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sul coaching eMOTIONpnl

Qualcuno disse ci sono tre tipi di persone: quelle che realizzano le cose, quelli che stanno a guardare le cose accadere e quelli che si domandano cosa è successo… Molti esseri umani dicono che vorrebbero una vita migliore, una professione più remunerata, relazioni più soddisfacenti, un corpo più...

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ascoltiamo la nostra meraviglia

Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 27-11-2008

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La solitudine è una delle condizioni fondamentali da cui facciamo esperienza del mondo. Si viene al mondo soli e soli lo si lascia; tra queste due condizioni di solitudine creiamo ogni genere di rapporto e relazione più o meno conflittuale o serena. La solitudine è un’esperienza straordinaria di cui gioire. La solitudine anche nella linguistica assume una connotazione differente dal concetto di isolamento.
L’isolamento è la condizione di emarginazione e sofferenza data dalla mancanza dell’altro da noi, la solitudine è la condizione in cui siamo noi soli a donarci tempo e risorse per ascoltarci e comprenderci.
Ascoltandoci possiamo scorgere il significato, il senso e la direzioni che vogliamo avere nella nostra vita. Incontrare noi stessi è la più grande scoperta che possiamo fare durante la nostra esistenza, questa scoperta si ottiene quando siamo stati capaci di stare da soli per ascoltarci e conoscerci.
Quando abbiamo fatto esperienza NOI SOLI, abbiamo scoperto la nostra vastità… abbiamo potuto ascoltare l’intero universo, dal momento in cui abbiamo compreso l’eternità e la vastità del nostro essere abbiamo compreso come l’esistere è infinito senza confini e limiti. L’eternità nel passato e quella nel futuro ci appartengono entrambe. Il presente diviene il punto di fusione ed incontro tra le due estremità.
Quando abbiamo potuto fare esperienza della nostra solitudine, siamo stati in grado di conoscerci. Il ricordo di noi stessi è la più grande ricchezza per incontrare la meraviglia dell’esistere e le sue creature.
Ricordare chi siamo è il principio dell’esistere.
A tal proposito vogliamo donarci un breve racconto:
un giorno una leonessa incinta stava saltando da una collinetta ad un’altra e nel mezzo delle due vi era un gregge di pecore, mentre si apprestava a raggiungere la seconda collinetta la leonessa partorì ed il piccolo leone cadde in mezzo al gregge e fu adottato dalle pecore…
era un po’ strano, perché era un molto grosso e diverso dal resto del gregge, venne comunque accolto ed allevato come un vegetariano. Crebbe ed, un giorno, un vecchio leone in cerca di cibo si avvicinò al gregge di pecore e notò subito lo strano scenario che si presentò ai suoi occhi, un leone giovane e forte in mezzo alle pecore e le pecore erano serene. Il vecchio leone seguì il gregge . la sua incredulità crebbè sempre più , perché il giovane leone scappava insieme alle pecore???
Finalmente raggiunse il giovane leone, che implorò singhiozzando: “per favore lasciami andare con la mia gente!”.. il vecchio leone lo trascinò ad un lago vicino, un lago senza increspature, simile ad uno specchio, e lo costrinse a specchiarsi. Avvenne subito una trasformazione: appena il giovane leone vide chi era, le sue forme, la sua forza…emise un possente ruggito; tutta la vallata echeggiò del possente ruggito del giovane leone. Mai prima di allora il giovane leone aveva ruggito in quanto credeva di essere una pecora.
Il vecchio leone disse: “il mio compito è terminato, adesso sta a te. Vuoi tornare dal tuo gregge?” il giovane leone rispose, ridendo: “perdonami, avevo completamente dimenticato chi sono. E ti sono immensamente grato per avermi aiutato a ricordare”.
Il compito del maestro, è aiutarci a ricordare chi siamo.
Spesso ci identifichiamo con ciò che crediamo essere la nostra gente… dimentichiamo la nostra essenza divina. Dentro di noi ha sede il divino che si riflette fuori di noi in ogni cosa.
Guardiamo dentro di noi e conduciamo fuori di noi la meraviglia che siamo.
Stare da soli è una magnifica opportunità, una magia in quanto possiamo scorgere la nostra divinità e l’infinito che risiede nel nostro cuore.
Dimenticare la nostra meraviglia è l’unico grande peccato che possiamo creare.
Adesso scegliamo di esplorare la nostra divinità.

