ed alla fine si genera una gran confusione. Il tempo che avevi programmato e pensavi di possedere lo hai sperperato e svenduto ad altri e sopra ogni cosa a poco prezzo…
Prima di parlare di priorità… urgenze… programmazione ed organizzazione è fondamentale avere ben chiaro cosa si vuole chiedere alla vita.
Quindi come possiamo formulare in maniera efficace un obiettivo che possa essere realizzabile?
-specifico: esplicitato in positivo (cosa..quanto..entro quando)
-decisivo : che dipendente cioè dalla propria responsabilità
-attrattivo: essere come un magnete che attrae verso di se le nostre azioni… se la mattina ci alziamo e siamo entusiasti di dedicare le nostre ore alle nostre azioni per utilizzarle al fine di raggiungere ciò che abbiamo deciso di avere, allora siamo attratti dal nostro obiettivo.
-realistico: l’obiettivo è  efficace se da un lato è attraente e sognante… dall’altro è comunque reale… tangibile deve in qualche modo avere le fondamenta per poter erigere la nostra cattedrale.
-misurabile: più che dire voglio più tempo da dedicare alla famiglia, agli amici, a noi stessi, l’obiettivo è fondamentale specificare quanto tempo, ad esempio 1 giorno la settimana… altrimeti lasciamo vago il nostro obiettivo e perdiamo la chiarezza per determinare il nostro tempo.
-scadenzato: diamo un termine ai nostri obiettivi, segniamo nel tempo la meta… la domanda a cui rispondere è: entro quando voglio realizzare…
-ecologico: cioè in armonia e fecondante per il sistema che abitiamo e viviamo “per noi stessi – per gli altri – per noi tutto-i”
-scritto: scrivere i nostri obiettivi è l’azione determinante per poterli realizzare… scrivere i nostri desideri e formularli secondo le caratteristiche sopra espresse è la condizione senza la quale l’obiettivo rimane semplicemente un buon proposito con poche possibilità di concretizzarsi e materializzarsi in azioni costanti e continue.
Utilizza queste indicazioni per fare della tua vita ciò che desideri… a noi la scelta… per noi le emozioni che ci consentono di navigare la vita, a noi la scelta per decidere di fare della nostra vita una splendida opera d’arte.

[Decidi adesso di costruire un 2009 straordinario]

1 e 2 marzo: master eMOTIONpnl

Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 18-02-2009

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COMUNICAREComunicare è un’arte e come tutte le arti richiede formazione ed allenamento

scegli di partecipare al master che ti consentirà di superare i tuoi limiti ed accendere le tue capacità.


1 e 2 marzo MASTER MARKETING E COMUNICAZIONE eMOTIONpnl

L’arte di comunicare e vendere le nostre idee;
La nostra capacità di comunicare determina la nostra efficacia ed i nostri risultati.
Parlare in pubblico, sapere gestire una riunione, essere a proprio agio davanti ad un gruppo di persone è sempre più parte integrante della nostra vita, essere dei comunicatori efficaci è dunque oggi una necesità. Il master “MARKETING E COMUNICAZIONE” è lo strumento per migliorare l’attitudine personale ad incontrare e comprendere l’altro.
Obiettivi:

  • Apprendere l’arte di comunicare e vendere le nostre idee
  • Comprendere l’importanza dell’ascolto
  • Conoscere e sperimentare la forza della parola del tono e del gesto
  • Scoprire la mappa dei bisogni e dei desideri
  • Coinvolgerci in progetti comuni

