l’uomo, animale sociale
Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 07-10-2008
Tag:arte di esistere, neuroscienze, noi, Programmazione Neuro-Linguistica
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Un giorno un ricercatore stava prendendo una nocciolina di
fronte ad una scimmia. L’animale era immobile ma nel suo cervello si stava accendendo lo stesso neurone che si attivava quando era lui ad afferrare le noccioline ……. Di qui la scoperta!
La scoperta dei neuroni specchio, il meccanismo che spiega come e perché ripetiamo mentalmente le azioni che vediamo compiere ad altri, conferma anche a livello biologico che l’uomo agisce in modo sociale. Quando vediamo qualcuno che fa una azione, nel nostro cervello si attivano gli stessi neuroni che rispondono quando siamo noi a compierla. Ma cosa hanno di così sorprendente i neuroni specchio?
Si tratta quindi di un meccanismo che consente di comprendere immediatamente il significato delle azioni degli altri e persino delle loro intenzioni senza ricorrere ad alcun tipo di ragionamento. Sistemi simili a quelli delle azioni avvengono pure per le emozioni. La vista di una smorfia di dolore attiva nel nostro cervello le stesse aree che rispondonoquando siamo noi a provare quella emozione.
Possiamo chiamarla empatia, compassione o coinvolgimento: i neuroni specchio ne spiegano le basi biologiche. Ora sappiamo che le nostre relazioni sociali sono determinate, prima che dall’intelletto, dalla capacità corporea di risuonare con gli altri.
Si tratta di un meccanismo straordinario. Per la prima volta ci offre un unico quadro teorico e sperimentale per spiegare molti dei nostri comportamenti sociali.
L’animale umano è un animale sociale, che per crescere e vivere ha, per sua natura, bisogno della
Relazione, da quella fisica a quella comunicativa, con i propri simili. Uno dei meccanismi fondamentali
dell’interazione sociale è l’imitazione. Cosa c’è di più semplice della capacità di imitare una azione altrui? In realtà, come spesso ci capita, riusciamo a imitare certi gesti, ma sconosciamo come sia possibile farlo e cosa si debba sapere per imitare. Come scritto sopra, i responsabili neuronali dell’azione imitativa ed empatica sono i neuroni specchio. Osserviamo un nostro simile compiere una certa azione si attivano, nel nostro cervello, gli stessi neuroni (le cellule che compongono il cervello) che si attivano quando siamo noi a compiere quella stessa azione. Per questo possiamo imitare l’azione altrui, perché il nostro cervello risuona, per dir così, assieme a quello della persona che stiamo osservando. Si tratta di un meccanismo cerebrale fondamentale, perché permette una sorta di comunicazione fra i cervelli. C’è di più: se quel che fai tu è simile a quel che faccio (o potrei fare) io, allora io sono in qualche modo tuo simile, e viceversa. La soggettività umana, ma probabilmente anche quella di animali diversi dall’Homo sapiens, nasce attraverso meccanismi cerebrali di questo tipo. Detto altrimenti, l’animale umano scopre se stesso – così come sosteneva Merleau-Ponty – come quel certo corpo che è, quella certa soggettività che è, soltanto attraverso la relazione con l’altro. La più importante conseguenza psicologica e filosofica di questa scoperta è che, evidentemente, contro la tendenza individualistica prevalente nella psicologia contemporanea, in particolare nelle scienze cognitive, la soggettività animale e umana in particolare, è in realtà una intersoggettività originaria. Siamo noi insieme di soggettività in inter-dipendenza.


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