eMOTIONpnl “l’arte di navigare le emozioni” 30 novembre ed 1 dicembre
scopriamo la nostra essenza
come possiamo fare della nostra vita una splendida opera d’arte

eMOTIONpnl l’arte di esistere

Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 24-11-2008

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Espandiamo il nostro stato di coscienza, la nostra consapevolezza, superiamo i nostri confini mentali che ci fanno credere di essere individui separati dal tutto.
Esistere è arrivare a percepirci noi stessi come l’intero universo e sentirci in comunione con ogni forma di vita. Più agiamo consapevolmente più ci sentiremo “creatori del sogno” e cominceremo a sentirci responsabili di ciò che ci accade e della vita che viviamo. I no stri pensieri, le nostre emozioni, i nostri atteggiamenti contribuiscono a creare la realtà che abitiamo. Rendiamoci conto del fatto che con i nostri pensieri, le nostre emozioni e con tutto il nostro essere contribuiamo a creare il mondo in cui viviamo e quanto accade dentro e fuori di noi.
Questa nuova visione della nostra responsabilità ci pone di fronte alla consapevolezza di essere creatori della nostra esistenza e quindi siamo noi a scegliere la realtà che vogliamo.
Forse sarà difficile cambiare le circostanze in cui ci troviamo e sicuramente sarà possibile cambiare l’atteggiamento verso di esse. Più la consapevolezza è presente nella nostra vita tanto più avremo chiaro che essere felici o infelici è questione di scelta.
In ogni istante siamo liberi di scegliere il nostro stato d’animo, le lenti attraverso cui guardiamo la realtà attraverso il modo in cui rispondiamo a ciò che ci accade. Agire meditando le nostre azioni nel senso di esserne consapevoli e cosciente significa far cadere le barriere tra noi stessi e noi altri, significa accogliere il tutto e cominciare ad esistere partecipi della vita e dell’intero universo.
Arte di esistere significa ri-scoprire che siamo stati creati dalla gioia, e sulla gioia si erge tutto quanto il creato.
Tutto quanto ci circonda è qui per amarci e noi possiamo solo essere consapevoli che meritiamo tutto quanto ci circonda.
Esistere significa ascoltarci, conoscerci, per poterci amare e cominciare ad accettarci ed accoglierci per quello che siamo, sia per gli aspetti belli e luminosi sia per ciò che giudichiamo come negativi ed inaccettabili.
Esistere significa scoprirsi fino a comprendere la totalità dell’essere così da cominciare ad amarsi.
Siamo stati educati a pensare che perseguire la nostra felicità sia un’azione di egoismo; pensiamo spesso che è impossibile estrarre gioia in un mondo tanto sopraffatto dalla sofferenza.
eMOTIONpnl si impegna per cambiare le lenti col quale guardiamo il mondo per comprendere che con la nostra felicità ed il nostro bellessere rendiamo migliore il mondo in cui viviamo, in quanto la realtà esterna è quella che proiettiamo dagli stati interiori dell’essere. Abbiamo diritto alla gioia, per quello che siamo, per quello che facciamo e sopra ogni cosa in quanto esistiamo.
L’arte di esistere significa amare la gioia in modo da poterla percepire in ogni cosa, nel dolore come nella felicità, nella solitudine come nella compagnia, nella famiglia come nell’indipendenza.
Esistere significa sperimentare la gioia senza motivo… quando cerchiamo di dare motivo alla gioia stiamo creando i presupposti per far terminare il godimento della gioia di vivere.
La gioia senza motivo è tipica dei bambini che sono pieni e colmi di meraviglia di fronte all’esistenza e sono uniti al tutto. Percependosi in unione col tutto è ineducato a separare bene e male, giusto e sbagliato, cioè a comprendere la realtà per categorie di opposti. Il bambino accoglie la realtà per ciò che è nella sua totalità e questa sensazione di pienezza infonde gioia infinita-
Anche noi possiamo iniziare a godere all’infinito e sperimentarci ricchi e gaudenti…

Iniziamo a praticare l’arte di esistere nel grande gioco che è la vita.
Essere ricchi e gaudenti significa agire con consapevolezza e pienezza, significa essere presenti essendo devoti alla vita ed alle sue meraviglie agendo e realizzando la nostra meraviglia.

…sull’egoismo

Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 22-11-2008

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Quante volte ci è capitato che qualcuno ci dicesse “sei un egoista”? i nostri genitori, gli amici, il partner, i figli…
Ogni volta che è capitato siamo stati “costretti a difenderci, o giustificarci per le nostre scelte.
Perché quando qualcuno ci accusa di egoismo, ciò che sta comunicando è: “come puoi pensare a te stesso invece che a me? Come osi attribuire più importanza ed interesse al tuo giudizio ed ai tuoi gusti più che ai mie? Come puoi pensare con la tua testa? Evidentemente ti importa poco di me…perché sei cattivo ed egoista…incapace di amare”.
L’accusa di egoismo, infatti, prende corpo dalla frustrazione di un bisogno affettivo, quando veniamo accusati di egoismo o accusiamo l’altro di egoismo: ciò che pretendiamo è di essere importante per l’altro, di essere al centro dei suoi pensieri, così amato da fargli ritenere i suoi desideri secondari rispetto ai nostri bisogni di sicurezza. È una manipolazione affettiva di chiara radice infantile, che ha l’obiettivo di stimolare nell’accusato i sensi di colpa per spingerlo a soddisfare le esigenze e bisogni di sicurezza dell’accusatore. Questa dinamica è tipica delle persone che abitano l’isola della dipendenza e soffrono per l’indipendenza dell’altro e per le quali l’altro esiste solo ed esclusivamente per occuparsi di loro.
Ciò che possiamo comprendere è che l’egoismo è una ricchezza straordinaria in quanto dal momento in cui riusciamo ad ascoltare i nostri desideri e scegliamo di dare vita alla realizzazione delle nostre spinte saremo anche capaci di comprendere i bisogni dell’altro e quindi siamo capaci di amarci ed amare.
Nei vangeli troviamo scritto: “Ama il prossimo tuo come te stesso” in questa semplice frase è contenuto il senso ed il segreto dell’interdipendenza e dell’incontro con l’altro: per poter amare, per poter conoscere l’altro, per poterlo considerare in quanto essere straordinario è fondamentale amare noi stessi, ovvero sperimentare l’egoismo.
Come possiamo credere di dare qualcosa che “non” abbiamo sperimentato o che rifiutiamo in quanto male o cattivo??
La società gioca spesso per impedirci di sperimentare e conoscere la realizzazione dei desideri personali, infatti quando ci impegniamo per dare vita alla realizzazione del nostro futuro veniamo ingabbiati nell’etichetta dell’egoismo, intesa come mancanza di cure ed attenzione per l’altro.
ciò che possiamo comprendere e sperimentare è che noi siamo noi, questo significa che possiamo realizzare la meraviglia dell’esistenza prendendoci cura di noi stessi, infatti, quando ci prestiamo attenzione a noi stessi stiamo prestando attenzione e cura noi tutti.