contattaci

leggi i nostri articoli sulla comunicazione e lascia i tuoi commenti


realizza la tua ricchezza

Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 12-02-2009

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ricchezzaPer ottenere ciò che desideriamo basta concentrarsi sulle attività che ci consentono di ottenere buoni risultati evitando di sperperare le nostre risorse (tempo, denaro, forza…) in attività a bassa produttività.
Spesso siamo inclini a perdere il nostro tempo, le nostre risorse finanziarie, concentrandoci su attività fuorvianti. Stiamo parlando di coloro i quali sperperano lo stipendio anziché sviluppare la capacità finanziaria, di sviluppare una solida base finanziaria per il futuro.
Molti di noi sono intrappolati in un lavoro o in una carriera di cui sono disinnamorati, perché sono defocalizzati dallo sviluppo dei propri campi di eccellenza.
Una recente ricerca americana ha evidenziato come il 63% degli uomini americani ed il 55% delle donne (che superano i 25 anni) sono in sovrappeso, e questo si traduce in una eccessiva focalizzazione sul cibo lasciando un tempo limitatissimo alle attività fisiche.
Quindi studiamo attentamente le categorie della nostra vita che ci fanno ottenere grandi risultati e quelli che ci rendono perdenti..
Quali sono le attività della nostra vita che ci hanno consentito di ottenere grandi risultati ed estrarre tanta ricchezza?
Quali sono le attività sulle quali vi state concentrando che hanno una minima percentuale di riuscita?
Prenditi del tempo per te, stampa questo articolo e svolgi l’esercizio di focalizzazione ed ottimizzazione delle risorse che segue:
1) Elenca tutte le attività lavorative perditempo
Ad esempio: telefonate, riunioni, scartoffie, progetti, vendite promozionali, appuntamenti o telefonate di risposta. Suddividetele in macro categorie, quali telefonate e riunioni. Concentratevi e segnate tutte quelle attività che vi rubano tempo, energia e forza:
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Utilizzate un altro foglio se ne avete più di 5

2) Descrivete le tre attività che svolgete in modo eccellente:
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c)_________________________________________________________________________

3) Indicate le tre attività più importanti in termini remunerativi per la vostra società.
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b)_________________________________________________________________________
c)_________________________________________________________________________

4) Indicate le tre attività più importanti che svolgete in modo mediocre e che fate mal volentieri
a)_________________________________________________________________________
b)_________________________________________________________________________
c)_________________________________________________________________________

5) Chi potrebbe occuparsi di queste attività al posto vostro?
a)_________________________________________________________________________
b)_________________________________________________________________________
c)_________________________________________________________________________

6) A quale attività perditempo direte di no o delegherete immediatamente?
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7) Quali sono i vantaggi immediati che deriveranno da queste decisioni?
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eMOTIONpnl l’arte di esistere è il metodo per estrarre dal proprio giorno quanta più ricchezza possibile scopri i vantaggi di frequentare i nostri master

“il coraggio di costruire un 2009 straordinario”

vivere la ricchezza

Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 28-01-2009

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abbondanzaLo stato naturale delle cose sul pianeta terra è l’abbondanza. Osservando la natura notiamo la straordinaria capacità di ri-crearsi. Ogni luogo sulla terra è colmo di vita: piante, animali, insetti ed uccelli. Persino nel deserto e nei luoghi più inospitali c’è un’incredibile ricchezza di vita. Un chiaro esempio riguarda le città del passato che furono abbandonate dalla civiltà e riconquistate dalla natura.
Viviamo in un universo di fantastica abbondanza. È la coscienza di povertà che ci impedisce di percepire questa abbondanza naturale che si rinnova continuamente e di raccoglierne i frutti.
La coscienza di povertà e sterilità è uno stato mentale creato da noi stessi.
È la posizione in cui ci mettiamo quando diciamo “non ho abbastanza. In qualunque modo non avrò mai abbastanza. Questo è il momento in cui sperimentiamo di essere poveri e lamentosi.
Questa convinzione viene sostenuta da un utilizzo raffinato dell’intelligenza che viene messa al servizio della povertà e delle infinite giustificazioni: “ho solo ciò che è sufficiente per vivere, non mi servirebbe più di quel tanto per farcela…”

