percezione-pensiero-parole
Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 03-11-2008
Tag:bussola, comunicazione, desiderio, Programmazione Neuro-Linguistica
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Per giungere alla formulazione della parola partiamo dalla percezione, passiamo attraverso il pensiero e quindi giungiamo alla parola.
Quello che diciamo è il frutto dell’atto del pensare. Il processo del pensare è il risultato delle percezioni, tali percezioni sono il frutto di esperienze passate o presenti o derivano dalle percezioni interne o esterne di tali percezioni.
Percezioni e pensiero producono la comunicazione.
Si chiamano percezioni le informazioni che raccogliamo attraverso i nostri sensi e che vengono elaborate dai centri del cervello.
I modelli di pensiero appaiono, infatti, come telai incantati e magici man mano che si procede nella conoscenza del cervello e delle sue funzioni troviamo una catena ininterrotta di reazioni che si istaurano tra percezioni e pensiero, dall’inizio alla fine. Ad esempio la nostra risposta alla parola “acqua” può essere un’immagine (il mare), un suono (lo sbattere delle onde) oppure una sensazione (il bagnato).
Ciò che accade scientificamente è una reazione chimica che avviene all’interno della corteccia cerebrale, che ricorda ed organizza le informazioni. Per conoscere la realtà esterna noi utilizziamo occhi, orecchie, naso, palato, pelle e poi decidiamo che fare di tali percezioni mediante il processo del pensare.
Con il pensiero trasformiamo le percezioni in parole. Le parole sono un modo basilare per codificare e rappresentare l’esperienza.
Quindi il modo come riceviamo, percepiamo ed interpretiamo le informazioni dalla realtà creano le parole con le quali esprimiamo il frutto della nostra esperienza percettiva.
Ad esempio se per comprendere la realtà utilizziamo la vista, il sistema visivo che utilizzeremo sarà quello visivo. Le parole rappresentano e manifestano la mappa che ci siamo fatti della realtà, quale luogo della mappa stiamo abitando. Le parole parole sono simboli che esprimono come abbiamo percepito e significato la nostra esperienza.
La mappa di ogni persona è ben diversa dal territorio o meglio è più ristretta e specifica rispetto al territorio che è globale e generale.
Il metodo eMOTIONpnl spiega molto bene tale concetto. Esso ci dice che le parole che utilizziamo per descrivere i nostri obiettivi sostanziano le emozioni che viviamo ed in oltre condizionano il raggiungimento o meno degli stessi. Quando descriviamo un obiettivo, le parole che usiamo sono in genere riferite ad esperienze già avute o che vorremmo, oppure esperienze valide che abbiamo visto, sentito, ascoltato, odorato, gustato. Tali esperienze sono registrate nella memoria sotto forma di immagini, suoni e sensazioni presenti al momento in cui si sono verificate. Il nostro cervello è organizzato in modo che noi possiamo richiamare esperienze immagazzinate mediante le parole. Le parole diventano una rappresentazione di dati sensoriali vissuti o immaginati: ed a questo livello accade qualcosa che riguarda la comunicazione.
Nel relazionarci con una persona noi usiamo un certo tipo di terminologia mentre il nostro interlocutore per descrivere la stessa esperienza può utilizzarne un’altra.
eMOTIONpnl ci indica i vari modi per utilizzare al massimo i nostri sensi ed arricchire quindi la banca dati di esperienze: più dati siamo in grado di comprendere ed acquisire, più ricca sarà la nostra percezione della realtà e quindi più facilmente possiamo ottenere ciò desideriamo.
Le esperienze sono codificate nel nostro cervello in immagini, suoni, sensazioni, odori e gusti. Questa codificazione è la nostra particolare ed unica mappa della realtà.
Le mappe che codifichiamo nei nostri cervelli sono la rappresentazione della realtà, le nostre interpretazioni soggettive di esperienze mescolate con similitudini e metafore.
Più siamo in grado di espandere la nostra mappa più siamo capaci di comunicare a noi stessi i nostri obiettivi e desideri più saremo in grado di realizzare il futuro che sogniamo.


La bellezza dell'Errore “Arte di errare errando”
Ci siamo rotti i bulbi
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Viaggio nei luoghi dell'isola incantata





…quindi dovrebbe essere quello che succede quando ci instradiamo verso qualcosa di nuovo (che sia la conoscenza di una nuova persona, un nuovo lavoro, un nuovo stile di vita che intendiamo adottare…) e le percezioni positive che sentiamo ci portano a costruire pensieri a loro volta positivi su questo qualcosa e a parlarne in maniera entusiasta…o, al contrario, come quando ci succede che le percezioni “negative” che abbiamo di un qualcosa ci portano a “disinnamorarci” di un’idea/realtà che ci eravamo costruiti e a porci in maniera “negativa”…
Interessante…!
…POSITIVO E NEGATIVO SONO CONCETTI ARBITRARI E RELATIVI..
CIO’ CHE E’ FONDAMENTALE E’ CHE OGNUNO DI NOI COSTRUISCE UNA PROPRIA RAPPRESENTAZIONE DELLA REALTA’ ED IN FUNZIONE DI QUESTA RAPPRENSENTAZIONE SI ESPRIME, PARLA, SI COMPORTA, AGISCE…
…sono d’accordo! …il concetto di positivo e negativo non è un concetto “assoluto” …ma come appunto scrivevi tu…è un concetto “relativo”… per cui se “relativizziamo” una percezione a ogni singola persona…possiamo dire che una percezione è “positiva” o “negativa” relativamente a quanto “sentito” da quella singola persona…