Rispettare i propri bisogni ed imparare a decidere indipendentemente con la propria testa, a prescindere dall’opinione altrui, è saggezza.

noi siamo luce ed ombra

Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 19-11-2008

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L’intera creazione esiste in noi, e tutto quello che è in noi esiste anche nella creazione. I confini che percepiamo tra noi ed un oggetto sono illusori, come è illusoria la distanza che esiste tra oggetti molto distanti tra loro. Tutte le cose, le più piccole, le più piccole come le più grandi, sono presenti in noi, un unico atomo contiene tutti gli elementi della terra. Un solo movimento dello spirito comprende tutte le leggi della vita. In unica goccia d’acqua si cela il segreto dell’infinito oceano. Un’unica nostra manifestazione rivela tutte le manifestazioni della vita.
Quando diciamo “IO” intendiamo un’infinità di sfaccettature ed identificazioni differenti: “io sono un essere di sesso maschile, nazionalità Italiana… energico, dinamico, determinato, amante della vita e delle sue creature, ricco e gaudente……” queste miei identificazioni sono state ad un certo momento precedute da scelte: una possibilità è stata preferita ad un’altra, un polo è stato integrato nell’identificazione mentre l’altro è stato escluso. Così l’identificazione: “io sono ricco e gaudente” ha escluso automaticamente: “io sono povero e lamentoso”.
Ogni identificazione che si bassa su una decisione esclude il polo opposto. Ciò che accade è che tutto quello che “non” vogliamo essere, che “non” vogliamo ritrovare in noi, che “non” vogliamo vivere, che non vogliamo che entri nella nostra identificazione, se evitiamo di riconoscerla finirà per strutturare una parte che chiameremo ombra, cioè è presente in noi come l’ombra fa parte di noi e si esprime a partire da noi.
Quando rifiutiamo qualcosa finiamo per relegarle nei sotterranei della nostra coscienza, spariscono dalla luce della coscienza e compongono un substrato inconscio presente ed attivo in noi.
Il “no” ha eliminato  dalla nostra visuale un polo senza farlo sparire. Il “non” vedere porta rapidamente a concludere di “non avere” quella determinata caratteristica e si crede che un polo possa esistere senza il polo opposto.
L’azione di rifiutare da qualsiasi identificazione che “non si vuole” finisce per agire inconsciamente in quanto siamo incapaci di vederlo e riconoscerlo in noi… tendiamo invece di giudicarlo negli altri sui quali proiettiamo ciò che giudichiamo e crediamo fuori da noi.
Questo avviene attraverso il circolo vizioso della proiezione, perché se si è rifiutato e represso in sé un determinato modo di essere ed esistere questo si manifesterà fuori producendo in noi paura e giudizio.
Proiezione significa portare fuori, quindi nell’altro, qualcosa che fa paura avere dentro.
Il mondo esteriore si comporta come un infinito e sfaccettato specchio nel quale noi vediamo sempre e soltanto noi stessi, per l’esattezza anche e maggiormente la nostra parte ombra, cioè quella che difficilmente riusciamo ad accettare in noi.
Specchiarsi quindi è fondamentale per chi si riconosce nello specchio, chi si specchia e vede i propri occhi azzurri o neri, senza rendersi conto che sono proprio i suoi occhi quelli nello specchio, si illude e rimane ignorante… chi crede di vedere gli altri si rende poco conto che tutto quello che percepisce fuori è lui stesso, e così permane nell’illusione e nell’inganno che gli altri sono o gli altri fanno come lui “non” vuole o “non” farebbe…
Altro principio fondamentale è che le parti ombra sconosciute sono comunque presenti in noi e queste tendono a manifestarsi ed esplodere nel corpo. Il nostro corpo è lo specchio della nostra anima, esso ci mostra anche ciò che tendiamo a nascondere alla nostra mente, il nostro corpo ha una voce molto potente che spesso irrompe la sordità della coscienza. A questo concetto si collega il principio di onestà con noi stessi, quando neghiamo qualcosa a noi stessi questo si manifesta nel corpo, il corpo è di per sé onesto e ci comunica la nostra luce e quindi anche la nostra ombra. L’uomo come microcosmo contiene gli opposti, l’uomo nel suo continuo cambiamento, nella sua continua crescita è chiamato a conoscere i suoi opposti. La conoscenza si basa sulla scelta e quindi sulla decisione. Ogni decisione spezza la polarità in un polo che viene accettato ed uno che viene rifiutato. Il polo accettato viene integrato ed espresso in comportamento quello rifiutato viene relegato nell’inconscio e si manifesta negli atri e/o nel corpo.
Il sintomo realizza attraverso il corpo la nostra ombra portandoci in uno stato di equilibrio. Il sintomo è la condensazione somatica di ciò che manca alla coscienza. Il sintomo rende l’uomo onesto a se stesso perché rende visibili e coscienti contenuti repressi.