Quando ci iscriviamo al club del lamento “nati per soffrire” crediamo che la mancanza è più nobile della ricchezza. Pensiamo davvero che essere poveri significhi essere moralmente superiori e ci gonfiamo d’orgoglio per la povertà che stiamo sperimentando. Spesso siamo orgogliosi di essere poveri e quindi cominciamo a ricercare persone che possano confermare questo unendoci ad altri partecipanti al club suddetto e che sperimentano un livello socio-economico simile al nostro. Abbondano le definizioni del tipo: “con i ricchi non mi trovo bene, sono così diversi da me! “. Se questo è quello che pensiamo , consideriamo in che categoria ci stiamo mettendo!
Un altro aspetto molto interessante è il vivere la ricchezza.
Spesso diciamo: “voglio essere ricco, voglio più soldi”. Così stiamo dicendo che vogliamo ciò che ci manca e quindi siamo nella perenne ricerca dell’oggetto di desiderio.
Quando sperimentiamo l’abbondanza e ci iscriviamo al club dei nati per godere della vita, scopriamo che crediamo realmente nell’abbondanza e nella ricchezza. Scopriremo che dal nostro vocabolario è assente la parola volere.
Il concetto di volere è assente dal nostro vocabolario… noi creiamo, materializziamo, attuiamo, viviamo, abitiamo.

scopri come realizzare un’esistenza ricca e meravigliosa

la relazione con i clienti

Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 24-01-2009

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comunicareCon l’articolo di oggi eMOTIONpnl vuole aumentare la comprensione dell’efficacia di un buon ascolto.
Le società di servizi, quali banche, assicurazioni, compagnie aeree, uffici postali, ricevimento di clientela in generale, offrono al cliente potenziale un “prodotto” con una caratteristica particolare: una notevole preponderanza di componente “umana”.
La qualità dei servizi sono al 90% influenzati dalla qualità della comunicazione e dal trattamento inteso come cortesia, ascolto e comprensione che il cliente “consum-attore” riceve.
La componente “tecnica” del servizio è relativamente bassa. Alcune ricerche in merito hanno evidenziato come di fronte ad un servizio il consum-attore tenda a mettere al primo posto il trattamento piuttosto che il contenuto tecnico del servizio, che può essere anche meno vantaggioso di quello della concorrenza. Una ricerca evidenzia i seguenti risultati: “cortesia, competenza, accuratezza, come elementi del servizio, preferiti rispetto al contenuto tecnico e ad un eventuale prezzo competitivo”.
“Preferisco essere ascoltata e compresa piuttosto che pagare mane”.
“Forse manca il parcheggio per i clienti, ma preferisco andare li…. Perché si interessano a me”.
Le società di servizi sul mercato attuale sono molte e si differenziano molto poco nell’offerta: per essere competitive puntano molto sulla formazione del personale, fornendo ad esse tecniche di comunicazione verbale, comportamentale e visiva. eMOTIONpnl riguarda e studia la grande forza della comunicazione di forme, materia, volumi e colori.
Chi lavora a stretto contatto col consum-attore ha bisogno di sviluppare ed allenare le capacità comunicative in quanto i primi istanti del contatto col pubblico sono fondamento della successiva relazione e della buona trasmissione dell’immagine aziendale.
Per immagine aziendale si intende il risultato delle promesse che l’azienda ha fatto mediante pubblicità o azioni promozionali che si traduce in determinate aspettative nella clientela.
Solo al momento dell’interazione, il cliente può verificare se le aspettative vengono soddisfatte.
Possiamo riassumere che qualunque figura facente parte della squadra azienda che ha relazione col pubblico è in prima istanza un venditore dell’immagine aziendale e della sua professionalità.
L’eMOTIONpnl si inserisce come tecnica indispensabile nel bagaglio di capacità e conoscenze di chi interagisce col pubblico.

Scopri la forza della comunicazione iscriviti al master l’arte di comunicare

le domande nelle negoziazione…

Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 08-01-2009

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domandeOggi vogliamo occuparci delle parole, cosa esse significano e del processo della comunicazione.
Le parole sono il contenuto della comunicazione. Nei precedenti articoli eMOTIONpnl ha trattato con maggiore frequenza il processo di comunicazione, oggi vogliamo comprendere come usufruire del contenuto e quindi delle parole nel processo di comunicazione.
Alfred Korzybsky e Noam Chomsky, i nostri bisnonni riguardo gli studi dei processi di linguaggio e della comunicazione, evidenziarono che la mappa che abbiamo della realtà è differente dalla realtà stessa, in quanto quest’ultima è più estesa di ogni singola mappa personale di ogni individuo. Ciò significa che, ad esempio, la parola gatto è differente dalla parola gatto siamese bianco che sta facendo le fusa. Un gattino può anche essere quel batuffolo che siamo abituati ad immaginari come può anche essere quel piccolo gatto spelacchiato o quell’animaletto pelle ed ossa che graffia.
Chomsky al riguardo ha aggiunto l’idea che mappe impoverite ed inadeguate della realtà sono il risultato dei nostri scarsi processi di percezione.
Utilizzare le domande per comprendere la mappa del nostro interlocutore significa utilizzare la chiave contenuta in queste seguenti tipologie di domande:
domande che chiariscono nomi e verbi non specificati;
domande che chiariscono i condizionali “dovrei”, “vorrei”, “non potrei”;
domande per comprendere le generalizzazioni;
domande per comprendere i comparativi raffrontandoli a qualcosa

