Condurre le nostre riunioni
Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 11-11-2008
Tag:comunicazione, obiettivi, team building
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la responsabilità fondamentale di chi gestisce una riunione è far si che essa funzioni tanto da giungere a risultati concreti e condivisi.
L’abilità di chi guida il gruppo, la squadra ed anche il singolo nello stabilire gli obiettivi chiaramente, nell’ottenere il consenso dei partecipanti, nel rifiutare obiettivi nascosti dei singoli che distraggono e de focalizzano dalla meta del gruppo di lavoro, nel sapere porre le domande sulla rilevanza delle eventuali obiezioni al fine di mantenere la discussione centrata sugli obiettivi prescelti.
L’acutezza emotivo-sensoriale è lo strumento principe del metodo eMOTIONpnl, molto utile quanado si presiede e coordina una riunione. È il metodo che prescinde ogni azione e procedura per comprendere quale emozione viviamo e come utilizzare i sensi per comprendere la realtà e scegliere dove direzionare le proprie azioni. L’acutezza emotivo-sensoriale è una capacità che si allena attraverso sessioni di coaching o team building e ci consente di fare immediatamente il punto barca per comprendere dove siamo e decidere dove andare.
Ad esempio l’incongruenza fa riferimento all’evento in cui qualcuno dice si con le parole mentre la fisiologia e le emozioni comunicano altro, come disaccordo o disconferma. Se la bocca sorride ma sono freddi. L’incongruenza può essere esplorata ed utilizzata o ignorata e subita. Spetta a chi gestisce, coordina o guida decidere come utilizzare i segnali della comunicazione che riceve. Sarà anche la situazione nel suo aspetto generale a consentire il processo decisionale. Chi guida la riunione ha anche il compito di sommare, riassumere, ricapitolare ogni decisione importante.
Riassumendo e ricapitolando mettiamo in grado i partecipanti di capire a che punto siamo del processo decisione e di assunzione di responsabilità rispetto all’obiettivo finale.
Spetta a noi, che guidiamo il gruppo, gestire le obiezioni velocemente ed efficacemente. A questo scopo si possono utilizzare le domande sulla rilevanza dell’obiezione rispetto all’obiettivo finale della riunione. La domanda da fare è: “come è rilevante questo aspetto rispetto a quanto concordato all’inizio?”.
Se la rilevanza rimane confusa, l’obiezione e superata. Se invece chi pone l’obiezione porta chiarimenti e specificazioni rispetto alla coerenza tra obiezione ed obiettivo della riunione, allora è fondamentale trovare un livello condiviso di comprensione per consentire un nuovo sviluppo della riunione.
Le domande sulla rilevanza possono sembrare aggressive per chi le riceve. È fondamentale adeguare la schiettezza della domanda alla effettiva voglia di comprendere e trovare chiarimento dall’obiezione sollevata.
In ogni azione di coordinazione e conduzione del gruppo in riunione è indispensabile verificare la qualità del rapporto interpersonale tra i partecipanti ed il conduttore. Nel caso in cui alcune domando lo pongono a rischio è necessario ristabilirlo subito!
Nel caso sorgono problemi è fondamentale comprendere quali opportunità conservano e farle emergere.
Quindi identifichiamo il problema chiaramente, pensiamo e sentiamo cosa ci serve per risolverlo.
Di chi è il problema?
Se è degli ALTRI, meglio rinegoziare il contratto iniziale e l’accordo sugli obiettivi; ricreare i rapporti che si sono interrotti; offrire strumenti per procedere e trovare insieme soluzioni alternative e migliorative per ognuno di NOI.
Se il problema è NOSTRO…
Possiamo essere spaventati. Diciamoci allora che è inutile avere paura per condurre la riunione… andiamo nella nostra cassettina degli strumenti è riappropriamoci della nostra forma migliore, attingiamo all’attenzione, alla capacità empatica e di ascolto, ri-focalizziamo il nostro obiettivo personale e quello del gruppo.
Rimaniamo rispettosi di noi stessi e degli altri, applichiamo l’ascolto attivo, trasudiamo empatia, apprezziamo e valorizziamo i vari pareri espressi e portate il vostro punto di vista come fondamentale per la guida del gruppo.
Se perdiamo di essere sufficientemente assertivi, cadremo nella compiacenza fasulla. Per farvi benvolere lasciamo cadere la nostra leadership ed accetteremo per buono quello che ognuno dice…
Ho un sogno che voglio condividere ed è quello di ridurre uno dei nostri master sulla comunicazione da 2 giorni a 30 secondi:


La bellezza dell'Errore “Arte di errare errando”
Ci siamo rotti i bulbi
L'arte di farsi domande al cioccolato
L'arte del decidere
Viaggio nei luoghi dell'isola incantata




