La salute come realizzazione della propria vita
Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 15-09-2008
Tag:bellessere, desiderio, Programmazione Neuro-Linguistica
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La salute in emotionpnl è la presa di coscienza che siamo: siamo perfetti, siamo figli dell’universale. Siamo qui in questo tempo ed in questo spazio per manifestare in forma materiale la perfezione con la quale siamo stati donati dall’inizio del tempo. La salute è la condizione di ascolto della nostra coscienza; essere fiduciosi come bambini; andare oltre l’intelletto (l’albero del bene e del male) con i suoi “pro” ed i suoi “contro”, le sue paure, i suoi dubbi e le sue perplessità. Possiamo valutare la nostra salute dalla nostra gioia di vivere e da quest’ultima possiamo valutare se stiamo ascoltando la nostra coscienza. Possiamo andare oltre il limite della clausura, della castità e di qualsiasi divieto sulla carne. Il mondo è per noi godere ed esistere. E’ nell’esistere amando ciò che facciamo che possiamo essere veramente utili al divino e fare della nostra vita una splendida opera d’arte.
Fare qualcosa sforzandoci di accontentare qualcun altro, con sentimenti di irritazione o impazienza è del tutto inutile e disastroso per la nostra salute; è semplicemente tempo prezioso sprecato quando invece possiamo dedicarci alla costruzione di qualcosa di straordinario nell’incontro con l’altro.
La gioia di vivere è riconosciuta subito, fa parte di noi.
Come possiamo ascoltare la nostra coscienza e realizzare la gioia di vivere?
Tutto è stato fatto così semplicemente per noi, a noi la voglia di riconoscerlo e goderne. La semplicità è la chiave di tutta la creazione e del divenire perpetuo. È l’ascolto dei nostri desideri, dei nostri istinti che ci consente di realizzare la nostra gioia di vivere.
La salute è la realizzazione dei desideri: qualunque sia il desiderio che abbiamo, banale o importante, sia il desiderio di un’altra tazza di tè, o il desiderio di un cambiamento radicale del complesso sistema di abitudini della nostra vita, a noi le azioni per compierlo e soddisfare il divino che si manifesta in NOI e per NOI. La soddisfazione è l’unica cura per tutto quello che in questo mondo consideriamo peccato o male. I responsabili del nostro bellessere siamo NOI, è la cura che rivolgiamo alla realizzazione e soddisfazione della nostra divinità e quindi dei nostri desideri e pensieri che ci consente di sperimentare salute e gioia di vivere che si manifesta in una sensazione di profonda armonia col tutto/i. I nostri pensieri hanno il potere di cambiare tutto, possono cambiare il nostro modo di guardare. Esistono otto miliardi di realtà tante quanti esseri umani esisto in questo tempo… Siamo esseri unici, ogni essere umano è unico. Quando diciamo si a Noi stessi, ai nostri desideri e ci concediamo la possibilità di materializzare la nostra coscienza siamo pronti a sperimentare la gratitudine per essere in questo tempo coscienti della grandezza della nostra vita.


La bellezza dell'Errore “Arte di errare errando”
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Beh…capita spesso di fare qualcosa sforzandoci di accontentare qualcun altro…certo forse il “segreto” sta nel farlo solo se non lo facciamo con sentimenti di irritazione o impazienza…cioè solo se ci rende felici rendere felice quall’altra persona…
che giro di parole!!:-)
Ma che bello quindi in poche parole futti futti ca diu piddona a tutti…. questa mi sembra filosofia a buon mercato e non ci vuole neanche tutta questa abilità, basta fregarsene di chi ci sta intorno e pensare semplicemente a noi stessi e il gioco è fatto….. tu scrivi “la cura che rivolgiamo alla realizzazione e soddisfazione della nostra divinità e quindi dei nostri desideri e pensieri ….. ma Hitler stava facendo esattamente questo, si stava rivolgendo alla soddisfazione della sua divinità dei suoi desideri e dei suoi pensieri…. scrivi ancora “Possiamo andare oltre il limite della clausura, della castità e di qualsiasi divieto sulla carne” a parte che sono sempre libere scelte di chi li compie e quindi dove sta il divieto? ma poi come vai oltre, gustandoti un bel filetto al sangue e pensando che questo ti renderà felice per qualche istante? incurante se questo tuo gesto è causa di infinito dolore per chi come affermi tu fa parte di questo NOI tutto/i che dovrebbe contribuire all’armonia globale??? mi pare che scrivi belle parole che possono affascinare solo chi si limita a leggerle in superficie, di fatto in fondo in fondo penso hanno poco peso specifico anche per te che le scrivi.
buongiorno, La consorella…
come vedo queste parole, che come affermi hanno poco peso per me, ne hanno avuto tanto per te. . .
certo anche la teoria del “fregartene” potrebbe dare i suoi frutti… lo hai sperimentato?
sicuramente anche tu come me e come altri tra noi hai delle persone a cui tieni e che ami… hai sperimentato la schiavitù e l’olocausto come fece hitler o hai deciso di renderle libere di sperimentare la loro personale meraviglia. . .
adesso voglio confidarti un segreto. . .