domande per i nomi non definiti:
questa domanda è utilizzata per definire i nomi/termini non definiti.
Se tre persone stanno discutendo sulla produttività, questo termine avrà tre significati diversi. Ad esempio per la prima persona stanno discutendo dell’aumento di macchinari, per la seconda fare più prodotti con gli stessi macchinari, per la terza potrebbe significare un aumento della componente umana. Ecco quindi necessaria una definizione valida e condivisa per tutti i partecipanti alla conversazione altrimenti l’accordò sarà contrastato ed impedito dall’incomprensione reciproca.
La parola produttività è un nome non specificato e quindi abbiamo bisogno di utilizzare la prima domanda per riconoscere il nome e quindi chiedere: “quale produttività specificatamente?”. Questa tipologia di domanda rende molto specifica la nostra comunicazione sciogliendo i possibili nodi ed intoppi nel prosieguo della comunicazione.
Domanda per i verbi non definiti: una volta che siamo stati di togliere il grasso dai nomi con la domanda sopra specificata andiamo ai verbi.
La prima domanda per indagare i verbi è chiedere “come specificamente?” ad esempio: “preparerò una relazione per domani” ci verrà da chiederci come sarà questa relazione, quindi per avere maggiore informazioni chiederemo come sarà specificatamente questa relazione.
Domande per le regole: queste sono domande particolarmente utili quando ci troviamo nella conversazione parole del tipo “dovrebbe”, “devo”, “non posso” “dovrei”. Per la linguistica questi sono operatori modali ed indicano regole che possono esserci oppure no.
Regole e limitazioni sono come staccati che costruiamo attorno alle nostre possibili azioni. Al di là dello steccato , cioè al di fuori l di là dello steccato , cioè al di fuori della nostra consapevolezza, vi sono tanti altri comportamenti possibili che ignoriamo una volta che siamo preda delle limitazioni.
Di fronte ad un “non dovrei…” la domanda da fare è: “che cosa succederebbe se……”.
Le domande chiarificatrici sono appuntite come lance ed è meglio porre tra esse ed i destinatari una sorta di cuscinetto (softener): “mi domando che cosa specificamente vuoi significare dicendo…” oppure “ti spiacerebbe dirmi come specificatamente…”, è fondamentale osservare le reazioni dell’interlocutore: potremmo perdere il rapporto.
Domande per le generalizzazioni: queste domande funzionano per verificare o smentire la veridicità delle generalizzazioni. La generalizzazione è un processo del pensiero naturale che ci mette in grado di aprire porte ed usare maniglie senza doverci pensare ogni volta, sono degli automatismi.
Nella vita di tutti i giorni, una volta appreso da piccoli a che serve una maniglia e come si apre una porta, generalizziamo questa informazione per tutte le porte che incontreremo nella nostra vita, aprendole semplicemente senza pensarci su. Le nostre mani hanno imparato tutto su maniglie e porte e noi generalizziamo teli informazioni.
È quindi ovvio che le generalizzazioni devono funzionare nella realtà: sarebbe poco produttivo ri-imparare ogni volta come aprire una porta o come girare una maniglia.
Occorre sapere che ci sono generalizzazioni che creano fastidi e limitano il nostro comportamento.
Infatti la nostra tendenza è quella di generalizzare le nostre esperienze per rendere automatico il processo decisionale, decidiamo di conseguenza che tutte le esperienze saranno simili in futuro. Se abbiamo avuto un capo ufficio difficile, tenderemo a generalizzare la credenza che tutti i capi ufficio sono persone scorbutiche e difficili. E così credendo questo tenderemo a ricreare la realtà difficile che crediamo. Inneschiamo un circolo vizioso che si autoalimenta e riproduce.
Quando generalizziamo, ignoriamo le eccezioni.
Parole come tutti, ognuno, sempre, ci avvertono che ci troviamo di fronte ad una generalizzazione. Tali espressioni sono bugie e semplici generalizzazioni. Tutti, mai, sempre, chiunque, essi… nascondono generalizzazioni che distorcono la comunicazione e la nostra comprensione…
Domande per i comparatori: usiamo queste domande quando ci troviamo di fronte a parole come meglio, peggio, più facile…
Usiamo queste domande quando l’informazione in-espressa e contenuta nelle parole sopradette influenzano sulla riuscita dell’obiettivo.
Se udiamo: “è meglio fare questo” dovremmo domandarci “meglio di che cosa?”
Nella misura in cui la domanda solleciterà l’informazione che vogliamo.
Quando iniziamo una riunione abbiamo necessità di avere a disposizione le nostre preziose domande per chiarire la nostra posizione e la comprensione del discorso. Una comunicazione fraintesa è del tutto inutile per il raggiungimento dei nostri obiettivi.
Ognuno di noi ha un linguaggio, basato sulle proprie esperienze. Questi linguaggi hanno lo stesso suono, ma i significati che abbiamo dato ai suoni sono differenti.
Le nostre esperienze passate colorano i significati delle nostre parole in modo tale che il fraintendimento è facile. E così scopriamo che i fraintendimenti costano tempo, denaro e risorse. Capire cosa gli altri vogliono e quello che noi vogliamo dagli altri riduce i tempi nell’esecuzione dei lavori e l’efficacia delle nostre azioni.
Le domande sono il principio di ogni processo di negoziazione

