sull’arte di navigare le emozioni (art. 2°)
Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 02-09-2008
Tag:arte di esistere, emozioni, video
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LA RABBIA ci ha permesso di sopravvivere ed evolverci
La rabbia è una emozione primordiale ed è una di quelle emozioni che hanno permesso all’essere umano di fare la differenza tra sopravvivere e morire.
La rabbia è un’emozione tipica, considerata fondamentale da tutte le teorie psicologiche poiché per essa è possibile
identificare una specifica origine funzionale, degli antecedenti caratteristici e delle manifestazioni espressive. LA RABBIA possiede una tipica espressione facciale, ben riconoscibile in tutte le culture studiate; l’aggrottare violento della fronte e delle sopracciglia e lo scoprire e digrignare i denti, rappresentano le modificazioni espressive del viso che meglio esprimono l’emozione della rabbia. Tutta la muscolatura del corpo può estendersi fino all’immobilità.
Essendo un’emozione primitiva, essa può essere osservata sia in bambini molto piccoli che in specie anim
ali diverse dell’uomo.
Quindi, insieme alla felicità ed al dolore, la rabbia è una tra le emozioni più precoci.
Prima di proseguire con la descrizione della rabbia come strumento per navigare la vita è indispensabile distinguere LA RABBIA da emozioni a lei affini quali odio ed ira.
L’odio è uno stato cosciente della persona in cui si vivono forti sentimenti distruttivi e di vendetta nei confronti dell’altro, si è come legati all’altro, ed anziché essere avvicinati dall’amore e dalla voglia di creare qualcosa di nuovo, si è legati dall’idea e dalla voglia di distruggere qualcosa o qualcuno. Ciò che caratterizza questa forte sensazione è un estremo rifiuto verso cose o persone. Vi è coscienza ed incapacità di ribellarsi, compensare e manifestare il dolore subito. L’odio si placa solo quando si riesce a far subire ciò che si è in precedenza subito.
L’ira, spesso confusa e scambiata con la rabbia, è a differenza di quest’ultima uno stato emotivo in cui si perde del tutto il lume della ragione, si esplode con reazioni spesso spropositate rispetto alla situazione. Le caratteristiche espressive di questa emozione sono assolutamente differenti da quelle della rabbia: si spalanca la bocca, si alza la voce, si grida, si urla, si diventa rossi, si chiudono gli occhi. la rabbia rappresenta la tipica reazione alla frustrazione e alla costrizione, sia fisica che psicologica, questa straordinaria emozione che ci accompagna nella nostra evoluzione da milioni di anni: è la condizione emotiva che istantanea tradotta in azione consente di liberarsi da chi restringe la nostra libertà e la realizzazione del bene per noi stessi.
L’emozione della rabbia è direttamente connessa alla frustrazione che nasce dall’in-soddisfazione di un bisogno. Altri fattori sembrano implicati affinché si origini l’emozione della rabbia. La responsabilità e la consapevolezza che si attribuisce alla persona che induce frustrazione o costrizione sembrano essere altri importanti fattori. Insomma ci si arrabbia quando qualcosa o qualcuno si oppone alla realizzazione di un nostro bisogno, soprattutto quando viene percepita l’intenzionalità di ostacolare l’appagamento.
Quali sono le funzioni della rabbia?
la potente impulsività e la forte propensione all’agire con modalità aggressive sono funzionali alla rimozione dell’oggetto frustrante. La rabbia è sicuramente uno stato emotivo che aumenta nell’organismo il propellente energetico utilizzabile per passare alle vie di fatto, siano queste azioni oppure solo espressioni verbali. La rimozione dell’ostacolo che si oppone alla realizzazione del bisogno può avvenire sia attraverso l’induzione della paura e la conseguente fuga sia mediante un violento attacco.
La rabbia, liberarsi da qualcosa o qualcuno.
Come detto sopra, La rabbia nasce dalle ferite ricevute o dalla sensazione che qualcuno ci sta facendo del male. Il funzionamento della rabbia ci consente di riconoscerla ed esprimerla, portando fuori con chiarezza e decisione i nostri sentimenti, imparare a proteggere il nostro spazio, la nostra vita e le nostre relazioni. Il senso di questo principio è eliminare le cause della rabbia, riconoscendo chi o che cosa mi ferisce e agire di conseguenza, parlando, esprimendo ciò che pensiamo o sentiamo. Nel caso in cui ci viene difficile cambiare una situazione, prendiamo in considerazione la possibilità di sottrarci per tempo a un dolore inutile. Uno dei modi per riconvertire la rabbia sono il perdono, di noi stessi e degli altri, il lasciar andare i rancori passati e il desiderio di vendetta e spostare il focus e quindi l’energia di questa emozione verso ciò che desideriamo realizzare di buono per noi stessi. Talvolta la rabbia nasce dal fatto che vediamo riflessa nell’altro qualcosa che “NON” vogliamo o “NON” possiamo vedere di noi stessi. La nostra immagine riflessa in uno specchio ci turba e la neghiamo. Questa è L’IRA la cecità più assoluta di fronte a noi stessi. E’ l’intolleranza, l’ingiustizia che nasce dalla mancanza di comprensione, di umanità, di compassione, di accettazione.
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Lucio buonasera, grazie per partecipare con passione alle nostre pubblicazioni, posso chiederti cosa ti piace in particolare?