Scopriamo chi siamo e realizziamo la nostra meraviglia

sulla respir-azione

Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 15-11-2008

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La respir-azione è un’azione ritmica. Si compone di due fasi, l’ispirazione e l’espirazione. Il respiro è un buon esempio per la legge della polarità: con la loro continua alternanza, i due poli ispirazione ed espirazione formano un ritmo. Un polo produce l’altro, l’ispirazione produce l’espirazione. Un polo esiste nell’altro. Annullandone uno uccidiamo il polo opposto. Un polo è madre e figlio del precedente, insieme formano un tutto. Il respiro è ritmo, ed il ritmo è alla base di tutto ciò che vive. Possiamo anche aggiungere la similitidune col concetto di tensione e dis-tenstione. Questo rapporto ispirazione-tensione, espirazione-distensione è evdente quando sospiriamo.
Esiste il sopiro della tensione quando introduciamo l’aria dentro di noi ed uno che conduce alla distinzione quando espelliamo l’aria.
L’evento centrale della respirazione è lo scambio. La respirazione comprende il prendere ed il dare… questo è il simbolismo che sostanzia la respirazione.
Attraverso il respiro siamo costantemente collegati con qualcosa o qualcuno che è al di là del creato al di là della forma. Il respiro consente di creare questa unione ritmica col mondo metafisico (oltre la materia). Il respiro è il cordone ombelicale attraverso cui la vita scorre dentro di noi. Il respiro consente di mantenere questo legame.
Il respiro ci connette col tutto. Rendiamoci conto che respiriamo la stessa aria che respira il nostro nemico. Anche se tendiamo ad isolarci, il respiro provvede a far si che questo scollamento dal tutto sia impossibile. L’aria che respiriamo ci collega tra noi. Sia che ne siamo coscienti o meno.
Il respiro sostanzia il contatto e la rel-azione.
Anche il linguaggio esprime la stretta relazione tra respiro e contatto con l’altro…
Quando qualcuno impedisce le nostre azioni diciamo: che ci porta via l’aria…
Quando invece qualcuno ci incoraggia e ci dona fiducia diciamo che ci da respiro…
Noi cominciamo la nostra vita col primo respiro, la concludiamo con l’ultimo. Col primo ingresso facciamo il nostro ingresso nel mondo esterno ed il mondo esterno entra in noi… ci espandiamo e doniamo al tutto comprendendolo attraverso l’azione ritmica del respirare.
Le lingue antiche utilizzano la stessa parola per indicare respiro anima o spirito:
in latino 8respirare) e spiritus (anima o spirito) hanno la stessa radice,
in greco psiche significa respiro ed anche anima.
In sanscrito atman, passata lla moderna lingua indiana, che risulta parente stretta del tedesco atmen che significa respirare.
Questo spiega molto bene lo stretto legame tra anima-corpo-mente… in quanto il respiro influenza la fisiologia, i pensieri e l’armonia dell’anima…

Scopriamo la meraviglia di respirare insieme ed estrarre quanta più gioia possibile