Scopri come negoziare e comuniare

dare e ricevere…

Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 05-01-2009

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dare-ricevereRicordiamoci che abbiamo tutto quello di cui abbiamo bisogno ora e che l’essenza del nostro essere è Amore. Noi siamo amore immerso nell’amore. Se pensiamo che abbiamo bisogno di ottenere qualcosa da un altro, ameremo quella persona quando ci darà ciò che pensiamo di volere e la odieremo quando deciderà altro. Abbiamo spesso relazioni che si limitano alla dicotomia amore/odio in cui ci troviamo a scambiare amore condizionato. La necessità di ottenere porta al conflitto ed all’angoscia è associata alla concezione lineare del tempo e delle relazioni. Dare, significa espandere l’amore amando e donando. La sensazione di armonia e condivisione può essere raggiunta quando attiviamo e pratichiamo il perdono. Perdonare, significa lasciar perdere il passato ed è quindi il modo per correggere i nostri pregiudizi.
Il perdono volontario ci consente di abitare il momento del qui ed ora. Così facendo possiamo interrompere il circolo vizioso della colpa e guardare a noi stessi ed agli altri amando. Il perdono ci consente di lasciare tutti i pensieri di separazione. Liberiamo noi stessi quando liberiamo gli altri dalla prigione delle nostre percezioni guidate dalla colpa e dalla separazioni per accedere all’incontro ed alla accoglienza.
Un altro strumento per poter cambiare le nostre percezioni e quindi gli occhiali per guardare ciò che ci circonda consiste nel riconoscere l’impatto che hanno su di noi le parole che utilizziamo. Le parole della lista che segue sono usate comunemente nei messaggi che diamo a noi stessi ed agli altri. Le parole come: IMPOSSIBILE, NON POSSO, PROVERO’, LIMITAZIONE, SE SOLO…, MA, COMUNQUE, DIFFICILE, DEVO, DUBBIO, OGNI PAROLA CHE METTE NOI STESSI O GLI ALTRI IN UNA CATEGORIA, OGNI PAROLA CHE TI PORTA A MISURARE TE STESSO O GLI ALTRI, OGNI PAROLA CHE TI PORTA A GIUDICARE O CONDANNARE TE O GLI ALTRI, contribuiscono a mantenere vivo nella nostra mente un passato pieno di paure e sensi di colpa. Come risultato le nostre tendenze conflittuali risultano molto più forti e radicate.
Più ci rendiamo conto che l’uso di queste parole interferisce con la realizzazione dei nostri desideri e con la nostra voglia di condividere ed incontrare il tutto e  più diventerà facile eliminarle dai nostri pensieri e dalle nostre espressioni. Per rendere più facile il processo di pulizia del nostro vocabolario possiamo immaginare di gettare effettivamente in un sacco le parole che ci bloccano e restringono.
Ogni istante della nostra vita è il momento per cogliere l’opportunità per intraprendere il viaggio verso la realizzazione dei nostri sogni e progetti di vita…
Quando siamo irritati, depressi, arrabbiati o malati, possiamo essere certi che abbiamo scelto come meta la paura e l’infelicità. Quando stiamo navigando verso le isole della paura e dell’angoscia, possiamo scegliere di fare il punto barca e ri-orientare la nave verso nuove mete.