NOI IN OGNI ISTANTE POSSIAMO SCEGLIERE DI CREARCI LA REALTA’ CHE PIU’ CI DA GODIMENTO E SAI COME POSSIAMO FARE???
COL LA SCELTA. . .
quindi, come affermiamo, scegli… e scegli di estrarre quanta più gioia possibile facendo della tua vita la tua splendida opera d’arte…
grazie
A parte che non sono le parole ad avere peso per me ma il tentativo che sta dietro ad esse.
Come potrai notare anche dalla tua risposta, sembra che dici cose interessanti, e sono convinto che dentro di te sia effettivamente cosi, e che l’intenzione sia altrettanto sana, in realtà quando arrivano all’orecchio dell’uomo medio quale sono io e quale penso siano i lettori dello spazio che tu hai aperto, diventano teoremi che più leggi più diventano poco chiari. Quindi rispondo basandomi sulle prime e istintive impressioni e cercando di trarre un frutto piuttosto che un’arida polemica.
Forse quello che vuoi comunicarmi è che il cercare di soddisfare e realizzare la nostra “Divinità, Desideri, Pensieri, non porti inevitabilmente all’affermazione del proprio IO anche a discapito dell’ALTRO.
Se è cosi, mi sento di affermare che anche tu (quando parli della bussola) sostieni che l’amare è la condizione dove tutti gli esseri mobili e immobili trovano gioia e soddisfazioni e che le altre parti della bussola benche utili e importanti ai fini della crescita e della comprensione di noi stessi, sono luoghi di allucinazioni dove qualcuno perde sempre.
Inoltre tutti noi abbiamo l’esperienza che mettere come termometro “la mia soddisfazione” molto speso per non dire sempre si traduce in “la mia sofferenza”. Quante volte ci è capitato che per sentirci soddisfatti abbiamo deciso “scelto” di mangiare un cannolo di ricotta in piu’ e poi ancora insoddisfatti abbiamo ingoiato un bel babà alla panna e poi ancora insoddisfatti un bell’arancino al sugo e poi…..ci siamo pesati e la bilancia ci regalava nella sua infinita misericordia quel bel po di dolore che ci ha fatto comprendere che autoregolarsi forse è molto piu’ soddisfacente che lasciarsi andare agli istinti della mente dello stomaco e dei genitali. Di fatto ancora sconosciamo il funzionamento della nostra mente altrimenti ci sarebbe ormai chiaro che cercare di soddisfarla e come buttare benzina nel fuoco. Abbiamo le forme animali che ci permettono di godere del corpo dei sensi e del mondo circostante senza preoccuparci del dopo perchè la natura ci lascia meno liberi e quindi meno occasioni di fare minkiate…..la forma umana, sono convinto, dovrebbe servire a porsi domande tipo.” Chi siamo?, Che ci facciamo qui?, A che serve tutto questo? e a cercare di dare le risposte
se ancora stiamo pensando di godere e di sfruttare il mondo, vuol dire che nonostante abbiamo la forma umana l’uomo non si è ancora manifestato.
buonasera la consorella,
e certo cara “la consorella”
questo è quello che intendo…
la tua umiltà nel definirti e nel definire i nostri lettori “uomo medio” mi confonde e mi affascina ed in merito a questo ti chiedo maggiori informazioni…
ciò che appare chiaro ed esplicito è che tu come noi hai sicuramente sperimentato il piacere nel mangiare qualche cannolo di ricotta in più… o magare hai lasciato libero sfogo agli istinti e poi giustamente la vita immediatamente ha presentato il conto più o meno salato o dolce…
ciò che è fondamentale è la sperimentazione come percorso per accedere alla comprensione della vita… senza il processo di sperimentazione più o meno diretta rimane la teoria ed in teoria possiamo ben parlare…
come piacere si intende soddisfazione dell’io… della persona in quanto singolarità ed in quanto parte rispetto al tutto… e quindi parziale soddisfazione dell’esistere. Questo è solo il primo passo per comprendere l’amare…
voglio farti una domanda come facciamo a comprendere l’amare se abbiamo sempre o quasi sacrificato l’amare noi stessi?
grazie per la sincera partecipazione