flessibilità e comunicazione

Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 13-11-2008

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Abbiamo più volte affermato che il comportamento è una parte importantissima dell’azione di comunicazione.
Se diciamo che siamo molto appassionati al nostro gioco lavoro ed arriviamo sistematicamente con quindici minuti di ritardo ogni mattina, che cosa è più importante? Quello che diciamo o quello che facciamo?
L’informazione migliore quella più chiara ed efficace è quella che agiamo col corpo, col comportamento col fare più che con le parole. Le parole costituiscono solo il 7% dell’azione comunicativa. Proprio per questo è fondamentale la congruenza tra parola e linguaggio del corpo. Tra due persone in interazione avviene un continuo scambio di feedback, ed è come se la parte più importante della comunicazione avvenisse al centro tra i due attori della comunicazione, nel punto in cui comportamenti, forme, materia, volumi, colori e parole di entrambi si incontrano e si combinano per creare la danza comunicativa.
Riuscire a vedere, percepire ed ascoltare come la nostra comunicazione riesce a modificare ed armonizzare i comportamenti, le forme, la materia, i volumi, i colori e le parole in questo spazio di incontro, è la chiave per una comunicazione efficace e potente.
Che cosa sta succedendo nell’altro?
Cosa sta pensando?
Cosa sente?
Capita a volte di trovarsi d’accordo sui significati e di verificare poi comportamenti che indicano che invece si era in disaccordo. In queste situazione è fondamentale avere la capacità di ascoltarsi ed ascoltare, ascoltare le proprie emozioni ed essere capaci di leggere ed interpretare i cambiamenti fisiologici ed emotivi del nostro interlocutore.
Per riuscire a danzare nel teatro della comunicazione è fondamentale allenare la flessibilità. Riuscendo ad essere abbastanza flessibili, riusciamo a modificare le nostre azioni comunicative anche in funzione dei feedback e determinare l’efficacia della nostra comunicazione.
Spesso le risposte stereotipate ed unidirezionale tendono ad istaurare circoli viziosi di azioni e reazioni, tendiamo a rispondere con aggressività ad una risposta aggressiva senza comprendere che l’escalation di aggressività e senza via d’uscita, a meno ché siamo capaci di modificare la nostra azione comunicativa per dirigere la nostra relazione verso al comprensione e l’ascolto. Quando riscusciamo a sciogliere un loop di azione e reazione cambiando e modificando la nostra comunicazione riusciamo a condurre anche il nostro interlocutore verso luoghi nuovi in cui è possibile ascoltarsi e scegliere di raggiungere obiettivi condivisi.
Aumentando la nostra flessibilità, aumenteranno i numeri dei nostri comportamenti, acquisiremo una personalità più integrata e sfaccettata, potremmo cominciare a scegliere quali azioni fare, cosa comunicare e come comunicare e così possiamo cominciare a giocare nel grande gioco della vita con il primo strumento del Grande gioco: la comunicazione.
Proprio per quando abbiamo espresso sopra è fondamentale allenarsi ed esercitarsi, interrompere le nostre abitudini e cominciare a fare qualcosa di diverso, cogliendone i frutti.
Rilassiamoci anche fisicamente dato che le risposte mentali producono azioni fisiche abbinate: se cambiate i comportamenti, cambieranno le risposte mentali e quindi quelle fisiche… cominceremo a vivere un circolo virtuoso che ci consentirà di godere della vita.

Alleniamoci a cambiare le lenti col quale guardiamo il mondo, quando abbiamo allenato la nostra flessibilità comunicativa, quando navighiamo l’insicurezza con coraggio e passione, acquisiamo anche flessibilità nella definizione degli obiettivi, nella comunicazione, nelle percezioni, nel pensiero e nelle azioni: così abbiamo anche aumentato la nostra capacità di influenza sulla realtà.

nati per godere della vita

Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 12-11-2008

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Come possiamo avere la forza, la determinazione, il coraggio e la chiarezza per rendere efficaci le nostre azioni ed ottenere ciò che desideriamo da Noi stessi e dagli altri?
Ogni giorno, ed in ogni momento in noi avviene una “fluttuazione” delle nostre energie e risorse vitali e psicofisiche. Alcune interazioni le fanno accrescere e le potenziano altre le fanno crollare notevolmente a seconda del contesto e delle persone che ci circondano.
Ogni mattino possiamo scegliere di utilizzare i 100 buoni motivi per godere della vita o scegliere di trovare questi buoni motivi durante la giornata.
Ciò che è fondamentale comprendere è che ci sono momenti in cui siamo coscienti dell’amore dell’universale e abbiamo coscienza dei 100 motivi per godere della vita ed altri momenti, invece, in cui dimentichiamo la fortuna che abbiamo nel vivere questa favola meravigliosa e ci togliamo forza e vitalità cercando invece i motivi per essere in-felici credendo di essere nati per soffrire. Prima di comprendere come possiamo scegliere di accedere al club dei nati per godere della vita attivando la ricchezza delle nostre risorse psicofisiche ed estrarre dal nostro giorno quanta più gioia possibile, seguite gli esercizi proposti di seguito per verificare le fluttuazioni dei vostri livelli di energia.
1) immaginiamo di ascoltare una persona che si sta lamentando di noi per qualcosa che abbiamo fatto o “non” abbiamo fatto. Ascoltiamo attentamente le sue parole, il tono della voce; poi concentriamoci sulle nostre sensazioni.

Come ci sentiamo da 0 a 10?
Basso 0 – 1 – 2 – 3 – 4 – 5 – 6 – 7 – 8 – 9 – 10 alto

2) adesso riportiamo alla mente un occasione in cui qualcuno vi ha espresso l’enorme piacere che aveva nell’incontrarci e come ci vedeva belli, luminosi, sorridenti, in perfetta forma. Cerchiamo di ricordare come tutta la comunicazione che trasmetteva attraverso la fisiologia, le emozioni, le espressioni del viso e gli occhi riusciva ad esprimere la meravigliosa impressione che facevamo ai suoi occhi. Richiamiamo alla mente ci guardava in modo compiaciuto, riudiamo le parole e risentiamo quei sentimenti positivi.