eMOTIONpnl ti invita a partecipare al percorso che ti permetterà di cambiare le lenti con le quali guardi ed incontri il reale.

cosa è la realtà…

Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 29-12-2008

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menteNOI insegniamo ciò che vogliamo imparare, e NOI desideriamo imparare a sperimentare la gioia di vivere imparando a godere.
Molti di noi sono confusi riguardo a ciò che è reale.
E quindi cosa è reale?
Anche se sentiamo che c’è qualcosa di più che va oltre la semplice percezione dei nostri sensi, ci sforziamo di considerare la realtà come basata esclusivamente sulle nostre percezioni sensoriali. Per rinforzare e convalidare questa percezione della “realtà” facciamo riferimento a ciò che la nostra cultura definisce come normale, sano e quindi vero. Tante volte consideriamo reale ciò che percepiamo mossi dalla paura. Ed ecco che consideriamo reale ciò che crediamo senza lasciarci alternative. La paura come qualsiasi altra sensazioni sono parti della percezione possibile del reale.
La gioia è la totale comprensione di ogni emozione, sensazione, stato d’animo. La gioia è estensione ed espansione. Quando siamo capaci di comprendere la paura, cominciamo a sperimentare una trasformazione della percezione del reale, cominciamo ad estendere la nostra visione, il nostro sentire ed il nostro percepire. Iniziamo a vedere oltre la nostra vecchia realtà basata sui 5 sensi fisici ed accediamo ad uno stato di chiarezza in cui scopriamo che tutte le menti sono unite, che condividiamo ed abitiamo un NOI comune e totale. Con la gioia come nostra unica realtà, la salute e l’integrità possono essere sperimentate e trarre ricchezza anche dalla paura come dalle altre splendide emozioni.
Siamo noi stessi a costruire gli ostacoli e le barriere che ci impediscono di sperimentare l’unione e l’incontro con l’altro/i da noi. Questa interferenza auto costruita ci tiene prigionieri delle vecchie idee che usiamo continuamente come cartina tornasole dei nostri fallimenti e rimpianti. La nostra mente è come un’immensa libreria o come una videoteca che conserva tutti i filmati delle nostre esperienze passate. Questi script che si sovrappongono ed interferiscono sono anche le lenti attraverso cui leggiamo e sperimentiamo il presente. Ciò significa che il presente è la sintesi dei film passati, in pratica vediamo o leggiamo il presente in funzione delle tonnellate di film o libri già visti o letti che compongono le nostre memorie.
Se vogliamo possiamo far uso dell’immaginazione attiva per ripulire gli scaffali dei vecchi film e dei vecchi libri che troppo spesso utilizziamo per narrare il nostro presente o il nostro futuro.
Qualche volta mettiamo più energia nel prevedere e controllare che nell’immaginare e creare il nostro presente. Spesso pensiamo che le paure del passato possano ragionevolmente prevedere i timori del futuro. Il risultato di questo modo di pensare è che passiamo la maggior parte del nostro tempo preoccupandoci sia del passato che del futuro, creando un circolo vizioso che lascia poco spazio alla sperimentazione della gioia di vivere.
eMOTIONpnl l’arte di esistere è il metodo per scegliere come vivere e godere del passato-presente-futuro.
Noi possiamo scegliere di rileggere e riscrivere la nostra vita all’interno dello spazio tempo.
Possiamo sperimentare che la nostra verità è la gioia di vivere ed imparare a godere dell’esistere e delle sue meraviglie di cui siamo partecipi.
Per fare questo possiamo utilizzare la paura del passato e del futuro e renderla strumento delle nostre azioni. Possiamo scegliere di vivere il passato-presente-futuro rendendolo così come lo immaginiamo e desideriamo. Poiché le nostre menti sono illimitate siamo noi l’unico limite di noi stessi. Per esempio quando diamo importanza ad un pauroso passato rendendolo “reale” , riduciamo le nostre menti ad essere schiave del passato temuto. Come risultato di questo le nostre menti possono solo guardare con timore a tutto ciò che verrà e sono impedite a concedersi di godere del meraviglioso gioco della vita e creare con esso. Quando utilizziamo parole del tipo “non posso” o “impossibile”, imponiamo a noi stessi limiti che ci vengono da un passato pieno di paure.
Siamo noi a scegliere di riscrivere la nostra vita, siamo noi i registi della nostra vita adesso possiamo decidere di cambiare la trama del film che stiamo girando. La nostra mente è come una straordinaria camera di regia. Le nostre esperienze sono in realtà la nostra condizione mentale, il film che stiamo girando, proiettato all’esterno su di uno schermo che chiamiamo “realtà”. Il mondo ed i suoi abitanti sono di fatto lo specchio dei nostri pensieri e delle nostre fantasie. La nostra mente è il direttore, il produttore, scenografo, cast, operatore, pubblico e critica ed essendo illimitata ha la capacità di cambiare pellicola e tutto quanto la riguarda in ogni istante. Ha il potere di prendere tutte le decisioni…
Adesso possiamo decidere quale genere di film girare ed interpretare: comico, commedia, horror, ed in ogni momento decidere di cambiarne protagonisti, scene e trame…
Siamo noi registi e scenografi…
Buon divertimento

sulla vergogna. . .

Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 27-12-2008

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colpa-e-vergognaVergogna e colpa sono un’altra delle esperienze che caratterizzano e spesso pervadono la nostra vita. La vergogna è una sensazione di inadeguatezza, di essere in-adeguati, di avere meno di quello che serve…
Ognuno sicuramente la riconosce e vive con connotazioni e sfumature particolari, ciò su cui sicuramente concordiamo è la spiacevolezza con cui viviamo questa esperienza. Quando sprofondiamo nell’isola del rifiuto e sentiamo la colpa e la vergogna nei confronti di qualcosa o qualcuno, disconosciamo la nostra persona. Energeticamente subiamo una caduta di energia, tutto sembra richiedere troppo “sforzo” e ci immaginiamo del tutto in-competenti in qualunque cosa, pensiamo anche di essere inadatti a ricevere amore.
In oltre, per confermare il tutto, cominciamo a comportarci in modo da confermare la sensazione che ormai a preso il controllo dei nostri pensieri, delle nostre emozioni, ed ora domina anche la parola, la fisiologia ed i comportamenti: Cominciamo a dire idiozie, lasciamo tutto in disordine, evitiamo di completare ciò che abbiamo iniziato o lo facciamo sciattamente e con poca voglia, camminiamo e ci muoviamo con aspetto frastornato e confuso finendo poi col sentirci in colpa per ciò che facciamo e per come lo facciamo.
Quando indossiamo gli occhiali della colpa e della vergogna, vediamo un mondo in cui tutti sono migliori di noi, tutti gli altri hanno successo , mentre noi siamo destinati a fallire, questo è ciò di cui siamo convinti ed a cui siamo destinati.
Abbiamo creato questo scenario e facciamo di tutto per confermarlo e renderlo il più reale possibile.
Possiamo ricordarci dell’ultima volta che ci siamo sentiti esclusi o che abbiamo vissuto una sensazione di
In-appartenenza, o quando siamo stati rifiutati o abbiamo fallito qualcosa di importante, o quando qualcuno che guardavamo con ammirazione ci ha detto qualcosa che ci ha ferito. Questi momenti provocano la nostra vergogna, e quando lasciamo alle nostre emozioni la possibilità di travolgerci sentiamo di essere del tutto in-adeguati rispetto al tutto ed a tutti.
Tendiamo a rafforzare la vergogna con la nostra vocina interiore che continuamente ci valuta e giudica, chi parla sono tutte quelle leggi, regole, convenzioni, dogmi, precetti che gli altri ci hanno donato ed inculcato attraverso i processi educativi. Le voci interne sarebbero del tutto prive di senso senza la vergogna, è proprio l’emozione della vergogna che funziona come in un circolo vizioso a confermarne la veridicità e la validità, quasi a volerci differenti da quelli che siamo.
L’aspetto paralizzante della vergogna risiede nel fatto che ci toglie la percezione di noi stessi, noi acquisiamo significato rispetto agli altri che hanno il compito di misurarci, confermarci e donarci senso e significato.
Noi esistiamo solo in funzione degli altri.
Spesso tendiamo a disconoscere la sensazione di vergogna e questo perché siamo totalmente identificati con essa da essere incapaci di vederla.