Come ci sentiamo da 0 a 10?
Basso 0 – 1 – 2 – 3 – 4 – 5 – 6 – 7 – 8 – 9 – 10 alto

3) Pensiamo a quando ci è capitato di trascorrere del tempo con una persona lamentosa. Ascoltiamo i suoi lamenti e le lagne. Poi passiamo ad un altro amico che tende alle lamentele, ricordiamo le parole che ci ha detto. Pensiamo ad una terza persona sempre mentre si lamenta, ascoltiamo attentamente finché giunge in noi una risposta interna a livello di sensazione, per queste tre voci. Come ci sentiamo? Segnamo il numero corrispondente al nostro livello di energia

Come ci sentiamo da 0 a 10?
Basso 0 – 1 – 2 – 3 – 4 – 5 – 6 – 7 – 8 – 9 – 10 alto

4) Ricordiamo adesso quando abbiamo avuto un’intuizione che ci sarebbe stata molto utile. Magari da un libro, dalla radio, da una ricerca su internet, da una persona a noi molto cara. Riportiamo alla mente l’eccitazione nel prendere in considerazione i vantaggi che avremmo nell’applicare l’intuizione avuta.

Come ci sentiamo da 0 a 10?
Basso 0 – 1 – 2 – 3 – 4 – 5 – 6 – 7 – 8 – 9 – 10 alto

5) Abbiamo mai avuto un inaspettato riconoscimento economico per il nostro impegno, un bonus, un premio in denaro? Abbiamo mai vinto una gara, ottenuto un lavoro nuovo ed entusiasmante? Come ci sentivamo quando veniva riconosciuto il nostro valore ed impegno?

Come ci sentiamo da 0 a 10?
Basso 0 – 1 – 2 – 3 – 4 – 5 – 6 – 7 – 8 – 9 – 10 alto

Prendendo in considerazione i numeri che abbiamo segnato noteremo una fluttuazione più o meno evidente che influisce sulle nostre capacità di comunicazione e sulla nostra capacità di entrare in relazione con l’altro e guidarlo.
Nel grande gioco della vita, siamo continuamente immersi nel gioco del relazionarci con noi stessi e con gli altri, qualunque professione, o lavoro svolgiamo. Il formatore a contatto con gli allievi, il medico con i suoi pazienti, l’imprenditore con i suoi dipendenti, il commerciante con i suoi clienti…
Come abbiamo verificato sopra ci sono volte in cui le risorse psicofisiche sono insufficienti a garantirci l’eccellenza della performance. A volte può essere la stanchezza, a volte una giornata lavorativa lunga e snervante, a volte il contatto con persone che nascono per soffrire e provano ad iscriverci allo stesso club, a volte l’influenza di fatti spiacevoli.
E magari proprio in uno di questi momenti capita che dovremmo essere al meglio delle nostre capacità per affrontare gli impegni già programmati o in-aspettati…
Potrebbe sembrare proprio un disastro.
Ma ecco che il metodo eMOTIONpnl può darci una visione più attiva e valida per ottenere dalla nostra vita ciò che desideriamo.
Quello che possiamo fare e scegliere di far emergere quella condizione di efficacia ed eccellenza che conosciamo e che ci fornirà le risorse necessarie, l’entusiasmo che si era appannato, la capacità di scegliere le argomentazioni migliori e la determinazione di fare della nostra vita una splendida opera d’arte.

Il coaching eMOTIONpnl lo strumento per l’eccellenza personale

Condurre le nostre riunioni

Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 11-11-2008

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la responsabilità fondamentale di chi gestisce una riunione è far si che essa funzioni tanto da giungere a risultati concreti e condivisi.
L’abilità di chi guida il gruppo, la squadra ed anche il singolo nello stabilire gli obiettivi chiaramente, nell’ottenere il consenso dei partecipanti, nel rifiutare obiettivi nascosti dei singoli che distraggono e de focalizzano dalla meta del gruppo di lavoro, nel sapere porre le domande sulla rilevanza delle eventuali obiezioni al fine di mantenere la discussione centrata sugli obiettivi prescelti.
L’acutezza emotivo-sensoriale è lo strumento principe del metodo eMOTIONpnl, molto utile quanado si presiede e coordina una riunione. È il metodo che prescinde ogni azione e procedura per comprendere quale emozione viviamo e come utilizzare i sensi per comprendere la realtà e scegliere dove direzionare le proprie azioni. L’acutezza emotivo-sensoriale è una capacità che si allena attraverso sessioni di coaching o team building e ci consente di fare immediatamente il punto barca per comprendere dove siamo e decidere dove andare.
Ad esempio l’incongruenza fa riferimento all’evento in cui qualcuno dice si con le parole mentre la fisiologia e le emozioni comunicano altro, come disaccordo o disconferma. Se la bocca sorride ma sono freddi. L’incongruenza può essere esplorata ed utilizzata o ignorata e subita. Spetta a chi gestisce, coordina o guida decidere come utilizzare i segnali della comunicazione che riceve. Sarà anche la situazione nel suo aspetto generale a consentire il processo decisionale. Chi guida la riunione ha anche il compito di sommare, riassumere, ricapitolare ogni decisione importante.
Riassumendo e ricapitolando mettiamo in grado i partecipanti di capire a che punto siamo del processo decisione e di assunzione di responsabilità rispetto all’obiettivo finale.
Spetta a noi, che guidiamo il gruppo, gestire le obiezioni velocemente ed efficacemente. A questo scopo si possono utilizzare le domande sulla rilevanza dell’obiezione rispetto all’obiettivo finale della riunione. La domanda da fare è: “come è rilevante questo aspetto rispetto a quanto concordato all’inizio?”.
Se la rilevanza rimane confusa, l’obiezione e superata. Se invece chi pone l’obiezione porta chiarimenti e specificazioni rispetto alla coerenza tra obiezione ed obiettivo della riunione, allora è fondamentale trovare un livello condiviso di comprensione per consentire un nuovo sviluppo della riunione.
Le domande sulla rilevanza possono sembrare aggressive per chi le riceve. È fondamentale adeguare la schiettezza della domanda alla effettiva voglia di comprendere e trovare chiarimento dall’obiezione sollevata.
In ogni azione di coordinazione e conduzione del gruppo in riunione è indispensabile verificare la qualità del rapporto interpersonale tra i partecipanti ed il conduttore. Nel caso in cui alcune domando lo pongono a rischio è necessario ristabilirlo subito!
Nel caso sorgono problemi è fondamentale comprendere quali opportunità conservano e farle emergere.
Quindi identifichiamo il problema chiaramente, pensiamo e sentiamo cosa ci serve per risolverlo.
Di chi è il problema?
Se è degli ALTRI, meglio rinegoziare il contratto iniziale e l’accordo sugli obiettivi; ricreare i rapporti che si sono interrotti; offrire strumenti per procedere e trovare insieme soluzioni alternative e migliorative per ognuno di NOI.
Se il problema è NOSTRO…
Possiamo essere spaventati. Diciamoci allora che è inutile avere paura per condurre la riunione… andiamo nella nostra cassettina degli strumenti è riappropriamoci della nostra forma migliore, attingiamo all’attenzione, alla capacità empatica e di ascolto, ri-focalizziamo il nostro obiettivo personale e quello del gruppo.
Rimaniamo rispettosi di noi stessi e degli altri, applichiamo l’ascolto attivo, trasudiamo empatia, apprezziamo e valorizziamo i vari pareri espressi e portate il vostro punto di vista come fondamentale per la guida del gruppo.
Se perdiamo di essere sufficientemente assertivi, cadremo nella compiacenza fasulla. Per farvi benvolere lasciamo cadere la nostra leadership ed accetteremo per buono quello che ognuno dice…
Ho un sogno che voglio condividere ed è quello di ridurre uno dei nostri master sulla comunicazione da 2 giorni a 30 secondi:


“ esistono tre step per una comunicazione efficace e cioè che ci conduce a produrre il risultato atteso.
Il primo è avere chiaro cosa vogliamo noi.
Il secondo è ascoltare e comprendere cosa vuole la controparte.
Il terzo è condurci verso il territorio del noi tutti, dove entrambi possiamo vincere.
Ognuno di noi ha le capacità che servono. Tutto quello che possiamo fare, è di cambiare le nostre parole e comportamenti per godere della vita ed estrarre quanta più gioia possibile…”

il coach e le domande

Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 07-11-2008

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La concentrazione è uno strumento potentissimo per cambiare il modo di pensare, di percepire la realtà e di agire, per determinare la direzione delle nostre azioni.
Il gioco del coach consiste nel trovare i modi ed i mezzi per portare l’allievo/a a concentrarsi su ciò che vuole dalla vita, focalizzando il punto previsto e scelto insieme.
Il metodo è quello delle domande. Le domande hanno il potere di condurre l’attenzione su determinati argomenti di importanza sostanziale la specifica situazione.
In generale le domande sono alla base del Coaching, in quanto le domande che ci facciamo determinano la realtà che abitiamo.
Pensare significa farci delle domande e trovare delle risposte.
La difficoltà di molti di noi è quella di sconoscere l’efficacia/inefficacia delle domande che ci poniamo.
È la capacità di porci le domande appropriate a consentirci di orientare le azioni da compiere verso gli obiettivi che ci simao prefissati.
Ad esempio, c’è una grande differenza tra chiedersi:
perché non riesco a guadagnare di più?
E chiederci invece:
come possiamo fare a guadagnare di più?
Queste domande più che essere giuste o sbagliate in sé portano la nostra attenzioni su soluzioni differenti con efficacia e risultati anche economici differenti.
La prima si concentra sulle ragioni di una situazione rappresentata nel suo aspetto di impotenza (il fatto di “non” riuscire a guadagnare dipiù); la seconda domanda focalizza l’attenzione sul come sia possibile realizzare un determinato risultato, opportunamente espresso in forma affermativa: guadagnare di più.
La seconda domanda ha in sé la potenza, il seme del piano d’azione che ci condurrà a guadagnare quanto desideriamo: contiene un obiettivo e la necessità di individuare le modalità per la realizzazione, a differenza della prima, che contiene certamente un impulso conoscitivo senza comunque la proiezione verso il futuro desiderato.
Ponendo domande al cacao possiamo costruire una vita di cioccolata
Il coach eMOTIONpnl utilizza la programmazione neuro linguistica per stimolare i propri allievi attraverso domande mirate, precise e ben calibrate per focalizzare l’attenzione ed ottenere il meglio da noi tutti.
Self coaching:
che cosa nella mia vita mi rende felice?___________________________________
di cosa sono fiero?____________________________________________________
di cosa sono grato?____________________________________________________
in cosa sono impegnato oggi?____________________________________________
che cosa nella mia vita mi appassiona oggi?________________________________
come farò la differenza oggi?____________________________________________