Tutti noi sperimentiamo in modo differente il la sensazione di vergogna, e tendiamo ad affrontarla in modi differenti. Per alcuni di noi si trova in superficie e si fa sentire con un continuo senso di inadeguatezza tanto pervasivo da determinare la nostra vita e le nostre relazioni, in questo caso siamo totalmente identificati con l’immagine del perdente che merita di essere rifiutato ed emarginato.
Altri tra noi provano periodicamente un senso di mancanza di valore ed un senso di affermazione ed adeguatezza, alternano successi ad insuccessi in funzione delle risposte che ricevono dagli altri. Altri ancora hanno compensato il senso di vergogna con la visione del mondo come perdente mentre loro sono gli unici vincitori.
La vergogna è la causa di molti comportamenti automatici. Quando siamo identificati con la vergogna proviamo sfiducia nei nostri confronti e siamo dipendenti dall’affermazione e dalle cure degli altri.
Per sfuggire alla paura diventiamo compiacenti, ci diamo da fare freneticamente affinché riusciamo a colmare il vuoto datoci dalla vergogna.
La vergogna tende a perpetuare se stessa: ci spostiamo verso gli altri cercando la conferma e la sicurezza. Viviamo nel compromesso, ci relazioniamo nel compromesso ed abituandoci a vedere noi stessi come persona tendente al compromesso tendiamo ad alimentare di vergogna la nostra immagine.
Questo comportamento richiama il rifiuto, abbassando ancora di più la nostra autostima che genera ulteriore vergogna fino a condurci a comportamenti compulsivi e di dipendenza.
Esploriamo l’emozione della vergogna:
quando cominciamo ad ascoltarci ed esplorare le cause scatenati la sensazione della vergogna, possiamo sviluppare il sentimento di comprensione per noi stessi. Comprendiamo come siamo meravigliosi e del tutto adeguati ad esistere e sperimentare gioia ed amore.
Possiamo quindi cominciare ad osservare la vergogna, sentirla e comprenderla, e possiamo anche cominciare a giocare con la vergogna, aumentando il margine di insicurezza. Questo secondo approccio alla vergogna implica il correre dei rischi, sfidare il nostro sistema di credenze, le nostre paure lasciando all’esperienza svelarci ciò che è reale.
Per liberarci da…ll’esperienza della vergogna possiamo attuare quasi un rito di passaggio, un processo che ci rende profondamente umani e sensibili. Può essere e sicuramente lo è necessario l’utilizzo di un’altra straordinaria emozione, la rabbia. Utilizzando la rabbia nei confronti di coloro che ci hanno indotto a sperimentare vergogna e colpa possiamo cominciare a sperimentare la libertà dall’altro, altri e cominciare a percepire il valore per ciò che siamo e sperimentiamo.
Quando abbiamo preso coscienza che ogni esperienza dolorosa o meno è funzionale alla nostra esistenza, possiamo aprirci ad una comprensione più profonda dell’esistere sperimentando gratitudine e meraviglia per le straordinaria opportunità che la vita ci dona e ci concede…
Grazie, eMOTIONpnl…

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