esiste il vento che ci condurrà verso dove abbiamo deciso andare

Il motore dei bisogni istintivi

Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 06-11-2008

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Uno dei quattro motori che muovono l’essere umano nella navigazione della vita sono i bisogni istintivi.
Alcuni tipi di bisogni sono: bisogno di cure ed attenzione, bisogno di essere rispecchiati e rispettati, bisogno di contatto e vicinanza, bisogno di vedere riconosciuti i propri sentimenti, bisogno di essere incoraggiati ad esplorare (sessualità, creatività, potere, risorse, silenzio, bisogno di sicurezza, bisogno di contatto fisico, bisogno di essere incoraggiati e motivati ad imparare, bisogno di sapere che fa bene fare errori e che con questi si cresce, bisogno di essere testimoni di amore ed intimità, bisogno che i limiti che vengono dati sono stabili e posti con amore) .
Nelle prime fasi della nostra vita, abitiamo l’isola della sicurezza e sperimentiamo tutti dei bisogni essenziali e quando la soddisfazione di questi tarda ad arrivare viviamo un forte e continuo stato di privazione. La privazione di questi bisogni essenziali crea un vuoto interiore che aspetta di essere colmato. Questo vuoto è come una bocca che dice: “NUTRIMI!”.
Crescendo, ci capita ancora di sperimentare di muoverci attraverso il motore dei bisogni primari. Uno dei meccanismi che tendiamo a mettere in azione è quello della proiezione. Proiettiamo i nostri bisogni insoddisfatti su amanti , amici, colleghi, figli e su chiunque sia in relazione con noi. Più stretta è l’azione di relazione più profonda e confusa è la proiezione.
Quando ci sentiamo disturbati la nostra risposta naturale ed istintiva è cercare qualcuno a cui dare la colpa.
L’accusa è un vicolo senza via d’uscita, anzi è la via preferenziale per giungere al conflitto ed al dolore.
Più cresce la capacità di ascoltarci e comprenderci, più siamo capaci di riconoscere l’automatismo con cui tendiamo a colmare il vuoto dato dai bisogni con ciò che viene dall’esterno.
Uno degli strumenti che utilizziamo in eMOTIONpnl è l’osservarci e l’ascoltarci, questo processo sprigiona una forte ed intensa energia che consente di spezzare i comportamenti automatici ed istintivi consentendoci di “essere con” NOI STESSI per guardarci ed ascoltarci e decidere la nostra direzione.
“Essere con” significa semplicemente ascoltarci, sentirci, guardarci e comprendere l’esperienza che stiamo vivendo per scegliere i luoghi che desideriamo esplorare.
L’attenzione e lo sguardo dell’altro sono gli specchi in cui incontrare NOI STESSI.
Facciamoci queste domande?
1) Da quale bisogno siamo mossi oggi?
2) focalizziamoci su quel particolare bisogno e chiediamoci come questo influenzi le relazioni che istauriamo con NOI STESSI, con gli ALTRI e con la VITA
3) come ci sentiamo col vuoto e la fame che questo bisogno genera dentro di noi?
4) quali sentimenti insorgono quando consideriamo i nostri bisogni?
5) quali sono le convinzioni che abbiamo rispetto a quel particolare bisogno?
6) gli altri come ci hanno educato a rispondere ai nostri bisogni?
Ad es: gli uomini dovrebbero “non” devono avere ed esprimere bisogni e desideri,
È egoistico avere bisogni e desideri,
ci sono cose più importanti nella vita di cui preoccuparci che “non” dei nostri bisogni…

NOI SCEGLIAMO DI ESPLORARE LA VITA CONSIDERANDOCI ED AMANDOCI
NOI SIAMO ESSERI MERAVIGLIOSI
LE DOMANDE CHE CI FACCIAMO DETERMINANO LA VITA CHE ABITIAMO